Il Taccuino
DEDALOMULTIMEDIA
26-04-19

dunarea 2019 2020

 

L'Azienda Sanitaria Provinciale di Enna ha il nuovo manger, quel Francesco Iudica che ha guidato la sanità ennese dal ospedale corsia2005 al 2009 e che ben conosce ambiente e uomini, quindi non arriva il 23 novembre, (questa dovrebbe essere la data di insediamento) completamente bianco.

Certo dal 2009 ad ora molte cose sono cambiate e quindi dovrà mettersi immediatamente all'opera per rimettere in sesto un'azienda che fa acqua da tutte le parti.

Mai come oggi la sanità ennese è vicina ad un punto di non ritorno, con grandissime responsabilità un po' di tutti gli attori.

Iniziamo con il dire che la regione siciliana negli anni ha mandato qui “a farsi le ossa” personaggi che non avevano neanche la più pallida idea di cosa significasse guidare un'azienda ospedaliera. Una sorta di “master” prima di essere lanciati verso altri lidi, ma con una differenza, che questi “piccoli manager” non sono andati da nessu'altra parte e sono caduti nel dimenticatoio, mettendo in forte evidenza come la sanità ennese sia tenuto in nessun conto nello scacchiere siciliano.

Poi ci sono i managment, quelle figure che ricoprono posti importantissimi e di grande responsabilità come il direttore sanitario e il direttore amministrativo, che assieme a manager e commissari vari hanno contribuito non poco all'azzeramento della nostra sanità.

Non meno responsabile è il sindacato che ha pensato più a qualche posizione di privilegio personale dimenticando che il diritto alla salute dovrebbe essere prioritario per tutti. E quando parliamo di sindacato ci riferiamo a quello medico e di comparto, nessuno escluso.

Discorso a parte per la politica, quella meschina e becera, che ha trovato porte aperte all'asp grazie alla compiacenza di medici-politici, sindacalisti-politici, dirigenti-politici. Una politica di infimo livello che ha pensato solo al tornaconto elettorale piuttosto che a dare servizi al malato, sulle spalle del quale i privilegi di tanti si tramutano in larghe elargizioni in denaro, tutto a norma di legge.

E intanto continua la guerra tra poveri, tra quattro ospedali che ridotti al lumicino, continuano a litigare come comari davanti l'uscio di casa.

Manca una strategia comune, ma impera il campanilismo alimentato dai sindaci di Enna, Piazza Armerina, Leonforte e Nicosia, che anzicchè sedersi attorno ad una tavolo e trovare soluzioni condivise, pensano al piccolo orto elettorale, magari con qualche suggeritore in malafede che fa fare loro figuracce indecenti.

Questo è lo scenario, dott. Iudica: questo è quello che troverà ad Enna. Come i capponi di Renzo che andando a morire continuavano a litigare.

Ed è facile immaginare, caro dott.Iudica, che appena avrà messo piedi ad Enna, verranno tutti alla sua corte: ognuno avrà un motivo personale per ingraziarsi la sua persona. Lo faranno tutti e i primi ad arrivare saranno quelli che hanno distrutto la sanità ennese, poi a seguire tutti gli altri che non hanno meno responsabilità dello sfascio consumato.

Tocca a lei dott. Iudica tentare di rimettere a posto i cocci di questo bel vaso frantumato.

In tanti faremo il tifo per lei, sempre che non decida anche lei di deluderci.

Massimo Castagna

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