Parliamone insieme
DEDALOMULTIMEDIA
11-12-19

 

L'acqua alta tiene prigioniera Venezia e il suo patrimonio culturale è stato devastato. La prima conta dei danni dice oltre un miliardo di euro; il materagoverno mette mano al portafoglio e decreta i primi interventi. Dal canto suo la società civile si mobilita e le Tv nazionali comunicano con una certa frequenza il via di una colletta pubblica. A darne notizia titoloni e servizi dei media che provano a nascondere l'ipocrisia di un messaggio intriso di falso senso nazionale. Tenta di rendere giustizia lo sfogo della rete dove i social avranno anche dato parola ai deficienti ma parlano con la pancia. Non esprimono solidarietà a buon mercato ma rabbia, furiosa rabbia. E' evidente che il cattivo tempo ha sfigurato l'intera Italia ma sembra che l'unico problema sia salvare Venezia. E per Matera, capitale europea della cultura 2019, anch'essa devastata neppure un titolino nazionale né la visita di un sottosegretario di Stato. A Venezia passerella generale dal premier Conte a Berlusconi, che si teneva ancorato al braccio di una guardia del corpo per non cadere in acqua. Ha concluso la sfilata la nazionale di calcio. In molti si domandano perchè la gara di solidarietà è scattata solo per Venezia e non per altre zone? Perchè nessuno ha pensato a risanare la terra dei fuochi in Campania con il sostegno della comunità italiana? Perchè ogni anno lo Stato sgraffigna oltre 10 miliardi di euro di trasferimenti alla Sicilia e non c'è un solo deputato che indignato lanci una vera denuncia? Al posto dei parlamentari hanno fatto recentemente i conti i giornalisti di una testata giornalistica nazionale. Continuiamo. Perchè alla Sicilia non viene accordato il bonus carburante e alla Valle D'Aosta si, insieme ad altre regioni? Perchè il presidente del consiglio dei ministri non fiata alla notizia che per un biglietto aereo Catania Roma non bastano 400 euro quando le tasse dei siciliani e di altri residenti del Sud vengono spese anche per saldare gli allegri conti di Alitalia? Pagano pegno i nostri rappresentanti politici ben pronti ad assecondare scelte che privilegiano il Nord in un percorso che si protrae imperterrito dal 1861. La Sicilia e il Sud contano, ed hanno contato, presidenti, ministri, sottosegretari sempre pronti ad annunciare piani per il Mezzogiorno mai partiti o andati ad ingrossare le tasche degli spertacchioni di turno. Non è un j'accuse a questo governo ma all'intero sistema che si protrae da circa 160 anni a questa parte. Mi domando, bastava la sola chiusura di Termini Imerese per risollevare le sorti della Fiat dalla profonda crisi? L'ultimo leader di partito che ha comiziato in Sicilia nei giorni scorsi ha ribadito che il suo governo ha investito nei nostri territori 6 miliardi di euro. Si sa noi siciliani siamo perennemente con la testa fra le nuvole e neppure ce ne siamo accorti della provvidenza che è piovuta sulle nostre famiglie. Ci siamo accorti però che negli ultimi dieci anni con le nostre tasse sono state salvate tante banche, vedi caso molte del nord, e il sistema bancario continua a penalizzare le imprese del Sud con interessi più alti per il credito che in altre parti d'Italia. Ci aiutano a mantenerci giù, come se non bastassero infrastrutture da quindicesimo mondo e reti viarie che sembrano più regie trazzere che strade ed autostrade. Fa specie che dopo un anno i lavori nel ponte Morandi a Genova sono iniziati mentre per la Panoramica di Enna e il pezzo della A 19 caduto nei pressi di Scillato non sono bastati 10 anni. Senza dire che le nostre famiglie crescono e professionalizzano, a proprie spese, i figli destinati a sviluppare le aree del Nord d'Italia. E potremmo continuare così all'infinito. Il dito in primis va puntato contro i nostri rappresentanti politici incapaci di mettere le ragioni di un territorio davanti alle ragioni di partito, di schieramento o peggio ancora di interessi corporativi. La classe politica nordista però non può farla franca senza colpo ferire, fin dal 1861 ha trattato il Sud come una colonia con il solo scopo, ben riuscito, di succhiare tutta la linfa vitale possibile e poi cestinarlo a mò di carta straccia e puzzolente. A questo punto una provocazione bella e buona va lanciata. Amici del Sud votiamo in massa Lega almeno la sua base non galleggia nell'ipocrisia, ce lo ripete con frequenza ed estrema chiarezza: noi meridionali gli stiamo sui cabbasisi. Non hanno paura di ribadirlo, come recentemente ha fatto la sindachessa veneta in cappotto bianco e fascia tricolore che a Venezia ha salutato gli studenti ma non ha dato la mano ad una ragazza di colore, probabilmente italiana. Non è andata oltre perchè i meridionali di nascita o di parentela non hanno scritto in fronte la loro origine, altrimenti...... La base della Lega del nord è bene intonata su queste note, il vertice, con il leader in prima fila, afferma invece che l'Italia è una e prima vengono gli italiani, ma sarà così?

Paolo Di Marco

Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna

Ti potrebbero interessare anche...

Giornata internazionale dei diritti umani

Giornata internazionale dei diritti umani

  Il 10 dicembre si celebra la storica istituzione della Giornata internazionale dei diritti umani. A 71 anni dalla proclamazione e...

Tocca al nuovo gruppo dirigente ricostituire un tessuto di relazioni e di rapporti

Tocca al nuovo gruppo dirigente ricostituire un tessuto di relazioni e di rapporti

  La fase congressuale che si è conclusa il 6 dicembre 2019 con la celebrazione del Congresso Provinciale è stata un’occasione...

Enna – La Nord Sud va rifinanziata per intero

Enna – La Nord Sud va rifinanziata per intero

  L’assemblea congressuale del PD riunita giorno 6 dicembre 2019, presso l’aula magna dell’I.I.S. “A. Lincoln” di Enna, per eleggere il...

Enna – Rotary: Donazione alberi da frutto per il progetto “Mille alberi a quota mille. Enna respira”

Enna – Rotary: Donazione alberi da frutto per il progetto “Mille alberi a quota mille. Enna respira”

Nell’ambito delle attività che il Rotary e-Club Distretto 2110, il cui presidente è l’ennese Sebastiano Fazzi, promuove per l’anno rotariano...