Parliamone insieme
DEDALOMULTIMEDIA
22-04-19

dunarea 2019 2020

Le scriventi associazioni, grate dell’invito pervenuto da Codesto Comitato per la partecipazione alla manifestazione di cui all’oggetto, nel siglevariedeclinare lo stesso si premurano di motivare tale scelta con le seguenti ragioni: La sostenibilità ambientale, non solo per i movimenti ambientalisti ma anche e soprattutto per la Scienza, è quella serie di condizioni che ci consentono di intercettare il miglior benessere possibile, con la maggiore diffusione possibile dello stesso senza intaccare le risorse naturali in maniera tale da pregiudicarne la disponibilità per le generazioni umane future e per gli altri viventi sul Pianeta. Condizione essenziale per la realizzazione di questa sostenibilità è che la stessa sia data dall’intersezione tra la sostenibilità ambientale pura, la sostenibilità economica e quella socioculturale; Per spiegarci meglio non possiamo che ricorrere a dei semplici esempi: se dovessimo considerare esclusivamente la sostenibilità economica ed ambientale verrebbe da se che molti dei piccoli e piccolissimi paesi che sono ancora presenti in Italia sarebbero certamente da evacuare diminuendo così i costi complessivi che lo Stato deve affrontare per gestire le infrastrutture utili agli stessi centri, una simile scelta sarebbe ambientalmente di grande e positivo risultato, alleggerendo la footprint su gran parte del territorio ed aumentando la wilderness. Ovviamente la stessa scelta sarebbe un abominio per quel che riguarda la cultura e la storia italiane che vedrebbero scomparire la caratteristica forse più saliente della dimensione antropica della geografia nazionale. Ecco perché la sostenibilità non può essere una semplice e semplicistica adesione a posizioni massimaliste. Ora, dalle dichiarazioni ufficiali rilasciate dal rappresentante del Comitato organizzatore, Dr. Fernando Bruno, rimane estremamente poco chiaro cosa il Comitato intenda per sostenibilità ambientale, alimentare ed animale. Le scriventi associazioni su queste tematiche, che a differenza di quel che si sbandiera a gran voce in blog, interviste e social, sono state trattate non solo singolarmente ma in stretto legame tra loro (poi ci piacerebbe capire come la sostenibilità animale sia differente da quella ambientale), hanno da tempo realizzato percorsi di grande approfondimento. Basti in tal senso pensare alla grande opera svolta da Petrini e dalla “sua” Slow food, o alle complesse elaborazioni dei movimenti ambientalisti internazionali con nomi del calibro di Vandana Shiva o Sergie Latouche. Se solo volessimo rimanere nell’ambito della Sicilia il movimento ambientalista ha consentito con la sua diuturna pressione, non di rado portata sino a conseguenze estreme quali, ad esempio, le vicende giudiziarie, la realizzazione del sistema delle aree naturali protette, la drastica riduzione dei fenomeni di abusivismo edilizio che avevano trasformato intere porzioni della costa siciliana, la adozione di sistemi di depurazione delle acque reflue e di controllo e repressione delle emissioni in atmosfera, la diffusione dell’agricoltura biologica (A Regalbuto organizzato da Legambiente e AIAB il primo convegno regionale sull’agricoltura biologica nel lontanissimo 1986) , la riscoperta dei grani antichi e delle loro peculiarità nutraceutiche ed organolettiche. Oggi, le stesse associazioni sono impegnate in battaglie difficili e spesso dirompenti, tra queste la lotta alla orrenda macchina da guerra della US Navy a Niscemi. Tanto per chiarire anche in ragione del qual certo fastidio che da sentire chi, dall’alto della sua lontananza dal contesto siciliano, si mette a pontificare sulle sostenibilità, Legambiente è, ad esempio, membro rappresentante italiano della IUCN che è la Unione Internazionale della Conservazione della Natura, il massimo organismo di difesa della biodiversità esistente al mondo. Entrando nel merito della organizzazione e delle dichiarazioni varie ci sarebbe piaciuto parlare di economia circolare e non certo di “raccolta e smaltimento dei rifiuti” così come dichiarato dal Dr. Bruno con una dotazione concettuale che sposta le lancette degli orologi ad anni addietro, ci sarebbe piaciuto parlare di tematiche e problematiche “vere” quali l’energia rinnovabile e la sua footprint ambientale, la difesa dell’agricoltura tradizionale e delle scelte attuate verso la produzione biologica (la provincia di Enna è uno dei territori con la più alta densità di aziende che hanno già fatto questa scelta), delle lotte che i nostri movimenti stanno realizzando per l’adozione di provvedimenti legislativi tesi alla messa al bando della chimica di sintesi in agricoltura... Invece ci siamo sentiti dire che “il Comitato organizzatore non si deve confrontare con nessuno”. Vorremmo sbagliare ma l’idea che ad oggi ci siamo fatti è che, nonostante il nostro sforzo, si sia dinanzi la solita kermesse da calare dall’alto, magari con grande rumore e clamore, senza alcuna considerazione per quello che il territorio vive ed anzi consentendo a qualche ben poco sostenibile scelta di darsi una bella rinfrescata di verde a tonalità sgargianti. Siamo felici che attrici, cantanti, donne ed uomini di spettacolo abbiano sposato la scelta vegetariana o vegana, certamente sinonimo di una sensibilità personale verso la natura, ma non è certo con i testimonial che combattiamo le battaglie quotidiane contro la deforestazione, i pesticidi, la globalizzazione, l’inquinamento, il cambiamento climatico. Abbiamo preso un abbaglio? Forse, ma ci piace esser il più chiari possibile ed anzi, vogliamo dirlo a gran voce, soprattutto se il festival verrà realizzato con le strutture dell’Autodromo di Pergusa, non potremo che ribadire la nostra totale contrarietà a questa kermesse.

AIAB Sicilia Alfio Furnari;

Legambiente Erei- Enna Franz Scavuzzo;

CEA Von Humboldt Giuseppe Maria Amato;

Slow Food Enna Stefania Mancini Alaimo;

WWF Sicilia Centrale Anna Schirò

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