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Martedì, 28 Giugno 2022

 

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Il 9 maggio è una data carica di significati:

Il 9 maggio a Mosca si celebra la ‘Giornata della vittoria‘ sulla Germania nazista durante la Seconda guerra mondiale. Il 9unipopo maggio 1945, infatti, l’allora governo sovietico annunciò la firma della resa da parte di Berlino, che in realtà era avvenuta già nella tarda serata dell’8 maggio. Il 9 maggio si attendeva una dichiarazione definitiva di Putin sulla guerra in Ucraina, che però si è ridotta a una “completa liberazione” del Donbass.

Il 9 maggio del 1950 è anche la Festa dell'Europa. La data ricorda il giorno in cui vi fu la presentazione da parte di Robert Schuman del piano di cooperazione economica, ideato da Jean Monnet ed esposto nella Dichiarazione Schuman, che segnò l'inizio del processo di integrazione europea con l'obiettivo di una futura unione federale. Così il 9 maggio 1985, in occasione del vertice tenutosi a Milano, la Comunità Economica Europea scelse di adottare come "Giorno dell'Europa" questa data in ricordo della proposta di Schuman per la creazione del nucleo economico europeo, a partire dalla messa in comune delle riserve di carbone e acciaio, che fu il primo passo verso l'Unione europea, ritenuta "indispensabile" al mantenimento della pace.

Il 9 maggio del 1978 venne ritrovato il corpo di Aldo Moro e di Peppino Impastato.  

Di Europa e Nato ha parlato il dott. Claudio Longhitano, soffermandosi sulla necessità della comunità per il mantenimento della pace e della prosperità economica e di Moro e Impastato ha raccontato il prof. Ignazio Vanadia, ricordando il valore dello statista e l’impegno del militante politico, le cui parole continuano a essere attuali. Impastato venne ucciso nel giorno in cui doveva tenere il suo ultimo comizio elettorale, pagando con la vita la sfida alla mafia. La Sicilia di Impastato era sistematicamente soggiogata a un potere statale e mafioso che tutelava se stesso contro ogni possibilità di libertà e autodeterminazione del singolo e della comunità.

Queste riflessioni hanno suscitato un nuovo dibattito, fra i presenti, relativo alla querelle giardino di Villa Bonsignore. La mancanza di atti amministrativi e progettualità nella totale assenza di una coscienza civica e politica, sono configurabili come abuso di potere? La latitanza delle forze di opposizione e la mancata risposta alla richiesta di chiarimenti da parte della stessa Università popolare (?) è da ritenere come frutto di disinteresse o di ignoranza?

Fiduciosi nella sensibilità dell’amministrazione, attendiamo chiarimenti.

Gabriella Grasso del direttivo dell’Università popolare

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