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Sabato, 25 Giugno 2022

 

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Il dibattito attorno alla istituzione del Policlinico ad Enna continua ad interessare le cronache di queste settimane e questa è una delle poche occasionimedici in corsia nelle quali il territorio e i suoi abitanti si stanno sentendo parte attiva. Non solo il Capoluogo, ma anche tutti i centri della provincia si rendono conto che una nuova sanità è possibile e soprattutto che i piccoli ospedali possono essere riconvertiti in centri di eccellenza.

E stavolta la tanto vituperata politica ha fatto la sua parte, molto importante e molto significativa. Tutti i sindaci attraverso la loro assemblea hanno votato alla unanimità la richiesta del Policlinico ad Enna, stessa cosa stanno facendo i consigli comunali alla unanimità, primo fra tutti quello del capoluogo che ha dato il via alla mobilitazione. Senza colori, senza partiti, tutti, consiglieri comunali e primi cittadini insieme per andare a dire giovedì 21 a Palermo, nella riunione convocata dall’Assessore alla Salute Ruggero Razza, che l’intera provincia vuole il policlinico ad Enna.

D’altronde i numeri sono tutti dalla sua parte: quarta città d’Italia con due università di medicina, quarto polo universitario. E le adesioni al Comitato Pro Policlinico si moltiplicano giorno dopo giorno e nella manifestazione di giorno 20 presso la Galleria Civica del capoluogo è possibile che inizi la raccolta di firme.

Per definizione la Kore è l’Università della Sicilia Centrale, ottima intuizione, ma con sede ad Enna; studenti provenienti da tutte le province siciliane, tutti orgogliosi per l’attrattività dimostrata, con servizi sempre più efficienti ed innovativi ed un’offerta formativa di alta qualità. La Kore è una Università con vocazione internazionale e rapporti con istituzioni, dai Comuni, alla Regione, dal livello nazionale a quello europeo; ma sono rapporti radicati pur sempre in un contesto territoriale  favorevole ed accogliente, con una sua identità culturale e storica non vocata ad una solitudine narcisista.

Sbaglia chi pensa che l’ Autonomia dell’ateneo non sia rispettata. Nessuno ha messo in discussione la capacità di una classe dirigente politica ed amministrativa che ha caparbiamente creato il quarto ateneo. Ambire ad avere il policlinico ad Enna da parte degli ennesi non è una forzatura che limita l’autonoma azione delle facoltà di medicina e non è neanche un condizionare ed inibire le relazioni e gli accordi di partnership con altre strutture sanitarie.

Chi lo dice che l’esigenza espressa dal presidente Salerno di creare un sistema virtuoso e di eccellenza nella Sicilia centrale non possa compiersi nella trasparenza, evidenziando i nodi di una rete che dipartono da Enna, sede della facoltà?

Non prevedere la sede ad Enna è come non riconoscere le proprie origini, quasi a vergognarsi di essere piccoli e bravi, ma incapaci a gestire la complessità di un policlinico. Cosa diversa è la consapevolezza di crescere con il supporto delle eccellenze già affermate in Sicilia e non solo, secondo gli obiettivi della politica sanitaria regionale.  Ed infine, una riflessione sulla vivace partecipazione e l’interesse delle istituzioni locali ennesi ad affermare il diritto, in risposta alle prese di posizione di altre realtà siciliane, di istituire ad Enna il policlinico.

Pur nel rispetto dell’autonomia della Kore è da considerare invadente e irrispettoso chiedere per il territorio, sede della facoltà di medicina, l’individuazione della sede principale del policlinico? La politica locale non deve essere corresponsabile, anche, se in vario modo, del futuro di una comunità sul piano delle politiche sanitarie e della formazione delle nuove generazioni? E le amministrazioni locali non devono essere sin da subito coinvolte nelle politiche di sviluppo locale sul piano delle infrastrutture e dei servizi ai cittadini?

Il presidente Salerno ha parlato di avviare un processo che sul piano del merito e col tempo necessario faccia scaturire la definitiva strutturazione del policlinico. Ineccepibile se senza ambiguità si individuano i capisaldi del progetto sin dai primi passi evitando una competizione distruttiva e un tiro alla fune tra territori e comunità desiderose di emergere ad ogni costo, anche a discapito dei competitor.

E poi c’è l’aspetto più importante della vicenda, quello che forse qualcuno dimentica: lo studente.

Se non ci fossero gli studenti non ci sarebbe università. E’ a loro che bisogna offrire quanti più servizi possibili. Fare didattica ad Enna e poi prendersi un autobus e andare altrove per fare il tirocinio è illogico o no?

E le famiglie degli studenti quante e quali altre spese dovranno sostenere?

Lo si capisce o no che prima viene il diritto allo studio e poi tutto il resto?

Se si capisce tutto questo allora passa in secondo ordine tutto quanto. E la Regione, con in testa l’assessore alla Salute non può, in virtù di una campagna elettorale che sarà lunga e difficile, speculare su diritti storicamente ed oggettivamente acquisiti.

A meno che…altrove non sia stato già tutto pianificato diversamente e allora vanno a farsi benedire, gli studenti, il policlinico, le mobilitazioni e le raccolte di firme.

Massimo Castagna

Gaetano Mellia

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