In risposta agli attacchi, talvolta personali, subiti dal Segretario Generale Funzione Pubblica CGIL anche a mezzo stampa nelle ultime ore,LAVALLE si ribadisce che lo scrivente sindacato ha sempre svolto il proprio ruolo di difesa dei reali interessi dei lavoratori. Da ultimo con la comunicazione dei giorni scorsi, peraltro non confutata nel merito in alcun modo dal Dott. Glorioso, si è voluto riaffermare che le omissioni, nonché le “libere” interpretazioni nell’applicazione della L.R. 9/2010, hanno in primo luogo determinato l’abbandono di 60 lavoratori aventi diritto nel dimenticatoio di EnnaEuno, colpevolmente abbandonata in alto mare priva di qualsiasi guida. Riguardo invece alle centinaia di famiglie che - a detta del Presidente della SRR- avrebbero finalmente trovato la stabilità, il sindacato ha il dovere di evidenziare che la maggior parte di tali lavoratori sono stati costretti loro malgrado ad accettare importanti e talvolta umilianti peggioramenti delle condizioni contrattuali e, nonostante questo, continuano a vivere nell’incertezza di un futuro condizionato dai continui cambiamenti delle condizioni di affidamento degli appalti da parte dei comuni, in cui i risparmi economici vengono inevitabilmente ed esclusivamente rovesciati sulle spalle degli stessi lavoratori. A proposito delle responsabilità che competono alla SRR, si sottolinea ancora una volta il mancato rispetto dell’accordo sindacale del giugno 2017, sottoscritto con il consueto senso di responsabilità dalle sigle sindacali, in cui fra l’altro questa assicurava che la dotazione organica prevedeva la collocazione di 418 lavoratori aventi diritto; in cui la stessa SRR si impegnava ad assumere in un’unica soluzione tutto il personale in forza; infine ancora la SRR si obbligava testualmente “in caso di cessazione del servizio da parte del Gestore, ovvero qualunque problema che metta a rischio i livelli occupazionali, di ricollocare gli stessi lavoratori presso il soggetto subentrante nel servizio, ovvero l’obbligo di utilizzo presso la SRR o altri gestori operanti nell’ambito della SRR”. I casi di Leonforte, Barrafranca, Valguarnera e della società di scopo Ambiente e Tecnologia hanno dimostrato ancora una volta che i lavoratori sono stati gli unici a pagare le colpevoli scelte di altri e tutto lascia presagire che possa succedere ancora. Il sindacato infine non è disponibile ad accettare il ricatto morale che vorrebbe imporre un silenzio/assenso sulla situazione a dir poco caotica e disorganica nell’abito ennese e ribadisce che fa parte del proprio dovere istituzionale e sociale far rilevare la realtà dei fatti e le difformità nell’applicazione della legge che determinano condizioni di incertezza e indeterminazione per il presente e per il futuro dei lavoratori.

Il Segretario Generale CdLT – CGIL Enna  Nunzio Scornavacche

Il Segretario Generale FP CGIL Enna Giovanni Lavalle

 

 

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