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Mercoledì, 22 Settembre 2021

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La furbizia ormai liberamente espressa a difesa della propria insindacabile libertà è riuscita a giustificare il ricorso alla criminalità che in questi giorni ha lanciato sulla rete il nuovovaccini in laboratorio business sulla vendita di ‘green pass’ contraffatti, riportanti falsi dati identificativi del vaccinato, il relativo QR Code, appositamente generato, nonché il numero che contraddistingue il lotto di origine della prima e della seconda dose di vaccino. 

Migliaia di utenti della rete si sono registrati sui canali illegali alla ricerca di vaccini e ‘green pass’, attratti dalle foto delle fiale e dei certificati e dall’opportunità di acquistare pacchetti all inclusive, con garanzia di anonimato, tracciabilità della spedizione, imballaggio a temperatura refrigerata, certificazione di avvenuta somministrazione del vaccino.

L’inchiesta coordinata dalla Procura della Repubblica di Milano e condotta dai finanzieri del Nucleo Speciale Tutela Privacy e Frodi Tecnologiche, anche grazie a nuovi strumenti di investigazione Bot e Avatar, combinati ad un monitoraggio ‘real time’ della rete da parte dei militari della Guardia di Finanza, hanno consentito di individuare e sottoporre a sequestro 10 canali e account Telegram, che rinviavano ad account anonimi su specifici Marketplaces nel Dark-Web, tramite i quali era possibile interfacciarsi con il venditore e procedere all’acquisto dopo aver completato il pagamento rigorosamente in criptovalute.

La vendita di certificati Green pass falsi si è resa possibile perché la decisione di molti cittadini a non volersi vaccinare ha creato un bacino di potenziale interesse a trasgredire la legge. Difatti, pur di garantire la personale libera mobilità e accessibilità in tutti gli ambienti ove è richiesto il rispetto di norme a salvaguardia della salute, in molti sono disposti a correre rischi elevatissimi per la salute personale e di tutti.

Se molti cittadini hanno accolto l’offerta di questo servizio criminale immaginiamo che, con il passare delle settimane, ci troveremo coinvolti su due fronti quello dei vaccinati e quello dei non vaccinati, con una possibile conflittualità su come gestire a fine estate un’eventuale ma probabile nuova ondata della pandemia. È evidente che a settembre l’incombente ritorno del virus, con la variante divenuta dominante, potrà essere tenuto sotto controllo solo con le vaccinazioni. La mobilità del virus potrà avere ambiti sempre più ristretti ove produrre un impatto sulla salute dei cittadini. Gli italiani saranno disponibili a ritornare al lockdown, a richiudere o limitare le proprie attività economiche, a rinunciare alla ripresa di una normale vita sociale? Immaginiamo di no. Ci sarà la legittima pretesa a differenziare i destinatari dei provvedimenti di emergenza. Zona rossa anche per chi è vaccinato? Ristoranti chiusi per tutti? È un problema che ci dobbiamo porre adesso, con il buon senso “ragionato” ed operativo. Non facciamo lo stesso errore dell’anno scorso quando i liberi tutti ci ha portato alla terza terrificante ondata di morte e sofferenza.

 Gaetano Mellia

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