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Martedì, 28 Giugno 2022

 

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Alle elementari, Cristina Fazzi era la prima della classe ma la vita o Dio, per chi ci crede, l’hanno condotta a cimentarsi con un altri tipicrist1 di scuole che distano anni lluce da quelle che abbiamo frequentato assieme. Sono le scuole dove si impara la sofferenza centinaia di migliaia di africani. Cristina ne ha conosciuti tanti avendoli, visitati e curati, , essendo medico, nello Zambia, dove ha scelto di fare della sua vita una missione. Tempo fa ha conosciuto Lidia Tilotta, giornalista, alla abile penna della quale, ha affidato la testimonianza degli avvenimenti più salienti della sua vita in Africa che sono stati trascritti nel volume dal titolo “Karibu” che nella lingua principale dello Zambia significa“Benvenuto”. Ma del libro parleremo in un altro momento. Cristina e Lidia, lo stanno presentando in quest questi giorni e ieri sono state ospiti dell’Universita Kore presso la facoltà degli Studi Classici, Linguistici e della Formazione, presieduta dalla professoressa Marinella Muscarà. Qui le due donne sono state accolte dal professore Cataldo Salerno, presidente della Kore, e dai docenti Salvatore Ferlita e Ugo Pace, quest’ultimo collegato in video conferenza e da numerosi studenti. Salerno ha fatto gli onori di casa ed ha subito evidenziato quanto possa essere importante per gli studenti partecipare a questo tipo di manifestazioni che aiutano a vedere la realtà dacrist2 un’altra prospettiva che non è quella occidentale fatta di certezze e di calcoli matematici: “In Africa è importante la vita e non il prodotto interno lordo “, ha detto , riferendosi all’attività della Fazzi, orientata appunto verso la tutela della vita a trecentosessanta gradi, ben lungi da interessi economici. Ha poi rivolto un invito a Cristina e Lidia affinché possano tornare alla Kore presso la facoltà di Medicina in maniera tale da dare una testimonianza agli studenti che li aiuti ad uscire da una visione edulcorata della sanità, magari spiegando loro cosa significhi fare un intervento chirurgico con pochi rudimenti e in scarse condizioni igieniche. Questi insegnamenti, ha proseguito il presidente, valgono più dei corsi di laurea, perché li completano”. Cristina ci ha sorpreso, non l’avevamo mai ascoltata in pubblico: ha mostrato una verve fuori dal comune nello spiegare il perché della sua scelta di vita ai ragazzi. Una esplicazione sobria e incisiva, scevra da bigottismi , che colpisce come un dardo direttamente al cuore di ciascuno: “Sapete perché ho fatto questa scelta di vita ?” “Per amore, per passione” hanno risposto gli studenti. “No, ha ribattuto Cristina, l’ho fatto per combattere l’ingiustizia”. E già , perché in quelle lande dello Zambia e di altre nazioni africane mancano le certezze che noi opulentemente diamo per scontate, quando ad esempio lasciamo un rubinetto aperto coscienti che l’acqua l’abbiamo, anche se la paghiamo ad alto prezzo, ma loro sono costretti a fare chilometri per procurarsene qualche bidone. E così Cristina si è adoperata negli anni per far scavare dei pozzi. Poi il suo grande cuore, forse grande quanto l’Africa, ha veduto tanti, troppi bambini negli orfanotrofi e allora si è prodigato per tirarli fuori, per farli adottare e per ognuno che è stato adottato ne sono rimasti mille con le lacrime a sperare che un giorno possa toccare a loro. Ecco cosa è l’ingiustizia, non poter avere ciò che ad altri popoli della terra è assicurato.Noi viviamo con superbia delle nostre consolidate sicurezze. E Lidia Tilotta, dopo aver ascoltato la testimonianza di Cristina si è messa in discussione e si è chiesta : “chi sono io”. Già di fronte a Cristina tutti dovremmo chiederci chi siamo e cosa facciamo della nostra vita. Accanto al medico ennese in quest’anni un altro infaticabile uomo, semplice e umile, il nostro parroco, don Angelo Lo Presti che ha promosso continue raccolte di fondi alle quali hanno partecipato tanti cittadini ennesi. Ma i fondi sono provenuti anche da molte zone d’Italia. E poi Ferlita:”Questo libro scardina i pregiudizi”. E Pace:”Cristina Fazzi, lo Zambia, una donna , una grande avventura “. Già, Cristina è ben lontana da qualche medico nostrano che presenta laute parcelle in barba al giuramento di Ippcrate. Ancora non abbiamo letto il libro, ma lo stiamo facendo. Ci diamo appuntamento quando saremo in grado di recensirlo. Intanto, Cristina, ci serva da lezione. Cristina è un vulcano: racconta di aver conosciuto Anas un musulmano pacifista esule in Turchia che si batte per i diritti dei profughi . Ma questo è un pezzo. Qui ci vorrebbe un libro per scrivere tutto quanto è stato detto da Cristina. Il libro è Karibu. Acquistatelo. Lo trovate dappertutto e anche online.

Mario Antonio Pagaria

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