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Mercoledì, 04 Ottobre 2023

 1000X200px RIBASSATI E BLOCCATI

 


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L’emergenza migranti a Lampedusa è indubbiamente un importante banco di prova per la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. Un cubo diBARCHINI Rubik che non può essere risolto senza individuare una strategia comune con l’Unione Europea. Nel corso della visita a Lampedusa della commissaria Ursula von der Leyen, accolta tra le proteste dei lampedusani, ha avanzato diverse proposte da mettere in campo nel breve periodo.

Misure straordinarie

Il primo punto riguarda una stretta sulle partenze dei migranti. Meloni affronterà il dossier nel prossimo Consiglio dei Ministri, l’idea cardine è quella di modificare il termine di trattenimento nei centri di permanenza per i rimpatri di chi entra illegalmente in Italia: “limite che verrà alzato al massimo consentito dalla normativa europea, ovvero 18 mesi” e che “non riguarda i richiedenti asilo per i quali oggi il termine massimo è già di 12 mesi e non sarà modificato”. Un’altra misura “straordinaria” riguarderà la realizzazione in tempi celeri di nuove strutture di accoglienza in località “a bassissima densità abitativa e facilmente perimetrabili e sorvegliabili”. La premier ha ribadito la necessità di un aiuto concreto da parte dell’Europa.

I 10 punti

Von der Leyen, raccogliendo l’appello, ha snocciolato un piano in dieci punti. I passaggi salienti del piano d’azione riguardano la previsione di missioni navali, di procedure di rimpatrio più veloci e di corridoi umanitari per l’immigrazione legale. Von der Leyen ha assicurato l’impegno dell’Unione per consentire il trasferimento dei migranti da Lampedusa verso altre destinazioni. I Paesi membri dovranno pertanto essere sollecitati ad attivare il meccanismo volontario di solidarietà per l’accoglienza (essendo ad oggi  impraticabile l’adozione della “solidarietà obbligatoria” con quote nazionali di migranti per la netta opposizione dei paesi sovranisti alleati di Meloni in Europa) e, al contempo, una lotta senza quartiere nei confronti dei trafficanti di uomini (a partire dal sequestro e distruzione delle imbarcazioni utilizzate). Il piano prevede di consolidare la collaborazione con le agenzie Onu (Unhcr e Oim) per garantire la protezione dei migranti anche durante i ritorni assistiti. Al di là dei commenti celebrativi dei sostenitori del governo e delle critiche immancabili delle opposizioni, resta la disperazione degli abitanti di Lampedusa e dei migranti ammassati nell’hotspot che piangono i loro morti inghiottiti dal Mediterraneo. La speranza comune è che i riflettori, a cerimonia finita, non si spengano. 

https://livesicilia.it/lampedusa-10-punti-per-fronteggiare-lemergenza-asse-roma-bruxelles/

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