Il Taccuino
DEDALOMULTIMEDIA
17-01-21

 

Siamo sempre più sconcertati di questa Italia a colori. Fino a quando i colori erano tre, bianco rosso e verde, benché in ordine sparso come ci hanno covid a coloriinsegnato fin da bambini, la cosa andava bene. Poi, dopo l’estate passata tra Milano Marittima e Costa Smeralda, tra il Papeete e il villaggio globale, l’Italia è diventata arcobaleno. Non è che siamo diventati improvvisamente tutti pacifisti, ma i noti Dipiciemme (con tanto di timbro nasale del Premier) ci hanno gettato nello sconforto.

Rosso, Arancione, Giallo, e niente verde perché siamo tutti scemi e il verde vuol dire via libera.

La Sicilia, a novembre, fu colorata di arancione e tutti ci siamo messi a mugugnare, con in testa il Governatore. Ma come? Gli altri hanno più contagi e noi siamo arancione? I nostri ristoranti e i nostri bar andranno in rovina!

Alcune settimane dopo siamo diventati finalmente gialli, senza occhi a mandorla perché lì tutto è già passato, e la giustizia e la ragione sono state ristabilite.

Poi, con l’avvicinarsi delle feste natalizie, la situazione, il caleidoscopio multicolor è sfuggito di mano ai signori professori scienziati che ci governano al posto del governo vero e proprio. Per inciso, credo che molti di noi, appena vedono uno di questi signori in tv, cambiano canale per vedere se da qualche altra parte qualcuno dice il contrario.

L’invenzione delle zone rosse a giorni alterni, se è festivo o prefestivo rosso, se è feriale è giallo, ha creato una mastodontica confusione, con l’aggiunta dei parenti/amici che a due a due vagavano cercando una grotta dove passare la notte (dalle 22 alle 5). Se non avevi il calendario perpetuo in mano, rischiavi di uscire quando non potevi e di restare a casa quando i negozi erano aperti.

Le regole vanno rispettate, ma la gente ha bisogno, abbiamo bisogno di regole chiare e semplici da ricordare. Immaginiamo che molta gente è rimasta in autostrada la vigilia di Natale non sapendo se poteva arrivare a Enna, visto che è capoluogo, o deviare per Calascibetta, tanto per non rischiare!

Una sola speranza ci consolava: se l’Epifania tutte le feste porta via, porterà via anche questo Arlecchino anticipato (carnevale è ancora lontano) e alzandoci al mattino sapremo cosa fare. La promessa era che saremmo tornati ai bei colori di una volta.

Permettete che siamo sinceri? Se l’anno scorso era finito male, quello nuovo comincia, se è mai possibile, peggio. Almeno per noi siciliani.

L’unica regione che aveva previsto il tampone e la registrazione per chi arrivava da fuori per Natale era stata la Sicilia. Proprio una bella idea, non c’è che dire, con tanto di tampone molecolare, che ha bisogno di 72 ore, da ottenere per ordinanza del presidente in meno di 48 ore. È vero che in Sicilia siamo storicamente sempre un passo avanti, ma 24-36 ore di anticipo ci sono sembrate comunque troppe.

Il risultato? I contagi sono andati come dovevano andare lo stesso, ma il nostro governatore ha fatto vedere di essere un duro, almeno contro il contagio.

E adesso che stavamo per tornare alla quasi-normalità, quella multicolor nazionale ma sempre normalità è, ecco i proclami del governatore che prima invoca a gran voce la zona rossa (“L’idea centrale sarebbe quella di instaurare almeno per tre settimane le misure della zona rossa”), poi, quando arriva dal governo nazionale la zona arancione, dichiara subito che è contento, perché "l'abbiamo chiesto noi, ringrazio il ministro".

Passano ventiquattr’ore e il presidente Musumeci, sempre lui, su parere del CTS, dichiara che la zona arancione non è sufficiente e perciò la rafforza con una sua ordinanza che riprende la storia del tampone e dell’autocertificazione all’arrivo da fuori, con tanto di “diminuzione dei voli da e per la Sicilia”, anche se in zona arancione sono vietarti gli spostamenti fuori regione. E chiude anche le scuole elementari e medie.

Se non bastasse dobbiamo sentire il parere di un portavoce del Comitato Tecnico Scientifico Regionale che, per soddisfare forse la nostra morbosa curiosità di conoscerlo, dichiara che “Per me la linea nazionale è schizofrenica”.

