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26-04-19

dunarea 2019 2020

Oltre al danno anche la beffa per cinquanta collaboratori del call center che da lunedì sono in protesta contro l’azienda, colpevole di aver eurocallchiuso i battenti senza alcun preavviso. Secondo fonti interne, la trattativa di acquisizione della società da parte di Abramo Holding spa – multinazionale operante nel settore dei servizi, con € 115.116.271 di fatturato – non è stata del tutto trasparente. Mics Eurocall, che a Enna Bassa ha impiegato per circa dieci anni 240 operatori telefonici nelle attività di Enel, Enel web per l’inbound e Tim per l’outbound, ha pianificato la vendita alla multinazionale comunicando soltanto a un comparto l’imminente mancato rinnovo dei contratti ai dipendenti. Tutto il comparto outbound, riferiscono le fonti, è stato tagliato fuori da ogni assemblea sindacale e tenuto all’oscuro dei successivi tagli che lo avrebbe riguardato. Ad alimentare la rabbia degli ex collaboratori il comportamento scorretto della responsabile del personale Mics Eurocall, Manuela Cassia, la quale – come poi confermato dal sindacato Cgil – avrebbe comunicato ad Abramo Holding che tutti i contratti dei lavoratori sarebbero scaduti a fine 2018, mentre i collaboratori stessi venivano informati di una temporanea sospensione dell’attività lavorativa inizialmente pari alla prima settimana di gennaio, di fatto protrattasi per tutto il mese. Soltanto la scorsa settimana, dopo aver cercato inutilmente informazioni, per i collaboratori l’amara sorpresa: la convocazione per firmare la revoca unilaterale del contratto con Eurocall srl. Nel documento, datato 31 gennaio, viene comunicata la cessione dell’attività e garantita la corresponsione degli importi dovuti fino all’ultimo giorno di prestazione lavorativa effettuata. E qui la beffa: contratti co. co.co in scadenza maggio 2019, sistema retributivo equiparabile a quello di un libero professionista e consistente in 5,70 euro lordi l’ora soltanto in caso di effettiva presenza sul posto di lavoro. Dal sindacato la conferma che la Cassia fosse a conoscenza dei piani di rimodulazione previsti nella trattativa di vendita delle società (attività outbound a Piano Tavola e attività inbound Enel web a Enna) e ciononostante abbia, di fatto, impedito ai collaboratori con contratto attivo di lavorare e maturare il dovuto compenso per un intero mese. In cinquanta, lo scorso lunedì, hanno redatto e sottoscritto un documento e sono stati ricevuti in Prefettura. Vana, ad oggi, la richiesta di incontro con i vertici di Eurocall e Abramo Holding spa, i quali hanno eluso ogni tentativo di contatto da parte di Cgil. “I chiarimenti sono dovuti”, hanno dichiarato gli ex collaboratori, stupiti peraltro di essersi trovati licenziati da una parte ed assunti contemporaneamente “per errore” da Abramo Customer Care spa e da Telic Datel Voice srl, società facente parte dello stesso gruppo. Un errore, questo, moltiplicato su grossi numeri, e che avrebbe potuto impedire l’accesso ai sussidi di disoccupazione.

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