Parliamone insieme
DEDALOMULTIMEDIA
26-01-20

 

Enna ha un bellissimo centro storico nelle sue chiese, palazzi, musei, castelli, torri, stradine strette e caratteristiche, c’è tanto da marco castagnavedere e potrebbe essere un “centro commerciale naturale” come lo era tanti anni orsono.

Allora perché non è così?

Semplice, perché da qualche anno c’è la volontà politica di far morire il centro storico, restando inermi innanzi alle chiusure dei negozi storici, delle botteghe, delle farmacie, degli alberghi, delle attività gastronomiche o costringendoli a decentrare la loro attività in zone più favorevoli, e mettendo molti cittadini nell’impossibilità di viverci e lavorarci.

Aldilà dei proclami propagandistici e dei post festosi sui social, Enna sta morendo, tra l’indifferenza generale di chi si compiace per uno sporadico evento (benvengano), per le luci di Natale (belle), per il Giro d’Italia (ottima vetrina), per il ripristino di una strada (ordinaria gestione). Non ci si può accontentare di questa mediocrità. Purtroppo la situazione è grave, contrariamente a ciò che cercano di propinarci, in centro i negozi sono vuoti e nessuno vuole più abitarci. Enna non è una città in salute e lo dimostrano anche le varie classifiche più o meno attendibili e più o meno impietose che vari studi ed enti accreditati stilano annualmente e che tra loro si accomunano nel porre Enna sempre nelle ultime posizioni.

Diciamocelo chiaramente e non me ne vogliano coloro che sostengono che questo non è un problema: il centro storico è stato deportato in zone dove non vi sono problemi di parcheggio! Non è l’unica ragione della crisi in centro ma una delle cose su cui una buona politica può e deve intervenire.

Basti vedere la via Rosario Livatino, via Pergusina, via Libero Grassi e via Boris Giuliano, strade di Enna Bassa che pur non avendo la conformazione di città vissuta e vivibile, adesso pullulano, per fortuna, di attività commerciali che hanno reso finalmente viva la zona di Enna Bassa. E ciò grazie all’ampia offerta di parcheggi. Per non parlare di ciò che era un “must” del centro di Enna: il passeggio lungo la via Roma con la chiusura al traffico di parte della stessa. Anche questa vecchia usanza ennese è caduta in disuso e chi vuole fare due passi va all’ Outlet, dove si è trasferito il passeggio di Enna e luogo in cui è stato ricreato artificialmente un centro pedonale con stradine strette con piccole botteghe, in pratica ciò che ad Enna era stato costruito in secoli di urbanizzazione e che adesso non c’è più.

L’intera riqualificazione del centro storico parte dal ripensare la mobilità in maniera integrale, con la fine della guerra ai residenti, fonte di sussistenza del tessuto urbano ennese. Vanno riprogettati nuovi parcheggi gratuiti per i residenti, parcheggi per le attività commerciali, collegamenti efficienti e multimodali, parcheggi di interscambio che colleghino le varie parti della città, connessioni con la stazione ferroviaria, percorsi pedonali di facile accesso e tanti altri progetti. Il centro storico di Enna, come per tutte le città di montagna è in salita e difficile da raggiungere, può essere pedonalizzato ma con regole e orari ben precisi che tengano conto delle esigenze di chi vive e lavora all’interno dello stesso. Inoltre vanno realizzate le opere necessarie affinché il centro storico sia fruibile comodamente a piedi a tutti: bambini, famiglie con i passeggini, utenti con carrozzina, persone con mobilità ridotta.

Enna è una città con bassi valori di walkability (termine che esprime la predisposizione di un ambiente ad essere attraversato e percorso a piedi) a causa di cambi di altimetria, meteo tipico di una città montana, pavimentazione stradale sconnessa e piena di punti critici, insufficiente dimensione dei marciapiedi o talvolta la loro totale mancanza, punti di conflitto pedone - auto, assenza di percorsi pedonali e inoltre manca completamente una programmazione per l’accessibilità degli spazi pubblici ai disabili, gravissima carenza infrastrutturale dimenticata fino ad oggi.

