Parliamone insieme
DEDALOMULTIMEDIA
20-11-19

 

Fp Cgil, Cisl Fp, Fials Confsal, Nursind ed Ugl evidenziano come sia stato alla fine approvato un atto diverso da quello proposto ospedalein sede di delegazione trattante e che forse è “mancato un atto di coraggio o forse non è stato colto in pieno lo spirito di coesione e integrazione fra i territori ed ospedali”

Unico interesse delle associazioni sindacali è la maggiore e migliore offerta sanitaria in ogni sua articolazione anche periferica, evitando duplicazioni e non creando pseudo baronati di autonomia che alla fine genereranno maggiore isolamento e disservizi per i cittadini.

A prendere posizione, dopo le polemiche dei giorni scorsi, sono le segreterie territoriali ennesi di Fp Cgil, Cisl Fp, Fials Confsal, Nursind ed Ugl, le quali intervengono in merito alla delibera 1007 del 11.09.2019 di proposta di atto Aziendale dell’ASP di Enna, ma soprattutto sulle modalità che hanno preceduto l’adozione della stessa.

In primis riteniamo che l’erogazione di prestazioni e servizi a tutela della salute pubblica siano argomenti complessi, che vadano affrontati con assoluto senso di responsabilità e non con discriminazioni campanilistiche o con toni e modi da partita di calcio, specie avendo consapevolezza del ruolo assolutamente limitato, se non assente, delle organizzazioni sindacali, in materia di organizzazione. Non crediamo ci sia nulla da festeggiare, ognuno sa quali siano le reali motivazioni che hanno indotto ad una proposta ne è nostra abitudine intestarci meriti che non ci appartengono, quanto meno per onestà intellettuale nostra e per non offendere l’intelligenza di chi rappresentiamo.

Le sigle, nel ribadire la differenza di ruolo tra la funzione sindacale e quella politica, sottolineano come la proposta avanzata fosse “finalizzata alla tutela di ogni singolo cittadino a prescindere dal luogo di residenza” e al responsabilizzare tutti i soggetti coinvolti nella vicenda, “perché se la partita parrebbe già decisa in sede Regionale, la mancanza di una pluralità di offerte specialistiche ha un solo perdente, chi ha bisogno di essere assistito e si trova costretto a viaggi della speranza”.

Le nostre proposte sono sempre finalizzate al rispetto dei diritti dei lavoratori e di proposizione nonché supporto verso chi si trova a dovere gestire un ruolo così delicato. Sebbene siano state accolte le nostre istanze di modifica, proposte in sede di delegazione trattante, non possiamo – puntualizzano - ritenerci soddisfatti finché si palesa anche lontanamente il rischio di diversità di prestazioni sanitarie solo per il luogo di residenza.

Ricordiamo che l’Azienda è una con 4 ospedali distribuiti nel raggio di decine e decine di chilometri con una viabilità impervia, a differenza di grosse realtà siciliane che facilmente potranno fagocitare, parlando di migrazione passiva, il bisogno di salute e quindi le risorse oggi gestite dalla Sanità Ennese. Per tale motivo a noi non interessa se le strutture siano Complesse, semplici o dipartimentali, ribadiamo che a noi interessa garantire la maggiore e migliore offerta sanitaria in ogni sua articolazione anche periferica, evitando duplicazioni e non creando pseudo baronati di autonomia che alla fine genereranno maggiore isolamento.

I sindacati Fp Cgil, Cisl Fp, Fials Confsal, Nursind ed Ugl, infine, se da un lato apprezzano “il tentativo del direttore generale, Dott. F. Iudica, nel volere aprire un confronto costruttivo con le organizzazioni sindacali atto a “tutelare il tutelabile”, dall’altro sottolineano come sia stato alla fine approvato un atto diverso da quello proposto in sede di delegazione trattante, forse per un intervento dall’Assessorato? forse è mancato un atto di coraggio o forse non è stato colto in pieno lo spirito di coesione e integrazione fra territorio ed ospedali, specie fra i vari territori.

Per quello che ci è dato di vedere ci troviamo, purtroppo, spettatori di un film già visto”.

Le Segreterie Territoriali

FP Cgil Cisl Fp Fials Nursind Ugl  

 

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