Parliamone insieme
DEDALOMULTIMEDIA
25-01-21

 

Di tutti i regali che poteva fare alla Sicilia il governo nazionale ha scelto quello sgradito dello stoccaggio di rifiuti nucleari. Anche in questa occasione buterala storia non è stata per nulla maestra di vita. Qualche settimana, fa la decisione di usare come discariche di amianto le miniere Bosco a Serradifalco e Pasquasia a Enna, aveva sollevato indignazione e forte preoccupazione dei cittadini. Evidentemente non si è voluto tenere conto dello stato d’animo delle popolazioni interessate calcando nuovamente la mano.

Come può altrimenti essere definita l’individuazione di Butera come area di smaltimento di scorie radioattive? Questa scelta è fortemente penalizzante e ricade su aree che, pur tra mille difficoltà, preservano eccellenze agricole come la coltivazione del Nero d’Avola e dell’Uva Italia. Questa deliberazione, che viene dall’alto, va respinta chiamando tutti alla responsabile difesa delle comunità locali.

Una prima occasione nella quale ribadire il fermo no a un’azione illogica è la conferenza dei sindaci convocata per la tematica del “Deposito nazionale dei rifiuti radioattivi”. Da lì deve nascere un coordinamento di primi cittadini che parlino con una sola voce e che vadano al contrattacco. Altro che Butera pattumiera radioattiva. Va piuttosto chiesta la revoca della scelta e la bonifica delle miniere dismesse con interventi che le mettano in sicurezza utilizzando le politiche green delle quali molti esponenti politici parlano senza che si sia ancora visto uno straccio di progetto.

Il governo nazionale non ha valutato l’impatto devastante che le sue scelte avranno nelle aree siciliane. La conservazione dei rifiuti nucleari arreca un ulteriore danno a zone dov’è peraltro crescente la ripresa dell’emigrazione. Se l’obiettivo è continuare a spopolarle possiamo dire che la strategia è efficace e porterà solo desertificazione con la distruzione dell’impegno di tanti operatori del settore agricolo e paesaggistico. Una preziosa e redditizia esperienza sarà sacrificata sull’altare di una decisione che resta incomprensibile. Noi come Cisl siamo pronti a dare tutto il nostro sostegno ravvisando l’urgenza di agire per reagire con la fermezza di chi vede in pericolo anni di sacrifici e il futuro compromesso.

Emanuele Gallo, Segretario Generale

Cisl Agrigento, Caltanissetta, Enna

 

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