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Domenica, 28 Novembre 2021

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In questi giorni s’intensifica il dibattito sulla quarta ondata della pandemia che è ritenuta molto probabile anche in Italia.pexels photo 6075004

La preoccupazione è crescente a causa di quanto già avviene nei paesi dell’est Europa e la Germania ritenuti più vulnerabili per l’alta percentuale di non vaccinati rispetto all’Italia. 

Secondo l’analisi del fisico Andrea Paladino, data scientist presso Apheris AI a Berlino dal 15 ottobre si osserva un cambiamento nelle curve epidemiche relative all’Italia, in lieve risalita. Fino a quella data tutte le curve erano in discesa (casi giornalieri, decessi giornalieri, ospedalizzati, ricoverati in terapia intensiva).

Per il momento, la risalita dei casi è poco significativa, notevolmente influenzata dall’incremento dei tamponi.
La curva degli ospedalizzati è, invece, quella che può destare maggiore preoccupazione. È doveroso premettere che per il momento i numeri sono bassi, inferiori dell’80% rispetto a quelli che si registravano lo scorso anno nello stesso periodo. Inoltre, la crescita appare lineare, non esponenziale. 

Dall’ultimo bollettino dell’Istituto superiore di sanità, in cima alla classifica dei ricoverati in ospedale ci sono:
• non vaccinati tra 40-59 anni, con 989 ospedalizzazioni su 3.45 milioni di persone
• non vaccinati tra 60-79 anni, con 910 ospedalizzazioni su 1.4 milioni di persone

I vaccinati tra 40-79 anni, invece, contribuiscono in totale con 842 ricoveri, su una popolazione di 26 milioni di persone.

Facendo le dovute proporzioni, un non vaccinato tra 40 e 79 anni, in questo momento, ha un peso sul sistema sanitario pari a quello di 12 vaccinati della stessa età. I non vaccinati tra 40-79 anni sono circa 4.8 milioni.  

Tale constatazione ci dovrà indurre a combinare in modo più rigoroso la sfera delle libertà personali con la dimensione solidaristica, nei termini di corresponsabilità e reciprocità. Altrimenti la conflittualità crescerà oltre certi limiti, generando la inevitabile compressione dei diritti individuali e collettivi.

 Gaetano Mellia

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