Parliamone insieme
DEDALOMULTIMEDIA
20-11-19

Ancora una volta il Sindaco Dipietro fa politica contro i cittadini. Ricordiamo bene le affermazioni del sindaco Dipietro 

acquanell'affrontare il problema rifiuti: “Risolveremo il problema rifiuti”, orbene analizziamo come è stato risolto: il costo è lievitato a 6 milioni di euro mentre in Sicilia comuni più grandi di Enna pagano meno del 50% degli ennesi. E' facile risolvere i problemi coi i soldi dei contribuenti! E' facile con i soldi dei cittadini richiedere pareri, ricevere il consiglio di non controricorrere in Cassazione perchè il comune sarebbe soccombente, ma da buon amministratore, il sindaco espone il Comune al giudizio della Cassazione ed ottiene una sonora bocciatura con vittoria del cittadino che sulla determinazione della TARSU 2009 approvata in forma retroattiva dal consiglio comunale nel 2010 aveva presentato ricorso, avendone riconosciuta la ragione, ma tanto gli avvocati del comune, il giudizio saranno pagati con i soldi dei cittadini. Sull'acqua stesso ragionamento ad Enna si paga per 192 mc € 715,00, mentre a Catania per la stessa quantità si paga € 215,00 e non si può fare nulla, “L'acqua non potrà mai diventare pubblica”, vorrei ricordare al Sindaco Di Pirto che in democrazia il volere popolare è sovrano e gli italiani hanno votato nel referndum del 2011 per la pubblicizzazione dell'acqua, cosa che non abbiamo ottenuto visto e considerato che votiamo per amministratori come il Sindaco Dipietro, squisita persona, ma da buon politico non ascolta le istanze dei cittadini. Ad Agrigento spiega il sindaco Dipietro, nell'articolo apparso sulla “La Sicilia” del 30 settembre, sono intervenuti fattori che ad Enna non ci sono. Ma lo sa il sindaco Dipietro che alcune quote azionarie di Acquaenna, visura comerale del febbraio 2019, sono in mano ad una società posta in sequestro preventivo per favoreggiamento della 'ndranghta? Non è la mafia! Il sindaco avv. Dipietro lo sa che i dirigenti della regione siciliana non possono essere nominati commissari e che, quindi, l'ing. Pietro Lo Monaco che in qualità di commissario dell'ATO idrico firmò il 25 giugno 2015 l' accordo con Acquaenna per dilazionare il mancato versamento del canone di gestione di € 1.800.000,00 è nullo e che pertanto sulla base del combinato articolo 19 e 38 della convenzione la stessa può essere rescissa senza costi per i Comuni? Guardate che cosa strana il cittadino non paga 100,00 euro e gli tagliano l'acqua, Acquaenna non paga l'affitto degli impianti e non gli succede nulla anche per volere di un'ATI, di cui è presidente il Sindaco Dipietro, che non è operativa, non sappiamo se volutamente, visto che ad Agrigento è operativa ed ha rescisso la convenzione con Girgentiacque. La verità assoluta è che la politica ennese, i sindaci non vogliono che l'acqua sia ripubblicizzata, in barba al volere dei cittadini che hanno votato per un referendum mai avallato dalla politica e dai sindaci ennesi che ogni cinque anni ci chiamano per il consenso, presto il Sindaco Dipietro, forse, chiamerà i cittadini ennesi a rieleggerlo?

Pippo Bruno Assoconsumatori

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