Parliamone insieme
DEDALOMULTIMEDIA
25-01-21

 

Giorno 29 cm si è tenuta l’assemblea dell’ATI per discutere ancora una volta sul caro acqua, alla quale abbiamo assistito senza diritto, giustamente, acquadi parola. Un atto di democrazia e trasparenza di cui dobbiamo ringraziare tutti i sindaci, in primis, il Presidente dell’ATI. Certo il costo dell’acqua in provincia di Enna è ormai arrivato alle stelle, infatti, siamo i primi in Sicilia per quanto attiene il costo a metro cubo del prezioso liquido e di questo dobbiamo ringraziare certa politica che non rispettando le leggi dello Stato ha determinato l’affidamento all’attuale gestore. Possiamo essere soddisfatti, abbiamo raggiunto un primato!

Ci rimane di dare la scalata alla classifica nazionale, europea e mondiale, siamo sulla buona strada se andiamo avanti con un piano d’ambito che già al suo nascere era sproporzionato rispetto alle esigenze della popolazione provinciale. Un piano spropositato ed errato redatto dalla SOGESID per cui noi cittadini dobbiamo pagare, anche, le così dette partite pregresse. Gli altri sbagliano e noi paghiamo! Se si tiene conto che quel piano era sproporzionato nel 2004, considerate oggi che la popolazione è in continuo decremento di 2.000 unità l’anno, si capisce bene che dopo 15 anni quel piano è insostenibile per i cittadini, anche perché il gestore del SII pretende mantenere la situazione di fatto, del resto fa business sui cittadini costretti a pagare anche se certi servizi non sono in conformità delle leggi dello Stato. Al momento i sindaci vogliono ponderare la situazione valutando la possibilità di reperire finanziamenti per le strutture e valutare, unanimemente, la riduzione, come qualcuno ha anticipato del 5%, dell’attuale costo. Senza dubbio poca cosa inconcepibile se raffrontato al costo dell’acqua nelle altre province siciliane, basta pensare che a Catania una famiglia di tre unità per 192 mc. spende €.220,00 mentre ad Enna spende € 748,00. Ma certo se diamo seguito al piano d’ambito attuale avremo a breve un ulteriore aumento perché andranno ad essere caricati in bolletta, sui cittadini, il finanziamento per investimenti di una somma pari a € 173.891.000,00. Un costo esorbitante che in un momento di criticità socio-economica può portare gravi ripercussioni, soprattutto, per quelle famiglie che vivendo di attività proprie bloccate dal periodo di fermo non hanno avuto nessuna entrata economica. Certo sarebbe da valutare attentamente l’ipotesi del Sindaco di Assoro sull’abbassamento del costo del 20%, frutto certamente di un accurato studio ed analisi del problema, di cui abbiamo appreso in una sua comunicazione, ma non specificata nel dettaglio, su come. Ci auguriamo che il buon senso dimostrato nella seduta del 29 possa proseguire per il futuro a dimostrazione della vicinanza dei primi cittadini al problema più sentito dai cittadini della provincia.

Pippo Bruno 

 

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