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Mercoledì, 10 Agosto 2022

 

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Non credevamo fosse possibile una guerra in Europa dopo le tragedie e le lezioni del secolo scorso. Ma ecco il fantasma cheguerra volteggiava guardingo ed aggressivo si trasforma in missili ed eserciti che avanzano distruggendo città e costringendo alla fuga milioni di cittadini inermi. L’Ucraina è attaccata dai Russi perché non si è voluta piegare al dominio ed al diritto di proprietà di uno stato e di un popolo che si era reso indipendente dall’Unione Sovietica nell’agosto 1991 dopo la caduta del muro di Berlino. E, avviando una difficile transizione alla democrazia e all’economia di mercato ha vissuto un rapporto sempre più conflittuale con la Russia per le sue scelte di campo occidentale ed i rapporti con l’Unione Europea e la Nato.

La Russia giustifica la guerra perché ritiene una minaccia per la propria integrità e sicurezza nazionale uno stato che al confine si allea con gli storici avversari occidentali. E non solo considera l’Ucraina una propria proprietà dopo un periodo di insubordinazione e tradimento.

E così torniamo indietro di un secolo. Il mondo si ridivide in blocchi e la guerra fredda riemerge dalle ceneri per dividere e guerreggiare a tutti i livelli a partire da quello economico. La reazione dei paesi europei e dell’USA è basata al momento sulle sanzioni economiche che a loro volta attrarranno altre ripercussioni in una spirale pericolosa. Non crediamo a questo punto che l’esperienza distruttrice delle guerre vissute sia stata una lezione definitiva. Chi può garantire che la spirale di guerra non si trasformi in un ciclone? “Nonostante gli sforzi diplomatici delle ultime settimane si presentano scenari sempre più allarmanti. Le azioni in corso non potranno che provocare ancora più sofferenza alle popolazioni, destabilizzando la convivenza tra le nazioni e screditando il diritto internazionale.” La pace di tutti è minacciata da interessi di parte” Così Papa Francesco nel suo appello contro la follia della guerra. Il Governo italiano ha condannato l'attacco della Russia all'Ucraina che considera “ingiustificato e ingiustificabile. L'Italia è vicina al popolo e alle istituzioni ucraine in questo momento drammatico. Siamo al lavoro con gli alleati europei e della NATO per rispondere immediatamente, con unità e determinazione". Lo afferma in una nota il presidente del Consiglio Mario Draghi.

Se l’Europa si compatta nella reazione è anche vero che l’arma della diplomazia resta prioritaria, lasciando aperte le porte del dialogo anche innanzi al muro dell’arrogante violenza e delle minacce di Putin "un attacco alla Russia porterebbe a gravi conseguenze per qualsiasi potenziale aggressore".

Nessuno può anteporre i propri interessi politici ed economici al valore supremo della pace che va garantito e perseguito, sempre.

 Gaetano Mellia

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