Il Taccuino
DEDALOMULTIMEDIA
21-02-19

 

Da qualche giorno la temperatura nelle stanza della politica cittadina è assolutamente palazzo comunalesurriscaldata in conseguenza degli esiti dell'udienza preliminare che ha visto il rinvio a giudizio di un discreto numero di amministratori passati ma soprattutto presenti, a cominciare dal primo cittadino Dipietro. Le reazioni e le contro reazioni non si sono fatte attendere, con le opposizioni che hanno subito richiesto le dimissioni del Sindaco e della sua giunta pur contando tra le loro fila, nel caso del PD, due attuali consiglieri rinviati anche loro a giudizio. Le forze di maggioranza hanno fatto quadrato attorno alla giunta e al Sindaco Dipietro che ha, dal canto suo, ribadito serenità è piena fiducia nel lavoro della magistratura. E si perché in tutto questa vicenda ci sono pure da registrare le assoluzioni con formula piena, perché il fatto non sussiste, degli ex consiglieri Incardone e Gravina Fiammetta. Tuttavia noi facciamo un altro mestiere, quello dei giornalisti, e amiamo piantare il seme del dubbio nei nostri lettori. Premettendo, quindi, la nostra avversione per qualsiasi posizione giustizialista, convinti come siamo della validità del concetto di presunzione di innocenza, ci poniamo e poniamo ai nostri lettori una domanda: è opportuno che chi è stato rinviato a giudizio, ancorché per fatti avvenuti in vesti diverse e nel corso della passata legislatura, continui ad esercitare il mandato affidatogli dal popolo? Noi non abbiamo una risposta, avendo discusso molto in redazione e con posizioni diverse, chiedendoci se la priorità dovesse andare alla garanzia di continuità del governo della città, oppure badare solo all'opportunità che il governo cittadino non sia nemmeno lontanamente adombrato dal dubbio. Per certi versi, poi, a noi sembra che questa vicenda rischi di diventare la zattera di salvataggio per un opposizione estremamente debole e frastagliata che ha perso tanti pezzi strada facendo, ma anche il duro banco di prova su cui una maggioranza politicamente eterogenea dovrà misurarsi, soprattutto oggi che le ambizioni di ricandidatura di Dipietro sono sempre più evidenti. Siamo sicuri che nei prossimi giorni il dibattito politico, nonostante l'estate sia nel pieno svolgimento, darà le prime risposte, ma la risposta che noi vogliamo è quella della città. Se, come è probabile, tra qualche giorno nessuno ne parlerà più, tranne gli addetti ai lavori, avremo capito. Se no vorrà dire che un problema il Sindaco e i suoi assessori dovranno porselo.

Massimo Castagna

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