Parliamone insieme
DEDALOMULTIMEDIA
05-07-20

dunarea de jos 2020

Siamo un gruppo di docenti della provincia di Ragusa assunti nel 2015 ai sensi e per gli effetti della legge n.107/2015 docenti fuori sedesulla Buona Scuola, insegnanti della scuola dell'infanzia provenienti dal concorso 2012 assunti in ruolo nel 2016 nonché docenti assunti anche prima del 2015 ma in province del nord di ogni ordine e grado della Scuola, tra questi un numeroso gruppo di docenti della classe di concorso A046. Come tanti docenti del Sud viviamo la condizione di stare lontano da casa e dai nostri familiari, anche a svariate migliaia di km. Abbiamo sempre sperato che saremmo tornati a casa definitivamente ed ogni anno abbiamo presentato regolare domanda per la Mobilità Interprovinciale, purtroppo ad oggi non siamo riusciti a tornare nella nostra provincia di residenza. Il nostro rammarico si unisce a quello di migliaia di docenti meridionali che vorrebbero tornare e non riescono a farlo. Quando presentammo la domanda su “Istanze On Line” per l’eventuale assunzione ai sensi della legge n.107/2015 lo facemmo con la certezza che prima o poi saremmo tornati nelle nostre città di provenienza ed anche consapevoli che la mancata partecipazione al piano assunzionale ci avrebbe depennato per sempre dalle GAE cosa che poi non è accaduta, in quanto queste graduatorie sono rimaste attive e continuano ad essere infoltite da docenti che hanno fatto ricorso. Inoltre si palesava la prospettiva che molti di noi non avrebbero più lavorato perché avevano maturato più di 36 mesi di servizio e perché gli incarichi annuali e i posti delle supplenze brevi, in quanto i posti vacanti, sarebbero stati occupati dagli insegnanti che avrebbero partecipato al piano assunzionale straordinario. Dunque non c'era altra soluzione per non perdere il lavoro, che ci dava sostentamento, di produrre domanda e quindi accettare a malincuore le condizioni che imponeva la legge, cioè allontanarci per qualche anno dal nostro territorio. Cosa che è accaduta puntualmente e ad oggi non si sa per quanto tempo ancora. Attualmente assistiamo all’assunzione di migliaia di docenti “cosidetti precari” con l’imbarazzo di vederci abbandonati al nostro destino e di restare confinati per sempre lontano da casa e inermi di fronte all'assunzione dei colleghi (precari) su posti che potevano essere occupati da noi con la mobilità. Come ribadito più volte, noi non abbiamo scelto di andare al nord, un algoritmo fallace ha scelto il nostro destino senza considerare che per molti anni avevamo lavorato nella nostra provincia come precari maturando molti punti che oggi non ci vengono riconosciuti, tra l’altro molti di noi erano vincitori di un concorso regionale (e anche più) ed invece siamo stati spediti al nord. Ci sentiamo frustrati da questa situazione e ogni anno se non funziona la mobilità attendiamo una eventuale Assegnazione Provvisoria che per molti ha sempre esito negativo, mentre altri cercano di trovare soluzioni fattibili pur di restare a casa. A questo stato di cose si aggiunge l'azione degli Uffici Scolastici Provinciali i quali nelle procedure di Assegnazione provvisorie e di utilizzazione, non lavorando in sinergia ma in modo autonomo e non rispettando la data unica di chiusura delle operazioni creano molte discrasie nelle attribuzioni dei posti, così facendo se ne liberano tanti in date successive alla chiusura determinando una mancato utilizzo da parte di noi docenti e di conseguenza ci ritroviamo rispediti al nord (come pacchi postali) dove abbiamo la sede di titolarità. Siamo Docenti ultraquarantenni e molti anche ultracinquantenni ed abbiamo il timore di tornare a settembre al nord per via del Covid-19 e non abbiamo alcuna garanzia sulla nostra sicurezza personale. Nel corso di questi ultimi cinque anni abbiamo più volte cercato di interloquire con vari esponenti politici locali e nazionali, sindacali di qualsiasi orientamento senza mai avere avuto risposte certe, solo promesse mai mantenute, di avere un piano di rientro. Pensiamo vivamente che tutte le persone a cui ci siamo rivolti hanno una propria famiglia e i propri affetti, anche noi abbiamo una famiglia e la sua unità è oggetto di tutela costituzionale. Ci siamo organizzati in svariati gruppi per fare sentire la nostra voce, abbiamo più volte organizzato sit-in di proteste davanti ai Provveditorati, alle Prefetture, siamo stati ricevuti da Provveditori, Prefetti, Sindaci ecc. da esponenti politici di rilievo nazionale ma tutto ciò non è servito a nulla, solo parole, parole e nient’altro, intanto il tempo passa inesorabile ed assistiamo a proclami a favore dei precari e di noi nulla solo nulla. Siamo genitori e non vorremmo perdere di vista la crescita dei nostri figli, come tutti i docenti di ruolo fuori sede abbiamo il sacrosanto diritto di riuscire a tornare a casa, nella nostra provincia di residenza, tra l’altro l’art.470 comma 1 del T.U. sull’Istruzione dispone che le dovute assunzioni siano effettuate sui posti residui che rimangono vacanti e disponibili dopo il completamento delle operazioni relative alla Mobilità professionale e territoriale in ciascun anno scolastico, dalla norma si evince la preferenza per coloro che sono di ruolo , ma nei fatti ciò non accade. Siamo Docenti di ruolo e ci viene negato il diritto alla mobilità per via di accordi subdoli tra il Ministero e le organizzazioni sindacali, derogando al contenuto della norma che preferisce la mobilità alle nuove assunzioni. Vogliamo ribadire che tutti dobbiamo mantenere le nostre famiglie ce lo impone la nostra Costituzione eppure siamo obbligati a sostenere pesanti costi come l’affitto, le spese per i viaggi ecc. con il risultato di non riuscire a risparmiare nulla. Noi Docenti di ruolo che vorremmo un possibile trasferimento nella nostra provincia non abbiamo nulla contro i colleghi delle GAE, però dispiace che una nuova assunzione venga fatta sotto casa ad un docente che, possibilmente, aveva un punteggio maturato, inferiore a quello maturato da noi docenti di ruolo. Dunque ci appelliamo al buon senso da parte di tutte le forze politiche ecc. al fine di trovare una soluzione definitiva alla nostra questione, abbiamo bisogno di un piano di rientro. Siamo certi che chi leggerà con attenzione questa lettera vedrà sotto i suoi occhi le storie di tanti docenti, madri, padri che ogni anno dovranno spostarsi lontano da casa per vivere a caro prezzo e lasciare i propri affetti da soli.

