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Mercoledì, 28 Settembre 2022

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Gli accordi internazionali nell’ambito del Cop21 di Parigi del 2015, confermati dalla Cop 26 dello scorso novembre 2021, muovono dall’urgenza di frenare ilstazione pompaggio riscaldamento globale, che porta significativi impatti soprattutto nei paesi maggiormente investiti dal cambiamento climatico.

Per le caratteristiche climatiche della Sicilia, le potenzialità di crescita dell’energia prodotta dal sole e dal vento sono immense. Tuttavia è di vitale importanza che la ristrutturazione della rete elettrica e delle linee elettriche per metterle nelle condizioni di resistere ai sempre più frequenti eventi atmosferici estremi causati dal cambiamento climatico. Ed è di vitale importanza , la revisione degli organici con migliaia di nuove assunzioni, per evitare quei carichi di lavoro eccessivi che aprono la strada agli incidenti sul lavoro.

Inoltre, è noto che lo sviluppo delle energie rinnovabili, non può prescindere dai sistemi di storage, perché ci può essere una forte asincronia, causata dalla intermittenza del sole e del vento, tra il momento in cui l’energia elettrica è richiesta e quella in cui è prodotta. Ragion per cui il sistema per funzionare, deve immagazzinare energia quando è prodotta in eccesso, per poi poterla rimettere tempestivamente in rete quando la richiesta supera la disponibilità di produzione. Tra i sistemi di accumulo il pompaggio idroelettrico oggi è conosciuto come la soluzione più idonea per la conversione energetica.

In Provincia di Enna, considerata la provincia dei laghi si potrebbero realizzare 2 impianti di pompaggio. Un impianto presso la diga Ancipa a Troina dove si potrebbero utilizzare le opere idrauliche esistenti con la creazione di una vasca a valle della centrale con un salto di 422 metri. Questo impianto comporterebbe una nuova capacità di accumulo di 18 Mw. La seconda opera, attraverso la costruzione di una condotta di 6 km prevederebbe il collegamento dell’invaso di Pozzillo, che ha una capienza massima di 150 Mm3 a 366 m sul livello del mare, con l’invaso di Sciaguana, la cui capienza massima è di 11.35 Mm3 a 257,10 m sul livello del mare , sfruttando il salto di 110 m tra i 2 invasi e realizzando, altresì, una centrale idroelettrica di pompaggio con una potenza di 80 Mw.

Auspichiamo la diffusione e la messa a sistema delle comunità energetiche collegate a questi e ad altri impianti che condurrebbero ad una vera indipendenza energetica riducendo l’impatto ambientale, punterebbero ad un considerevole risparmio in bolletta per aziende e famiglie e contrasterebbero la povertà energetica così da ridurre le diseguaglianze economiche e sociali.

La provincia di Enna si candiderebbe a “terra sperimentale” di innovazione tecnologica e conversione energetica.

Alfredo Schilirò Segretario Generale della Filctem Cgil di Enna

 

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