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18-01-19

Sono arrivati e sono entrati subito in funzione i nuovi autobus urbani della Sais; 4 nuovi mezzi che garantiscono l'accesso ai fermata autobusdiversamente abili attraverso una pedana che, all'occorrenza, viene utilizzata per l'ingresso di chi ha difficoltà motorie o di chi purtroppo non ha possibilità di movimento. Questi bellissimi e nuovissimi autobus rossi circolano già dal mese scorso nella cittadina ennese dando il senso, anche solamente a chi li vede attraversare le vie della città, di rinnovamento e modernità. E, fin qui, tanto di cappello per l'arrivo di questi nuovi mezzi che, a differenza dei precedenti, danno la possibilità a tutti di potere usufruire del trasporto pubblico urbano.

C'è solo un “piccolissimo” problema, che chi ha difficoltà motorie se vuole prendere l'autobus deve andare al capolinea in Viale Diaz. In molti si chiederanno: ma come, per prendere l'autobus devo andare al capolinea? E al capolinea come ci arrivo se per spostarmi devo prendere l'autobus?

Se non fosse tutto vero ci sarebbe da sbellicarsi dalle risate perchè non c'è una logica ad usufruire di un servizio pubblico da un solo punto della città.

E' superfluo sottolineare che non è un capriccio della Sais. Dall'azienda trasporti fanno sapere che non hanno gli spazi necessari,autobus nuovo sais non solo all'apertura della pedana, ma anche allo spostamento della carrozzina, per consentire l'accesso al pullman; e, aggiungiamo noi, laddove sono previste le fermate spessissimo ci si trova in presenza di gradini, tombini o marciapiedi stretti che a tutto servono tranne a quanti devono superare le difficoltà giornaliere. E ad avere difficoltà giornaliere non sono solo i diversamente abili, ma le mamme con passeggini al seguito e anziani che hanno difficoltà a salire gli alti gradini dei pullman; quindi si capisce che la platea degli esclusi è di gran lunga superiore, con l'impatto di avere più auto in circolazione.

Ovvia la considerazione di adeguare le fermate degli autobus anche a chi ha difficoltà a deambulare, non ultima quella di una efficace illuminazione che consente di vedere bene dove mettere le ruote. Magari si potrebbe usare qualche luce della bellissima illunimazione natalizia e spostarla nelle fermate praticamente al buio. Certo, c'è il rischio che con il finire del periodo di festa anche queste bellissime luci abbandonino la città e, insieme ad esse, la speranza che non vengano dimenticati i valori della solidarietà e della sussidiarietà, diversamente la nostra città sarebbe simile a tante altre dove si butta fumo negli occhi, dimenticando i veri problemi.

Manuela Acqua

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