Parliamone insieme
DEDALOMULTIMEDIA
26-10-20

 

Voglio rivolgermi ai giovani democratici, non perché sia turbato dal contenuto della nota, nonostante questo sia il peppe la portasecondo attacco personale che ricevo in questa campagna elettorale, avrei infatti facile gioco nel raccontare loro che “tempus regit actatum”, dal lontano 1990 ne è passata di acqua sotto i ponti, che non esistono più gli uffici di collocamento, che il sistema che stava alla base di quella norma per cui il collocatore fungeva da mediazione tra il datore di lavoro ed il lavoratore è stato completamente sovvertito, che dal 1997, con il D.Lgs. 496/97, ha avuto inizio un processo di riforma in materia di accesso al mercato del lavoro per cui i vecchi uffici di collocamento sono stati sostituiti dai Centri per l’impiego a cui sono affidate competenze completamente diverse; o dirvi che e a mie 4 candidature e quella di altri colleghi ( anche nel vostro partito) che hanno svolto addirittura il ruolo di Sindaco in questo come in altri comuni, è stata negli anni vagliata da diverse commissioni elettorali comunali e provinciali, e i qualche caso anche regionale, e ne hanno valutato la candidabilità e la conseguente eleggibilità!

Cosi come sarebbe abbastanza semplice disquisire sui nuovi istituti di incandidabilità, ineleggibilità e incompatibilità rivisti nel tempo, o rimandarvi al TUEL che nel frattempo ha sintetizzato tali cause. Ma non è su questo che voglio disquisire anche per non tediare chi legge. Voglio condividere con voi uno stato d’animo e rivolgervi una esortazione.

Perché quello che fa star male chi come me si è sempre speso per l’educazione e la formazione dei giovani, e la mia storia personale ne è testimonianza, convinto che i giovani possono cambiare il mondo se sapranno sognare, se sapranno volare alto, se sapranno impegnarsi per il bene comune, con la passione e gioia che contraddistinguono quell’età, è dover constatare che, invece, tanti ragazzi che stanno compiendo un percorso di crescita e di formazione politica, che dovrebbero credere nella forza delle proprie idee, nel coraggio di sfidare gli adulti dimostrandosi più appassionati di loro, declinando le loro proposte con la capacità di saper cogliere quelle sfumature che un adulto ormai non coglie più, è vedere dei giovani che invece raccolgono dai loro maestri un testimone arrugginito, fatto di escamotage, di mezzucci da vecchi politicanti, che hanno indossato un paio di occhiali che non sono i loro e che fanno vedere il mondo segna sogni ….ecco questo mi addolora.

E allora, con fare da politico educatore e non da politicante vi esorto: esistono ancora tanti giovani, e ne ho cognizione diretta, che vogliono perseguire un ideale di integrità morale genuina, attraversati come sono dal sogno di cambiare questa società con la forza dei valori e non già con le urla, gli insulti, le ipocrisie della politica vecchia e nuova.

Ecco, questo è un bene prezioso che non va disperso, nell’interesse di tutti. Perché soltanto i giovani con l’energia delle loro convinzioni, con la loro pulizia morale, con la pratica coerente della loro visione di società, possono dare il colore giusto al cambiamento necessario di questo Paese e di questa nostra città. SIATE IL CAMBIAMENTO per tutti noi, non limitatevi a essere subalterni alle logiche di chi vi vuole a sua immagine e somiglianza! Sfidate l’avversario, non il nemico, con la forza delle idee. E vorrei rivolgere un appello anche a chi giovane non è più e che viene considerato un esempio o un maestro dai ragazzi che si stanno formando alla politica, quei giovani che guardano a voi e che spesso vi seguono sulla strada tracciata, orbene se quella strada viene lastricata da cattivi esempi, i giovani faranno più fatica a distinguere il percorso per raggiungere l’obiettivo, che non può che essere un impegno per costruire esorto con una frase di Don Milani a me cara “E allora il maestro deve essere per quanto può profeta, scrutare i “segni dei tempi”, indovinare negli occhi dei ragazzi le cose belle che essi vedranno chiare domani e che noi vediamo solo in confuso.” Aiutateli a sognare, a credere in un mondo migliore, nella bellezza dell’impegno politico affinché possano domani dire I CARE!

 

Peppe La Porta


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