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Sabato, 25 Giugno 2022

 

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La crisi politica e amministrativa che per mesi ha tenuto impegnata la maggioranza che sostiene Dipietro, finalmente si è risolta, o almeno, così si vuole fare apparire. Dipietro e riuscito aconsiglio comunale enna insediamento ricucire lo strappo con i suoi “amici” assessori dissidenti? La maggioranza che lo sostiene ha trovato l’unità di intenti?

Perchè Gargaglione e Macaluso (Italia Viva) non si sono accodati agli altri e non hanno firmato il documento politico che nessuno conosce? E i due fanno ancora parte di Italia Viva o si sono messi al di fuori?

Questi alcuni interrogativi che la gente, o  almeno quanti seguono le vicende cittadine, si pongono, giusto per capire come stanno le cose. Quello che appare assolutamente incomprensibile sono i motivi che hanno portato alla crisi e, poi, quali sono le motivazioni che hanno portato alla ricomposizione.

 I due assessori Campanile e Contino sono stati durissimi nei confronti del loro “amico” sindaco; gliene hanno dette di tutti i colori e il primo cittadino non è stato da meno nel dibattito in aula. L’accusa principale mossa era quella di avere dimenticato il senso civico della battaglia politica che aveva portato alla sua rielezione, appiattendosi troppo sulle posizioni degli Autonomisti.

Se la crisi è superata, cosa significa questo che il primo cittadino si è allontanato dalle posizioni del suo vicesindaco o che cosa?

La tesi dell’amicizia non convince nessuno, perché ad un amico si può rimproverare tutto quello che si vuole, anche con toni durissimi, ma in separata sede, non già nei dibattiti pubblici o nei mezzi di comunicazione. E comunque i due ex assessori ribelli avrebbero sempre potuto dire “caro sindaco in nome dell’amicizia ti diamo l’appoggio, ma non chiederci di entrare nuovamente in giunta dopo quello che è successo”. Diversamente l’impressione che si da all’esterno è di un attaccamento morboso alla poltrona.

L'esito della crisi non chiarisce ai cittadini, rispetto alla gravità delle iniziali motivazioni, quali sono stati gli accordi politici che hanno consentito il superamento disinvolto della crisi. Il tempo trascorso e la superficialità lasciano immaginare accordi dietro le quinte di interscambio utilitaristico. Stesse modalità riscontrate sulla "Crisi generata sull'autodromo Pergusa". Campanile e Contino nel nome di un'amicizia personale hanno smentito se stessi, sia sul piano della coerenza che sul piano del rapporto con i cittadini ", manipolati, come se il valore dell'"amicizia" può giustificare un passare sopra a ciò che prima era considerato grave. La mancanza di chiarezza sulla natura di un eventuale chiarimento lascia stupefatti perché  rappresenta una forma ipocrita nei confronti dei cittadini.

La crisi ormai è alle spalle, ma c’è chi giura che è solo temporaneamente rimandata. La vicenda della presidenza del Consiglio Comunale con Dipietro che ha chiesto le dimissioni di Gargaglione e lo stesso che ha detto ben altre cose, lasciano presagire un altro braccio di ferro con la possibilità che Gargaglione possa essere sfiduciato. Se si arrivasse a questo si aprirebbe la lotta per la presidenza con tanti pretendenti pronti a fare fuori chiunque pur di accaparrarsi l’ambita poltrona.

Crisi finita, ma è davvero così?

Massimo Castagna

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