Parliamone insieme
DEDALOMULTIMEDIA
25-01-21

Può capitare a chiunque di essere sottoposto a processo penale, un’esperienza che mette a dura prova l’imputato, sottoposto a spese legaindagini e procedimenti penali estenuanti nonché, talora, ad una gogna mediatica tanto più probabile quanto maggiore è il grado di notorietà pubblica del malcapitato di turno. Ma non solo: se il fatto ha una connotazione sessuale o attiene ad un caso di cronaca nera familiare al processo giudiziario si sommano processi mediatici con trasmissioni televisive popolate da criminologi, psicologi e testimoni pronti - parafrasando Gaber - a “formulare pareri alternativi”.

In un Paese civile i processi si fanno in Tribunale con tempi certi, mezzi adeguati, tempi rispettabili e rispetto della persona, fermo restando il sacrosanto diritto di cronaca.

Non di rado i processi si concludono con l’assoluzione dell’imputato e questo, a pensarci bene, è segno di indipendenza di giudizio e di terzietà del giudicante. Singolare è, a riguardo, la mancanza di dati statistici ufficiali circa l’incidenza delle assoluzioni sul totale delle sentenze emesse: un’indagine in tale direzione sarebbe oltre modo utile per evidenziare eventuali storture nel nostro sistema giudiziario.

È di questi giorni una buona notizia, frutto di un’iniziativa legislativa avanzata dall’onorevole Enrico Costa, avvocato e figlio dell’ex Ministro della Sanità Raffaele Costa, molto conosciuto quale ministro della Sanità negli anni 90, autore di blitz ispettivi negli ospedali, da sempre ipercritico nei confronti delle inefficienze della pubblica amministrazione. Già autore di un progetto di legge che tutt’ora giace presso la Commissione Giustizia della Camera dei Deputati, Enrico Costa è riuscito a far approvare, all’unanimità, un emendamento al testo della legge di stabilità per l’anno 2021 con il quale viene riconosciuto un rimborso delle spese legali sostenute, fino all’importo di 10.500 euro, all’imputato assolto con sentenza divenuta irrevocabile perché il fatto non sussiste, perché non ha commesso il fatto o perché il fatto non costituisce reato o non è previsto dalla legge come reato.

Per tale via l’Italia si allineerebbe a ben ventotto Paesi in area europea che, a diverso titolo, hanno introdotto varie forme di indennizzo delle spese legali: Albania, Austria, Bosnia-Erzegovina, Bulgaria, Repubblica Ceca, Croazia, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Irlanda, Lituania, Lussemburgo, Macedonia, Malta, Moldavia, Monaco, Montenegro, Norvegia, Polonia, Romania, Serbia, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia, Turchia e Ungheria.

Adesso occorre attendere l’approvazione definitiva della legge di stabilità per l’anno 2021 e, successivamente, il decreto del Ministero della Giustizia emesso di concerto con il Ministero dell’Economia e delle Finanze, da emanarsi entro sessanta giorni, per il dettaglio attuativo di una disposizione di legge segno di civiltà giuridica.

Rino Moscato

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