Il Taccuino
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26-04-19

dunarea 2019 2020

Il Partito Democratico in Sicilia è ormai nel caos più totale. Niente regole, niente certezze, organismi ostaggio delle crisafulli raciticorrenti. In questo senso va letta la decisione di rimandare i congressi provinciali e di circolo ad altra data. Una decisione questa che ha scatenato una protesta generale ad Enna come a Catania, ad Agrigento e nel resto dell'isola.

Le primarie del 16 dicembre per scegliere il segretario regionale rischiano di vedere i gazebi vuoti o comunque non più pieni come nelle precedenti competizioni interne al partito.

Della situazione attuale del Pd ne abbiamo parlato con il sen. Vladimiro Crisafulli.

 

- Sen. Crisafulli dall’Assemblea di venedi dei segretari di circolo e dei sindaci che cosa ne ha ricavato?

“ Ne ho ricavato che si è trattato di una manifestazione di partito molto partecipata che testimonia che questo partito esiste e vive.”

 

- In un recente nostro articolo abbiamo titolato “Faraone ha paura di perdere, per questo non vuole i congressi provinciali”: è esatta questa interpretazione?

“E’ perfetta. Io non so sul piano esterno al partito, con le famose primarie, che tipo di consenso avrà Faraone; da quello che capisco c’è il soccorso rosso di forze esterne al Pd che tenteranno di aiutare Faraone alla vittoria del congresso regionale. Quello che capisco è che all’interno del partito è sicuramente minoranza. L’ho capito io ma l’ha capito anche lui tant’è che farà di tutto perché i congressi provinciali non si facciano.”

 

- Ecco, parliamo di questi congressi. Voi avete diramato un documento firmato da 20 segretari di circolo su 22 e da 9 sindaci su 9, più il vice-sindaco di Sperlinga. Lei crede che c’è ancora tempo per potere fare questi congressi e una volontà per poterli fare?

“Sulla volontà degli organismi regionali non ci sono le condizioni, che ci sia il tempo è sicuramente vero. Noi siamo ancora nelle condizioni di poter tranquillamente fare i congressi provinciali in tutta la Sicilia e fare insediare gli organismi preposti. Vede, la cosa che hanno fatto i miei amici palermitani non è quella di fare in modo che i congressi in relazione ad una decisione degli organismi decidessero di non essere consumati; hanno fatto una scelta pirata, hanno determinato in una sede che non ha i poteri per potere fare questa operazione, che mette in condizioni il partito di non avere più certezze. Cioè, un gruppo di persone si è data latitante per impedire la presentazione del deposito delle candidature. Fino a quella sera erano a Palermo tutti coloro i quali devevano essere candidati nelle rispettive sedi provinciali e anziché ritirare le candidature si sono asserragliati e se ne sono andati per impedire che fossero consegnate le candidature. Il dr. Di Gangi che ha depositato la candidatura nelle mani del segretario regionale del partito, perché gli ha trasmesso via email tutta la documentazione necessaria così come recitatva il regolamento che loro stessi hanno definito, in teoria sarebbe l’unico, ma avendo deciso di non accettare le competizioni con altri candidati è chiaro che hanno determinato una situazione di sfascio.”

 

- Uno scollamento tra gli organismi di partito c’è a livello regionale perché se una commissione elettorale riesce ad impedire quanto deciso da una direzione regionale, vuol dire che qualcosa non funziona.

“No e le dico di più: è stata decisa una cosa che la direzione regionale aveva respinto, perché la richiesta di soprassedere alla celebrazione dei congressi era stata formalmente avanzata in direzione regionale da uomini come Cracolici, per esempio, che aveva proposto che fosse slittata la scadenza del congresso regionale e anche quelli provinciali. La direzione regionale ha votato per dire che invece i congressi dovevano farsi, dopo di che è cambiato tutto perché qualcuno si è fatto il conto che avrebbe perso le primarie.”

 

- E questo comportamento come potrebbe essere giudicato?

“Illegittimo, illegale. Io sono convinto che ci sarà qualcuno che si rivolgerà alla magistratura, che citerà in giudizio il responsabile, cioè il presidente della commissione regionale per il congresso che si è prestato a questa operazione. Parlo di Raciti verosimilmente. Spero che non succeda una cosa del genere, però ci sono tutte le condizioni perché questo si possa determinare.”

 

- Questo partito democratico, a questo punto, come si potrebbe definire?

“Non si può definire, perché è una operazione pirata quella che è stata fatta. Se potessi parafrasare un articolo del codice penale, direi che è uno scippo con destrezza perché è stata fatta un’operazione che non può essere fatta e che se non viene fermata dalla direzione regionale o dagli organismi preposti a fare rispettare le decisioni degli organismi regionali, non ci sarà più una governabilità di questo partito, sarà sempre tutto in discussione perché tanto le decisioni si possono non rispettare.”

 

- Lei non crede che ci sia dietro una strategia di tipo renziano di azzerare questo partito quanto più possibile per poi cercare altre vie, altre stade?

“Guardi io sono convinto che Renzi in questa vicenda non c’entra niente. Coloro i quali si autodefiniscono renziani verosimilmente gli creano più problemi di quanti gliene possano risolvere. Io sono convinto che questa scelta fatta da alcuni componenti della commissione, la maggioranza della commissione, peraltro fatta senza un criterio, senza un ancoraggio certo, è stata voluta per determinare questa situazione di disfacimento. Dove arriveremo non lo so, però è evidente che il disfacimento è già in atto.”

 

- Il candidato Teresa Piccione ha contestato la possibilità che non vengano celebrati i congressi. Voi avete chiesto in sede di assemblea al candidato Piccione di ritirarare la candidatura…

“Se non succede niente la cosa più logica da fare è quella di depositare le firme di tutti i segretari di circolo che non condividono questa determinazione da parte della commissione regionale, che abusivamente ha assunto questo atteggiamento, e creare le condizioni perché si ritiri la candidatura; abbiamo depositato le firme alla commissione nazionale di garanzia, chiedendo che venga ripristinata la legalità in questa terra.”

 

- Ma solo i segretari di circolo di Enna?

“No, lo faranno in tutta la Sicilia.”

 

- Quindi già si sta facendo qualcosa del genere in tutta la Sicilia?

“Si, ovunque in Sicilia si stanno già attivando per raccogliere le firme.”

 

Massimo Castagna

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