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Martedì, 27 Settembre 2022

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In queste ore chi è appassionato osservatore della natura del mitico lago, superata la pista con tutti i suoi ostacoli ha potuto vederperg pascolare i particolarissimi esemplari di Fenicottero che hanno deciso di fermarsi sul lago.

Indubbiamente un momento di richiamo, un segno della natura che, però, se letto in con attenzione non è solo un fatto di “mondanità naturale” ma anche e soprattutto il segno di una crisi in atto.

Lo avevamo detto nei giorni passati lo ribadiamo adesso: Pergusa è in crisi, le sue acque stanno velocemente scomparendo e stanno lasciando il passo a vaste porzioni di limo sulle quali il sole estivo essicca i Sali.

Le acque rimanenti, estremamente calde e sottili, si vanno lentamente salinizzando e in esse le forme di vita si modificano tendendo a passare dal lago eutrofico leggermente salmastro allo stato di laguna salata.

Quest’ultimo è proprio l’ambiente tipico del Phoenicopterus ruber, che infatti venne avvistato a Pergusa solo ai tempi della pesantissima crisi degli anni ’90 quando il lago praticamente scomparve.

Ovvio, la visione di questi fantastici animali è un avvenimento, ma, ribadiamolo, sancisce che il lago sia in sofferenza e questa sofferenza non è semplicemente legata alla “siccità”, che peraltro a Pergusa non c’è stata, ma sembra provenire dalla assoluta mancanza di intervento per la pulizia e la manutenzione dei canaloni di adduzione delle acque del bacino al lago. Tutti i canali di Pergusa sono colmi di detriti, coperti da fitti roveti, non di rado interessati da abbandoni di rifiuti anche ingombranti. Da anni non si provvede alla loro pulizia e, soprattutto per quel che riguarda il canalone dei Mondelli e quello del Vallone Amaradio, anche dinanzi piogge copiose, non si vede più scorrere l’acqua verso il lago.

Va anche controllata l’eventuale esistenza di pozzi, controllo che è di competenza del genio Civile, e, laddove constatata ogni eventuale emunzione, sigillato il pozzo.

Secondo Legambiente Pergusa va difesa attraverso un’azione sinergica e complessa da parte di tutti gli enti preposti. Ricordiamo in tal senso l’appello fatto dal responsabile della Riserva, Dr. Antonio Aveni, per la istituzione di un tavolo tecnico al quale ogni ente possa partecipare per le sue competenze e con la consapevolezza della estrema fragilità dell’importante biotopo.

Ribadiamo inoltre la necessità di programmare, almeno per la prossima stagione invernale, un rimpinguamento delle acque attraverso la condotta realizzata appositamente dalla Provincia Regionale di Enna agli inizi del secolo.

Il Circolo Legambiente Erei

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