Parliamone insieme
DEDALOMULTIMEDIA
25-01-21

Egregio Direttore volevo segnalare quel che è accaduto il 30 dicembre.

Alzi la mano chi aveva dei dubbi. Laddove il lockdown ci era sembrato una stoccata di fioretto e l’estate una scappata di famiglia, la nuova assembramentosituazione voluta per le festività natalizie ha tutta l’aria di una “stangata”. Degna del miglior Paul Newman: qualcosa che potrebbe benissimo essere accompagnato dal brano “The Entertainer” di Scott Joplin per quanto curiosa. Ma non ci deve stupire che l’appello alla responsabilità degli italiani si sia risolto con un “assente”. Lo è stato in tante altre città, e le reti televisive ci hanno bombardato con immagini di shopping forsennati e di festicciole d’ogni tipo, con le norme decretizie disattese senza troppi patemi. Pertanto, tra di noi, c’è qualcuno che aveva dei dubbi sulla possibilità che anche Enna fosse inglobata nel grande carrozzone del “chi se ne frega”? L’immagine che vedete accanto è stata scattata nella serata del 30 dicembre dall’autore di questo scritto. Uno scorcio di cosa significhi “responsabilità”. Il popolare ritrovo “Novantaquattrocento Duepuntozero”, sito in piazza Francesco Crispi (Belvedere Marconi), in un atto di benevolenza nostalgica verso la movida ennese mutilata, ha deciso di lasciare che la vasta clientela sostasse al di fuori del locale, consumando i prodotti nei suoi pressi, costituendo pertanto degli assembramenti che cozzavano parecchio con il Dcpm in vigore. Nondimeno, all’interno del locale, la pletora di persone in attesa del drink da consumare, aveva ben poco a che vedere con la celebre distanza minima suggerita dal ministero della sanità, men che meno con il numero minimo di ingressi. Una scena che quest’estate sarebbe stata tollerabile – non da un punto di vista della lungimiranza, come abbiamo appurato poi –, tuttavia, in ottemperanza a quanto imposto dal premier Conte, ciò cui si è assistito ieri sera è stato, in una parola, dissennato.

Qualcosa per cui avremmo volentieri messo le mani davanti agli occhi. E c’è da dire che in diversi hanno optato per questa scelta. A quanto pare, raccogliendo diverse testimonianze degli inquirenti, parrebbe che le autorità siano state allertate diverse volte, tuttavia, esse hanno preferito concentrarsi sul vicino bar “Paccamora”, presso cui, bisogna dirlo, gli assembramenti erano presenti, sebbene in una forma più ridotta e, comunque, in veste di “attraversamento lento”. C’è da puntualizzare che il succitato bar aveva vietato l’ingresso nel locale se non per le ordinazioni, chiudendo al pubblico anche il gazebo esterno. Perché le forze di polizia abbiano preferito concentrarsi solo sul bar, appostandosi in seguito a ridosso della piazzetta Scelfo per i consueti controlli agli automobilisti, rimane un mistero. Senza pretesa alcuna, bisogna puntualizzare che il ritrovo “Novantaquattrocento Duepuntozero” si è rivelato un esempio di recidività in questo anno solare. Diverse volte, poco prima dell’estate, furono allertate le forze dell’ordine per bloccare l’eccessivo afflusso all’interno dello stesso. Successivamente, allorché la Sicilia ed Enna passarono in zona gialla, laddove il ritrovo noto come “Sorseggio” – sempre sito all’interno del Belvedere Marconi – limitò gli ingressi, le vendite, le consumazioni e, soprattutto, vietò la sosta nei pressi del locale, il citato “Novantaquattrocento Duepuntozero”, non si fece problemi nel permettere l’ingresso a folle di clienti, i quali, quando non consumavano all’interno – vietato dopo le ore diciotto – sostavano senza grossi dilemmi al di fuori di esso. Sentendo le testimonianze dei passanti, degli inquirenti e di coloro che possiedono attività commerciali nei paraggi, la scelta voluta dai proprietari del locale appare come qualcosa di cui tutti si erano accorti nel tempo, ma che, alla fin fine, è passata in sordina. Al che giunge scontato il chiedersi: avevamo dei dubbi?

Manuel Di Maggio

 

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Commenti   

0 #1 Francesco Paolo 2020-12-31 23:41
Buonasera,
ieri sera ho visto quanto da voi descritto e non è vero che presso il bar “Paccamora” fosse vietato l’ingresso all’interno e nel gazebo, così come nel bar di via Falautano, sito nei pressi della chiesa di San Giovanni, c’erano persone sia dentro che fuori.
Infine ho visto delle volanti nei pressi dei tre ritrovi. Sono ben altri i luoghi dove le volanti rallentano per controllare quante persone ci sono dentro o davanti l’ingresso. Le regole devo essere rispettate da tutti gli esercizi. Chi le rispetta paga le tasse allo stesso dei tre esercizi che sembravano appartenere ad uno stato diverso.
Un felice e sereno anno a tutta la redazione è alle rispettive famiglie.
Francesco Paolo
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