Il Taccuino
DEDALOMULTIMEDIA
12-12-18

 

Nel cupio dissolvi nel quale si è ormai trasformato il percorso congressuale del PD siciliano la verità l’ha detta, forse pd divisoinvolontariamente, uno dei notabili dei democratici isolani, quell’Antonello Cracolici da tempo ormai immemore assiso all’ARS e non ancora disceso, che ha sostenuto come il congresso del PD finirà in tribunale, annegato tra ricorsi e carte bollate. A questo punto, aggiungiamo noi, considerato che la via del tribunale sembra ormai cosa certa, perché non indirizzarsi verso quegli uffici della sezione civile dove si discutono le separazioni e depositare la richiesta di una separazione consensuale?

Sempre dai toni, particolarmente forti, che emergono dall’intervista di Cracolici appare ormai evidente che all’interno dei democratici siciliani coabitano forzatamente almeno due anime che sembrano ormai pronte ad un appuntamento all’Ok Corral piuttosto che ad un congresso che ne rilanci la casa comune.

Insomma come dei buoni amici consiglierebbero ad una coppia che passa il proprio tempo a lanciarsi piatti e suppellettili, anche noi pensiamo che oramai sia tempo che i renziani da un lato e il resto del PD dividano le loro strade. Saremmo infatti dei facili profeti sostenendo che, semmai si riesca a celebrare il congresso regionale, il suo esito sarà delegittimato un minuto dopo dalla fazione perdente, come lo stesso Cracolici lascia chiaramente prefigurare. Ma c’è dell’altro (come se tutto ciò già non bastasse). La parte renziana del gruppo parlamentare all’ARS, che sostiene Faraone, tanto per rasserenare il clima, ha chiesto la convocazione del gruppo stesso per far saltare la testa a quel Peppino Lupo che è il “main sponsor” di Teresa Piccione, antagonista di Faraone nella corsa alla segreteria regionale del PD.

I due candidati, Faraone e Piccione, sono stati convocati per domani a Roma, per tentare di trovare una soluzione condivisa su come arrivare alla data del congresso; in poche parole con i congressi provinciali da tenersi nella stessa data o in altra data. Semprecchè questo incontro ci sarà e non venga rinviato come è costume del Pd, appare difficile trovare una soluzione perché si è arrivati ad un punto di incancrenimento delle posizioni, che qualsiasi ipotesi scontenterà almeno una parte. A meno che da Roma non sia sia presa una decisione che è quella di rinviare il congresso da comunicare ai candidati.

Insomma, se qualche giorno fa scrivevamo di “balcanizzazione” del confronto interno, gli ulteriori indizi non fanno altro che confermare questa nostra constatazione. A questo punto, quindi, prima che comincino a “cantare” le pistole forse è meglio stringersi la mano e dirsi addio. 

Massimo Castagna

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