Bisogna incentivare l’apertura dei negozi in centro ed attuare una politica che vada nella direzione di attrarre le grandi marche ed i franchising ad aprire in centro ad Enna.

Vanno valorizzati i beni storici e culturali presenti all’interno del centro storico e nelle sue immediate vicinanze attraverso la riapertura e la sponsorizzazione del museo Alessi e del Museo Archeologico Regionale, una maggiore fruizione dei Palazzi Storici, del Castello di Lombardia, della Torre di Federico  a seguito di ristrutturazione dei danneggiamenti dovuti all’incuria ed alle intemperie, il ripristino dei parchi cittadini e delle zone a verde pubblico come il Belvedere, la villa Pisciotto, ormai isolata da voragini ed avvallamenti che si è stati incapaci di risolvere nonostante i grandi interventi che hanno comportato spese ingenti ai danni della collettività e che non hanno risolto i problemi di convogliamento delle acque meteoriche, la villa attorno alla Torre e la zona verde attorno e dentro il Castello, privi di alcuna attrattiva per  bimbi, anziani e turisti. Andrebbero studiati percorsi turistici di collegamento tra i vari monumenti ennesi, ticket unici e guidati che consentano ai visitatori di fruire di più luoghi e per un periodo maggiore di tempo.

Dovrebbero inoltre essere rivisti i numerosissimi eventi che si svolgono nel centro storico, a volte discutibili per le scelte organizzative e totalmente slegati tra loro, che necessitano di una migliore regolamentazione delle chiusure del centro storico in concomitanza degli stessi ed una previsione di misure alternative e temporanee, al fine di mitigare il più possibile i disagi alla popolazione residente.

Di vitale importanza è quindi l’interconnessione di tutti questi punti ed elemento ormai imprescindibile è l’attuazione di un Piano Urbano del Traffico (PUT) che, come più volte denunciato e segnalato alle strutture competenti, è obbligatorio per Enna dal 2011 e per cui l’amministrazione comunale ha deciso di non dialogare con i cittadini e di rimanere nell’ illegittimità, nonostante l’esposto presentato al Prefetto. Inoltre, l’amministrazione stessa denota dispregio delle normative in ambito stradale stipulando l'affidamento del “Servizio di Redazione del Piano Urbano della Mobilità Sostenibile (P.U.M.S.), nell’ambito territoriale del Polo Urbano Centro Sicilia dei Comuni di Enna e Caltanissetta”, in assenza di un PUT. Tale strumento programmatico di medio lungo termine (10 anni), obbligatorio solo per i comuni maggiori di 100.000 abitanti è da affiancarsi necessariamente al PUT da rivedere ogni due anni, cosi come succede ad esempio a Caltanissetta. Ben vengano progetti di mobilità sostenibile, sostenuti da tutti noi, ma anch’essi andrebbero programmati in un progetto integrato di rilancio e riqualificazione del tessuto urbano e non come operazione a sé stante.

È il momento di riscoprirsi comunità e di riconnettere le persone al tessuto urbano per cercare di colmare il “vuoto in centro” che qualcuno ancora cerca di nascondere.

Buon 2020 alla città di Enna!

Marco Castagna

 

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Commenti   

-1 #1 paolo 2020-01-01 10:29
Sempre a criticare noi ennesi, ma cosa vogliamo una città che si trasformi tutta in una volta. Si critica per un po' di neve, si critica per il modo di operare. Basta ricordare che Enna è una piccola città e gli amministratori non hanno la lampada di aladino ed i miliardi degli emirati . I progetti sono a lungo termine e già la città si smuove ( spazzatura, strade , eventi ) bisogna dare fiducia e non cambiare in continuazione o criticare. Gli assessori si stanno smuovendo a cercare finanziamenti ( da notare che la regione ha già chiuso i rubinetti per 700 mila euro ). per una volta guardiamo con speranza fiducia . auguri a tutti voi lettori e grazie dedalo
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