Parliamone insieme
DEDALOMULTIMEDIA
25-01-21

Questa professione è continuamente esposta a rischi, servono piani formativi e di tutela appropriata. La morte di molti oss è una morte in solitudine, la peggiore che si potesse pensare dopo anni dedicati ad assistere i propri simili. migep

Vorremmo riportare l’attenzione al centro del problema “Area Socio Sanitaria” per l’Operatore socio sanitario, poiché rileviamo che l’area socio sanitaria è utilizzata spesso per propaganda da molti sindacati e ignorata da molti oss. La professione dell’operatore sociosanitario continua a essere trascurata, sta andando alla deriva, sta cercando in tutti i modi di farsi notare, ma troppo disuniti su vari fronti con una discordanza su tutto, cercano di arrampicarsi a tutti quegli schemi di solidarietà che molti sindacati pubblicizzano per scoprire che nella realtà è inconsapevolmente appoggiano le lotte verso altre professioni. Queste figure sono indispensabili per la cura e assistenza alle persone, in questo tempo di pandemia non è emerso il loro ruolo attivo, il loro coraggio nell’assistere i tanti infettati, i colleghi oss morti per covid. Stiamo lottiamo molto per la professione, mettendo in campo azioni e non strumentalizzazioni, azioni mirate a dare voce come le cartoline #io non ci sto, (mancato riconoscimento nella finanziaria), permettendo a molti politici di presentare interrogazioni parlamentari per ottenere maggiori oneri verso gli oss, collaborare con forze politiche a una proposta di legge per dare ampio riconoscimento a questa qualifica, presentare attraverso le forze politiche PD, Gruppo Misto emendamenti sull’integrazione dell’area socio sanitaria, l’abrogazione della 761/79, la possibilità di effettuare assunzioni attraverso lo scorrimento delle graduatorie.

Oltre ad aver presentato il ricorso al Consiglio di Stato per l’area socio sanitaria, alla realizzazione di un documento con la Fnopi sulla revisione dell’operatore socio sanitario sia nella formazione, sia nelle competenze; sono 5 anni che l’oss nel Forum risk management è come attore, con un proprio spazio all’interno del forum.

Tutto questo per cercare di focalizzare l’attenzione sull’operatore socio sanitario nei programmi di abilità e nell’affrontare le difficoltà, piccole e grandi.

Bisogna trasformare questa professione con un cambiamento in modo che l’organizzazione politica ragioni sul ruolo importante di questa figura, e da parte degli operatori sociosanitari cercare di essere uniti e coesi per il cambiamento e chiedere con forza l’area socio sanitaria, aderire al ricorso Consiglio di Stato, per un obiettivo comune perché è molto più semplice spostare le cose che lottare per organizzare il cambiamento.Abbiamo notato che molti OSS lavorano poco su se stessi e molto su cose astratte ed è per questo che sono esposti al non essere visibili. Molti lottano per essere assunti ma non sono considerati “ bruciati” dai politici, occorre un piano strategico e un percorso personalizzato in ogni luogo di lavoro.

Bisogna rafforzare l’assistenza domiciliare verso i soggetti più fragili: disabili, anziani soli e malati o non autosufficienti, la somministrazione dei pasti, la deambulazione, dando la possibilità di potenziare quest’attività a

fronte di diversi bisogni legati allo scenario emergenziale, interventi che l’operatore socio sanitario può fare per garantire la cura della persona e dell’ambiente.

E per questo che continuiamo a lavorare per fare la differenza e avere il coraggio di fare la differenza, attraverso un percorso interattivo per trovare risposte e soluzioni applicabili al contesto professionale, ma soli non possiamo farcela.

Come Federazione degli operatori sociosanitari rivolgiamo il nostro pensiero a tutti i cittadini deceduti e a tutti gli oss deceduti, un grande pensiero e grande rispetto. Il 18 

dicembre al forum di risk management sarà un momento di riflessione per questa professione su strategie politiche e sociali post covid 19.

6 dicembre 

 

Angelo Minghetti

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