Parliamone insieme
DEDALOMULTIMEDIA
26-02-20

 

Mi sembra abbastanza evidente che c'è qualcuno nel panorama politico locale che non vuole che si acquisisca l'attività di ati messinacollaborazione e consulenza con l'Autorità idrica toscana, i massimi esperti in materia. Deduco tale fatto dalla inspiegabile circostanza che i commissari nominati dalla Regione nei Liberi consorzi, e dunque con i poteri di commissario liquidatore dell'Ato idrico, hanno ostacolato l'attività propedeutica all'acquisizione della consulenza non sottoscrivendo la convenzione che per la prima volta è stata portata al commissario della Provincia il 17 dicembre.

Se in quella data il commissario avesse firmato ciò che i suoi tecnici avevano ritenuto corretto, oggi l'attività di collaborazione e consulenza con l'Autorità toscana sarebbe stata completata e il subentro fatto. Nella stessa linea si è mosso l'attuale commissario il quale, pur in presenza dei suoi consulenti che ritenevano corretta la sottoscrizione, ha dapprima ritenuto di non doverla sottoscrivere, successivamente l'ha condizionata ad una istituzionalmente inaccettabile richiesta di nuova manifestazione di volontà dell'assemblea dell'Ati, mostrando inaspettate doti di preveggenza visto che da lì a qualche giorno qualche sindaco ha chiesto una convocazione dell'assemblea.

I sindaci sono gli unici che possono richiedere una convocazione di assemblea, che provvederò immediatamente a predisporre.

Nel frattempo, l'amministrazione comunale di Enna, sensibile alla duplice esigenza di accedere ai finanziamenti ma di non affamare la popolazione con tariffe esose, quali sono quelle in atto, e quindi nella prospettiva di tentare una loro riduzione, ha trovato una soluzione che proporrò all'assemblea dell'Ati per la ratifica, ovvero che sia lo stesso Comune di Enna ad anticipare le somme che i commissari provinciali non hanno voluto mettere a disposizione, venendo così incontro alle esigenze dei cittadini.

Per quanto riguarda la minaccia di commissariamento della Regione e il relativo termine di trenta giorni, la contesterò in ogni sede, perché il commissariamento presuppone un ritardo imputabile a chi viene commissariato. Io ho già dimostrato nelle mie note di non avere responsabilità alcuna sui ritardi e dunque quello è un termine che la Regione, sono certo, rivedrà modificandolo.

Tuttavia non mi sfugge che le richieste di commissariamento e i ritardi, che non sono imputabili alla mia persona, nonché la sollecita diffida dell'assessorato regionale qualcosa vogliano dire.

Evidentemente ci sono sindaci più interessati agli investimenti che alle tariffe che vengono somministrate ai cittadini. Io non sono tra quelli.

La firma sotto il contratto che per i primi 15 anni ha prodotto quelle tariffe insostenibili era dell'allora presidente della Provincia, Cataldo Salerno, per i prossimi quindici anni la firma non sarà certamente la mia”.

Maurizio Dipietro

Sindaco di Enna

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