Capiamo allora che il nostro CTS ha dei signori professori ancora più scienziati di quelli romani e ne siamo super soddisfatti. Un solo dubbio: ma se un virologo è un virologo, anche se scarso, se un epidemiologo è un epidemiologo, anche se scarso (come si ritiene siano quelli romani), e cambiamo canale quando li vediamo, perché dobbiamo stare a sentire un autorevole ordinario di Medicina legale? Solo perché è siciliano?

Risposta possibile: noi siamo per la legalità e infatti nel CTS ne abbiamo addirittura due, di professori di medicina legale, così stiamo sicuri.

Domanda legittima: Ma perché non possiamo essere una regione normale come tutte le altre?

Per curiosità:

Il Comitato Tecnico Scientifico regionale è così formato: Antonella Argo (Medicina legale), Bruno Cacopardo (Malattie infettive e tropicali), Salvatore Corrao (Medicina interna), Massimo Farinella (Malattie infettive e tropicali), Fabio Genco (Rianimazione e terapia intensiva), Agostino Massimo Geraci (Medicina e chirurgia di accettazione e urgenza), Antonino Giarratano (Rianimazione e Terapia intensiva), Giuseppe Nunnari (Malattie infettive e tropicali), Giovanni Passalacqua (Pneumologia), Cristoforo Pomara (Medicina legale), Nicola Scichilone (Pneumologia), Emanuele Scarpuzza (Rianimazione e Terapia intensiva), Stefania Stefani (Microbiologia).

A questi si aggiungono i dirigenti regionali Mario La Rocca e Maria Letizia Di Liberti, il capo della protezione civile Salvatore Cocina, i commissari per l'emergenza di Palermo e Catania Renato Costa e Pino Liberti.

Il Comitato tecnico scientifico nazionale è composto da:

Agostino Miozzo, Coordinatore dell’Ufficio Promozione e integrazione del Servizio nazionale della protezione civile.

Silvio Brusaferro, Presidente dell'lstituto superiore di sanità

Claudio D’Amario, Direttore Generale della prevenzione sanitaria del Ministero della salute

Mauro Dionisio, Direttore dell’Ufficio di coordinamento degli Uffici di sanità marittima-aerea e di frontiera del Ministero della salute

Achille Iachino, Direttore Generale dei dispositivi medici e del servizio farmaceutico del Ministero della salute

Sergio Iavicoli, Direttore Dipartimento di medicina, epidemiologia, igiene del lavoro e ambientale dell'INAIL

Giuseppe Ippolito, Direttore scientifico dell’Istituto nazionale per le malattie infettive “L.Spallanzani”

Franco Locatelli, Presidente del Consiglio Superiore di Sanità del Ministero della salute

Nicola Magrini, Direttore Generale dell'Agenzia Italiana del Farmaco

Giuseppe Ruocco, Segretario Generale del Ministero della salute

Nicola Sebastiani, Ispettore Generale della sanità militare del Ministero della difesa

Andrea Urbani, Direttore Generale della programmazione sanitaria del Ministero della salute

Alberto Zoli, rappresentante della Commissione salute designato dal Presidente della Conferenza delle Regioni e P.A.

Fanno parte del Comitato i seguenti esperti:

Massimo Antonelli, Direttore del Dipartimento emergenze, anestesiologia e rianimazione del Policlinico Universitario "A. Gemelli"

Roberto Bernabei, Direttore del Dipartimento Scienze dell'invecchiamento, neurologiche, ortopediche e della testa – collo del Policlinico Universitario "A. Gemelli"

Fabio Ciciliano, dirigente medico della Polizia di Stato, esperto di medicina delle catastrofi

Ranieri Guerra, rappresentante dell'Organizzazione Mondiale della Sanità

Francesco Maraglino, Direttore dell’Ufficio prevenzione delle malattie trasmissibili e profilassi internazionale del Ministero della salute

Luca Richeldi, Presidente della Società italiana di pneumologia

Alberto Villani, Presidente della Società italiana di pediatria.

il Comitato è integrato con i seguenti componenti:

Giovannella Baggio, Presidente del Centro studi Nazionale su Salute e Medicina di Genere

Elisabetta Dejana, Membro del Consiglio Superiore di Sanità del Ministero della salute

Rosa Marina Melillo, Professore Patologia Generale presso l’Universita’ “Federico II” di Napoli

Nausicaa Orlandi, Presidente della Federazione Nazionale degli ordini dei chimici e dei fisici

Flavia Petrini, Professore Settore Scientifico Disciplinare - Anestesiologia - Università degli Studi G.d’Annunzio (Ud’A) di Chieti-Pescara

Kyriakoula Petropulacos, Direttore Generale Cura della Persona e Welfare della Regione Emilia-Romagna.

Peppino Margiotta

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