Parliamone insieme
DEDALOMULTIMEDIA
22-04-19

dunarea 2019 2020

La scrivente organizzazione sindacale sta giornalmente venendo a conoscenza di nuovi ed allarmanti avvenimenti che colpiscono i giovanni la vallelavoratori che operano nel settore rifiuti ed igiene urbana della provincia di Enna. Di seguito si riportano alcuni esempi che in maniera non esaustiva dimostrano la totale inadeguatezza delle scelte portate avanti dalla SRR Enna Provincia.

Iniziamo con l’esempio più recente: è stato rilevato dal sottoscritto in occasione di una assemblea sindacale a Pietraperzia, dove peraltro i lavoratori non hanno alcuna sede, che la “isola ecologica provvisoria” in cui conferiscono i cittadini è situata presso l’androne di ingresso ad una scuola (in cui tra l’altro c’è anche la sede della Polizia Municipale) e i rifiuti vengono pesati, movimentati e depositati nel sottoscala, utilizzando gabbioni metallici su ruote, in assoluto spregio della sicurezza e della salubrità di locali quotidianamente frequentati da studenti dell’Istituto Professionale C.I.R.S. .

Tutto ciò sulla base di Delibera di Giunta Comunale n° 5 del 29/01/2019 e della Ordinanza Sindacale ex art. 191 n° 4 del 31/01/2019. Su oltre 400 lavoratori previsti nella dotazione organica del Piano d’Ambito vigente, e mai aggiornato dal Febbraio 2016, ad oggi circa 340 lavoratori sono stati assunti dai diversi soggetti gestori (peraltro con assunzioni che hanno imposto quasi sempre di accettare peggioramenti contrattuali quali part-time, fino a 6 ore settimanali, e abbassamenti di livello), mentre rimangono ancora fuori circa 60 lavoratori aventi diritto che continuano a rimanere in abbandono nella vecchia ATO EnnaEuno in liquidazione, senza legale rappresentante e senza uffici e senza stipendio da 30 mesi. Tutto ciò nonostante l’accordo sindacale del giugno 2017 prevedesse l’assunzione di tutti i lavoratori aventi diritto in unica soluzione.

Si stanno registrando sempre più spesso situazioni in cui lavoratori, che come detto hanno già dovuto accettare di diventare dipendenti dei gestori dei servizi con importanti sacrifici, devono subire le conseguenze della riduzione degli appalti e vengono messi in aspettativa non retribuita, ( forzata) diventando di fatto precari in balia delle scelte contrattuali assunte da comuni ed appaltatori. Ancora una volta si sta disattendendo l’accordo sindacale del giugno 2017 con cui la SRR si obbligava a ricollocare presso altri gestori e eventualmente ad utilizzare il personale presso la stessa SRR, qualora si fosse riscontrato qualsiasi problema che mettesse a rischio i livelli occupazionali. Impegno peraltro ribadito anche nel contratto di cessione pattuito con ciascun singolo lavoratore e da ciascuno firmato in sede di conciliazione, con cui la stessa SRR garantiva la riassunzione alle proprie dipendenze dei dipendenti non più utilizzati dai gestori.

