Parliamone insieme
DEDALOMULTIMEDIA
18-02-20

 

Grande movimento sta suscitando, in tutto il Paese, l’annuncio dato in questi giorni da più fonti sull’aumento della enna panoramaaliquota di tassazione sulla cedolare secca, riguardante i canoni di locazione, l’aumento quantificato nella misura del 2,50%, che aggiunta all’attuale 10%, porterebbe la tassazione al 12,50%.

Si ricorda che questa norma fu varata per alcuni motivi precisi, il primo per cercare di fermare in qualche modo la crescita dei canoni di locazione, che stava diventando insostenibile per le famiglie a basso reddito specie nelle grandi aree urbane. La seconda per dare un freno all’evasione fiscale, che era altissima nel settore degli affitti, proprio per il fatto che le aliquote di tassazione potevano raggiungere percentuali oltre il 50%.

Nella nostra provincia la cedolare secca concordata, purtroppo, è applicata solo alla citta di Enna in quanto capoluogo di provincia, per tutte le altre città, per semplice responsabilità di tutte le amministrazioni comunali che si sono succedute dal 1998 ad oggi, spesso sollecitate anche da missive ed incontri promossi dalle organizzazioni di categoria dei proprietari e degli inquilini, sono rimasti fuori dalle realtà ad alta tensione abitativa e pertanto obbligati ad avere una cedolare secca al doppio di quella concordata.

E’ stato solo il 22 luglio scorso che le organizzazioni sindacali dei proprietari e degli inquilini, annunciavano con orgoglio la deposita dell’accordo territoriale 2019, che da alle due categorie un piccolo vantaggio fiscale per il bene casa sia da parte dei proprietari che da parte degli inquilini, i primi per la defiscalizzazione IRPEF e IMU, i secondi per la carmierazione dei canoni, il recupero IRPEF sul canone annuo, o per il contributo d’affitto.

La situazione abitativa nella nostra provincia, resta sempre problematica, centri storici degradati e abbandonati, migliaia di alloggi chiusi in paesi che proprio per la desertificazione demografica diventano sempre più spopolati, mercato immobiliare quasi inesistente.

Enna invece che non sfugge naturalmente al destino dei paesi dell’entroterra siciliano, ha un possibilità in più fornita dalla nostra Università. Ha una zona alta, che racchiude il centro storico, con un patrimonio immobiliare enorme, disabitato per il 50% degli alloggi. La zona bassa moderna, costruita senza un piano regolatore e devastata da un’occupazione del territorio fuori da ogni logica di mercato, sta creando un’offerta tre volte più ampia della richiesta, con il risultato che ha portato il prezzo degli affitti fra i più bassi d’Italia.

Perciò una manovra di aumento delle aliquote, anche se di poco, potrebbero portare ad un ritorno indietro nelle scelte che fino ad oggi hanno fatto i cittadini nell’emersione del nero.

E’ per ciò che: L’U.P.P.I. Unione Piccoli Proprietari Immobiliari, il S.U.N.I.A. Sindacato Unitario Nazionale Inquilini e Assegnatari, il S.I.C.E.T. Sindacato Inquilini Casa e Territorio e l'U.N.I.A.T. Sindacato Nazionale Inquilini Ambiente e Territorio hanno sollecitato le proprie segreterie nazionali per un maggiore e più energico intervento presso il governo nazionale.

Il Presidente UPPI ENNA

Luigi Scavuzzo

Il Seg. Prov. SUNIA

Giovanna D’Alia

Il Segr. Prov. SICET

Angelo Assennato

Il Segr. Prov. UNIAT

Mario La Rosa

 

 

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