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Venerdì, 23 Febbraio 2024

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“La Regione Siciliana non ha finanziato e non ha intenzione di finanziare la costruzione di un Centro direzionale a Enna nei locali dell’ex ospedaleex umbertoI Umberto I. Se il commissario Francesco Iudica avesse avuto il garbo istituzionale di relazionarsi prima con la presidenza della Regione avrebbe evitato questo macroscopico errore”.

Iniziamo da qui, dalla dichiarazione di completa sfiducia del Presidente della Regione Renato Schifani al commissario da lui stesso nominato Francesco Iudica.

Ma Perché Schifani attraverso una dichiarazione rilasciata alla stampa, attacca così duramente Iudica?

Non poteva fargli una telefonata e cercare di “ammugliari” tutto?

Come mai il commissario dell’Asp da la notizia del finanziamento di circa 6,5 milioni di euro per ristrutturare l’ex Umberto I per destinarlo a centro direzionale degli uffici regionali fa una cosa insolita per il tipo di comunicazione data all’ASP e cioè allegare la relazione tecnica del progetto? Perché, a cosa serve fare sapere i dettagli del progetto?

Insomma tra Iudica e Schifani finito l’idillio, ammesso che idillio ci sia mai stato, perché essendo Iudica cognato di Raffaele Lombardo non certo amico stretto di Schifani è possibile che si stia pensando già ai futuri manager della sanità in Sicilia alla quale mappa tutti stanno lavorando.

Si dice che tra gli Autonomisti e Fratelli d’Italia, la voce c’era già all’indomani delle regionali, ma ora sarebbe ritornata di moda, sia scoppiato un amore platonico, ma continuo; forse è per questo che il commissario Iudica nella sua dichiarazione dice, tra l’altro, “… Si compie così un percorso iniziato con una sfida lanciata dal Presidente Musumeci, raccolta dall'ASP…” ?

Quello che lascia da pensare è anche il silenzio di tanti; neanche una parola da parte di Fabio Venezia, Luisa Lantieri e Stefania Marino. 

Il primo cittadino di Enna “fa voti perché il Presidente riveda la sua decisione”, I Moderati per Enna esprimono il loro disappunto contro il silenzio delle “rappresentanze regionali e nazionali”. L’on. Longi (FdI) “invita la politica regionale a…”, la Cgil ennese “uno squallido e improduttivo teatrino“

Per il resto tutti in silenzio forse perché per tanti è materia parecchio difficile da capire.

A pagare il prezzo più caro è la città di Enna che perde l’ennesima possibilità di rivitalizzare la parte alta, anche se, volendo noi essere proprio maligni, pensiamo che dopo la nomina dei manager in estate i 6,3 milioni di euro potrebbero arrivare magari con una corsia preferenziale e con altri padrini di battesimo.

Questa città ha bisogno intanto di una classe dirigente seria e preparata; quella attuale è fatta di molta approssimazione e tanta presunzione, che si accontenta del piccolo favore, piuttosto che pensare al territorio, a come invertire lo spopolamento, a come ridare dignità ad una provincia che in passato ha saputo fare molte cose e guardare lontano.

Una città che si svuota, dove i giovani vanno via, dove nascono pochissimi bambini dove sono diminuite in modo drastico le classi nelle elementari.

Fra 10-15 anni quando non ci saranno più gli impiegati o saranno rimasti in pochissimi, chi abiterà questa città?

Le due università e il futuro policlinico saranno in grado di invertire la rotta e ritornare ad una accettabile densità abitativa?

Noi ce lo auguriamo, ma nubi nerissime si addensano all’orizzonte.

Massimo Castagna

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