 

I Docenti di ruolo fuori sede della

Provincia di Ragusa

Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna

Ti potrebbero interessare anche...

Contro i matrimoni precoci

Contro i matrimoni precoci

Il Coordinamento nazionale docenti della disciplina dei diritti umani intende portare all’attenzione di tutti il tragico fenomeno delle spose bambine...

Nuovo Statuto Ente Parco Floristella: basi per rilancio del sito di archeologia industriale

Nuovo Statuto Ente Parco Floristella: basi per rilancio del sito di archeologia industriale

  Con grande soddisfazione apprendiamo la notizia dell’approvazione, da parte della Giunta Regionale, del nuovo Statuto dell’“Ente Parco Minerario Floristella-Grottacalda”. Un...

Il post Covid-19 e la situazione economica nelle province della Sicilia centrale

Il post Covid-19 e la situazione economica nelle province della Sicilia centrale

  Il territorio di Agrigento, Caltanissetta ed Enna è caratterizzato da cronici ritardi che frenano il necessario processo di sviluppo. Oggi...

La processione del 2 Luglio sostituita dalla processione delle macchine nel centro storico

  La processione del 2 Luglio sostituita dalla processione delle macchine nel centro storico

Ieri, Festa Patronale, si è registrata una forte presenza di automobili nel centro storico, che ha reso quasi impossibile per...