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Lunedì, 05 Dicembre 2022

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Le elezioni con la più bassa affluenza nella storia repubblicana sono state stravinte dalla coalizione di destra. Fratelli d'Italia di Giorgiamelo Meloni è stato di gran lunga il partito più votato, come ci si aspettava. I partiti usciti più malconci dal voto sono la Lega e il Partito Democratico, il cui segretario Enrico Letta ha annunciato che lascerà presto la sua carica. Il PD avrà due problemi: ricostruire sé stesso e provare a organizzare un'opposizione al nuovo governo di destra insieme al M5S e ad Azione-Italia Viva.

La coalizione di destra ha ottenuto il 44% dei voti contro il 26% del centrosinistra e il 15% del M5S, e avrà una larga maggioranza per governare, fra il 57-58% dei seggi in parlamento. Sarà comunque inferiore ai due terzi dei seggi che le avrebbero permesso di cambiare la Costituzione senza passare dai referendum. Le percentuali variano leggermente fra Camera e Senato.  

Per quanto riguarda i singoli partiti, alla Camera Fratelli d'Italia ha superato di poco il 26% dei voti, la Lega ha raccolto l'8,7%, Forza Italia l'8,1%, Noi Moderati lo 0,9%. Nel centrosinistra il Partito Democratico ha ottenuto il 19%, l'alleanza fra Verdi e Sinistra Italiana il 3,6% e quindi entrerà in parlamento per avere superato la soglia di sbarramento al 3%. Non lo ha fatto invece +Europa, data al 2,9%. Il partito di Luigi Di Maio, Impegno Civico, si è fermato allo 0,6%.

Il Movimento 5 Stelle è arrivato al 15,4%, i centristi di Azione-Italia Viva al 7,7%. Fra i partiti più piccoli che non sono riusciti a entrare in parlamento ci sono ItalExit (1,9%), Unione Popolare (1,4%), Italia Sovrana e Popolare (1,2%).

L'unica vincitrice di queste elezioni è Giorgia Meloni, che in tre anni è riuscita a portare Fratelli d'Italia dal 5-6% al 26% dei voti: circa il triplo sia della Lega sia di Forza Italia, i suoi principali alleati. In termini di voti ne ha presi 7,2 milioni, 6 in più rispetto al 2018. Avrà un ruolo egemone sia nel futuro governo di destra sia nel prossimo parlamento, dove esprimerà circa 190 parlamentari contro i 50 attuali. Nella notte Meloni ha tenuto un breve discorso della vittoria in cui ha ripreso i toni concilianti della prima fase della campagna elettorale, chiedendo agli avversari responsabilità, «clima sereno e rispetto reciproco».

Nessuno degli altri partiti ha ottenuto risultati anche solo paragonabili.

Il Movimento 5 Stelle e Forza Italia stanno cercando di descrivere il risultato ottenuto ieri come una vittoria, paragonandolo alle aspettative assai basse nei loro confronti. Entrambi i partiti però hanno perso parecchi consensi e voti reali rispetto al 2018. Il M5S è passato dal 32 al 15%, da 10,7 milioni di voti a 4,2. Forza Italia dal 14% all'8%, da 4,6 milioni di voti a 2,2. Il cosiddetto Terzo Polo di Carlo Calenda e Matteo Renzi ha ottenuto un risultato discreto per una coalizione nata da poche settimane ma non ha superato Forza Italia ed è rimasto sotto diversi punti percentuali rispetto agli auspici in doppia cifra di Calenda. Sinistra Italia e Verdi sono riusciti a superare di poco lo sbarramento.

Nei prossimi giorni si apre una nuova e delicata fase in cui i riflettori saranno puntati su come far nascere il nuovo governo e, soprattutto, su come gestire le varie e complesse problematiche emergenziali in economia e in politica estera. 

G. Mellia

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