Il Taccuino
DEDALOMULTIMEDIA
06-03-21

C’è chi dice no, c’è chi dice no, canta Vasco Rossi. 

In questi giorni c’è stato pure chi, a livello locale, ci ha spiegato il perché. È stato chiaro Mirello Crisafulli con il suo videomessaggio, è stato chiaro Elio Galvagno con il suo comunicato stampa. Ma potremmo dover fare i conti con riflessioni più terra terra, più adatti a noi poco adusi alla politica. no image

Il problema non può essere più la spesa pubblica se perdiamo per strada 49 milioni di euro nel tragitto tra le acque del Po e Milano Marittima. Il problema non può essere l’efficienza legislativa perché quella è una battaglia persa: dipende dalla volubilità dei partiti e delle alleanze. Se il problema, invece, è di principio, allora se ne può parlare. Ma ci sono troppi preconcetti in giro per farlo serenamente, e adesso è tardi.

Noi crediamo, molto più modestamente che il vero problema sia, in generale, il sistema elettorale. La gran parte della popolazione, se qualcuno glielo chiedesse, è d’accordo per le preferenze e si accontenterebbe forse anche dell’uninominale. L’importante è sapere per chi stai votando, che faccia ha, e non solo la lista. Per il resto il problema è serio, almeno per i poveracci come noi ennesi.

In questo momento i nostri due rappresentanti al Parlamento sono entrambi del M5S. Uno lo abbiamo visto e lo vediamo molto attivo, almeno a livello locale; l’altro lo abbiamo sentito raramente, ma forse eravamo distratti. Sono persone come noi, avremmo potuto esserci noi al loro posto, e sarebbe stato lo stesso. L’importante è esserci.

Un sistema parlamentare, e perciò rappresentativo, deve “rappresentare” tutti i territori, non i numeri e le grandi aggregazioni urbane. Un sistema correttivo ragionevole sarebbe quello di assegnare di default a ogni provincia un seggio alla Camera e uno al Senato, avremmo così in partenza 106 deputati e 106 senatori (considerando la provincia del Sud Sardegna, con Carbonia capoluogo, sarebbero 107 e se guardate internet ve ne daranno addirittura 110). Il resto sarebbero distribuiti per circoscrizione sulla base del numero degli abitanti, grossomodo come adesso.

Ragionando così ogni territorio sarebbe sicuro di avere il proprio rappresentante nelle due Camere, tanto per cominciare con il piede giusto, e questo a prescindere dal numero totale di Senatori e Deputati. Ma questo è un ragionamento simile a quello dei socialisti utopisti del XVIII e XIX secolo, convinti che per giungere ad un sistema politico e sociale più equo bastasse avere le idee giuste. Ma non è così, e lo sappiamo tutti.

Il referendum è vicino. Per risparmiare votiamo separatamente dalle elezioni amministrative. Adesso siamo liberi di scegliere ben due volte.

(PS Un amico ci ha invitati a scrivere articoli più corti e cerchiamo di accontentarlo).

Peppino Margiotta

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