A titolo di esempio invece si segnalano lavoratori in aspettativa a Valguarnera, Leonforte, Barrafranca nonché i 15 lavoratori della Società Ambiente e Tecnologia che avrebbe dovuto gestire gli impianti; e a breve si paventa tale scelta presso il cantiere di Pietraperzia. A ciò si aggiunga la beffa che molto spesso si ha notizia di assunzioni da parte dei gestori di personale al di fuori del bacino, con totale mancanza di rispetto verso la legge regionale 9/2010 e soprattutto verso i 60 lavoratori ancora dipendenti dell’ATO. Un caso particolare è il cantiere di Nicosia in cui i lavoratori si sono licenziati dalla ATO EnnaEuno e sono stati assunti dal nuovo gestore senza neanche transitare dalla SRR e nonostante questo sacrificio oggi si stanno ritrovando di nuovo a vantare oltre 4 mesi di retribuzioni. Ulteriore motivo di crisi non affrontato dalla SRR, è la mancata applicazione del Piano d’Ambito vigente, e si ribadisce mai aggiornato dal Febbraio 2016, che prevedeva entro il Luglio 2017 l’avvio di 5 impianti che avrebbero dovuto occupare circa 60 lavoratori: ad oggi nessuno di questi impianti è attivo e per alcuni non risulta vi sia alcun progetto. In ultimo si deve ricordare che molti dei problemi che stanno affliggendo i lavoratori sono causati dalla mancanza della piena e corretta applicazione della Legge regionale 9/2010; infatti molti comuni non hanno affidato correttamente il servizio con apposita gara di appalto e invece stanno continuando a procedere con proroghe di affidamento applicando, con evidente abuso, le ordinanze contingibili ed urgenti dell’art. 191 del D. Lgs. 152/2006, costringendo i dipendenti a continui cambiamenti del datore di lavoro ed ad una precarietà che talvolta li ha costretti a firmare contratti della durata di tre mesi. In tale impossibilità di affidare la gestione del servizio secondo le modalità imposte dalla Legge Regionale, si ravvisa una diretta responsabilità ed una palese non ottemperanza del C.d.A. della SRR, come peraltro costantemente rimarcato nelle premesse delle Ordinanze ex art. 191, in cui i sindaci dicono di essere costretti a ricorrere ad affidamenti con procedure d’urgenza non avendo alcun riscontro da parte di esso. In particolar modo si rileva il caso di Sperlinga , Calascibetta e Cerami che non avendo costituito l’ARO, continuano a dover ricorrere ad affidamenti extra ordinem stante la palese inadempienza della SRR che rimane l’unico soggetto titolato ad esperire la gara per l’affidamento del servizio ai sensi dell’art. 15 della Legge Regionale 9/2010 e ss.mm.ii.

Tutto ciò premesso e considerato, si chiede alle autorità preposte. un incontro con la massima urgenza in cui discutere delle situazione del sistema di gestione del servizio di igiene urbana della Provincia di Enna e si anticipa fin da ora la richiesta di attivare le procedure per la nomina di un commissario ai sensi dell’art. 14 della L.R. 9/2010 e voler provvedere alla sostituzione del C.d.A della SRR ad oggi formato solo dal Presidente Dott. Armando Glorioso (Sindaco di Nissoria) e dall’Avv. Antonio Bevilacqua (Sindaco di Pietraperzia), stante la incapacità della Assemblea dei soci di nominare un sostituto del dimissionario Dott. Fabio Venezia (sindaco di Troina). Infine, considerato che il Dott. Antonino Di Mauro ed il Dott. Fabio Ginevra, legali rappresentanti liquidatori dell’ATO Ennaeuno, si sono dimessi nel febbraio 2018 e si rifiutano di svolgere alcuna funzione anche di ordinaria amministrazione e vista la conseguente inerzia dei Sindaci soci che ancora una volta non vogliono determinarsi in alcun modo, si sollecita la nomina di un nuovo Collegio di Liquidazione per la ATO EnnaEuno che possa avviare la corretta gestione degli obblighi (magari avviando le procedure di recupero crediti per milioni di euro nei confronti dei comuni che hanno usufruito di servizi) e dei beni materiali che dovrebbero far parte del fondo di dotazione e che invece giacciono senza alcuna cura e custodia, ma soprattutto che possa garantire soluzioni per i circa 60 lavoratori ancora dipendenti, che vivono una condizione di assoluto e completo abbandono, senza una sede di lavoro, senza stipendio e senza prospettive concrete e realistiche di mantenimento del posto di lavoro.

p. La Segreteria Prov.le FP Cgil

Giovanni Lavalle

 

 

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Commenti   

+1 #1 selea 2019-02-12 12:50
Il problema vero è che durante la Gestione ATO molti comuni determinavano un costo notevolmente inferiore rispetto al costo reale . provocando disservizi e ritenendo eccessive le risorse umane. Oggi i comuni pagano puntualmente le ditte private che eseguono il servizio e hanno aumentato la tariffa mediamente dl 30%. Per altro quasi tutte le ditte non hanno un cantiere in regola dal punto di vista della sicurezza e delle norme igienico/sanita rie ..... nessuno se ne accorge
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