Il Taccuino
DEDALOMULTIMEDIA
18-01-19

 

La nevicata di venerdì e sabato scorsi ha assunto il carattere di eccezionalità proprio per la veemenza con la quale si è abbattuta. enna neveOvviamente quando si presentano casi eccezionali come questo è difficile affrontare l’emergenza in maniera adeguata.

Ad Enna e al suo territorio provinciale, è difficile che nevichi con una certa continuità quindi si può ben parlare di fatto occasionale. Ma proprio perché si tratta di casi occasionali con punte di eccezionalità non si è abituati a fronteggiare e gestire un simile evento ed ecco che i problemi si manifestano in tutta la loro gravità.

Il Centro Operativo Comunale ha lavorato alacremente e ha cercato di fare il possibile per alleviare i disagi alla collettività. Ma quando non si hanno mezzi e uomini, l’emergenza diventa disagio fortissimo.

Proprio per questo, ora che la emergenza neve, al momento, sembra essere passata, sarebbe bene fare il punto della situazione e analizzare le criticità.

Con mezzi ridottissimi ci si è dovuti affidare a ditte esterne locali che hanno utilizzato i loro mezzi per sgomberare le strade, da quelle principali per motivi di sicurezza, come le vie che portano in ospedale, ai centri di comando ecc., a quelle consentono un normale deflusso dei mezzi.

Non potevano certo bastare i pochi mezzi spargisale e i volontari della protezione civile hanno fatto un lavoro estenuante.

Ma non è possibile che intere contrade del circondario, che vale la pena ricordare, sono densamente abitate da residenti, sono rimaste isolate e ovviamente le richieste di aiuto al Coc sono state talmente tante che non è stato possibile intervenire in molti casi.

Allora che fare se si dovesse presentare un’altra ondata di neve e gelo?

Considerato che si tratta di eventi occasionali ma che si ripetono, sarà bene pensare ad una migliore organizzazione del centro operativo comunale, pensando come se le nevicate dovessero esserci con continuità; tutti gli attori interessati da una eventuale emergenza, devono mettere a disposizione le risorse di uomini e mezzi disponibili; e siccome abbiamo detto che la carenza è forte, bisognerà allora prevedere per tempo quanti e quali mezzi mettere a disposizione tenendo conto che il territorio comunale del capoluogo è alquanto vasto.

E non è proprio il caso di sbandierare ai quattro venti, magari in qualche bar affollato, quanto si è stati bravi e professionali. L’emergenza neve c’è stata, la macchina organizzativa si è messa in moto, ma non c’è dubbio che si poteva fare meglio e di più, magari facendo tesoro delle esperienze di chi con la neve ci convive tutto l’inverno che potrebbe dare consigli utili e suggerire azioni più mirate.

Massimo Castagna

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