Il Taccuino
DEDALOMULTIMEDIA
21-10-20

 

L'ultimo DPCM voluto dal Presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha scatenato una serie infinita di proteste e conte1lamentele da ogni parte. La crisi economica che sta investendo il Paese rischia di provocare più danni del virus perché la tanto attesa Fase 2 non ha detto nulla di significativo e, dopo due mesi di totale chiusura, la situazione sta diventando esplosiva.

Il presidente Conte si avvale della consulenza di un Comitato Tecnico Scientifico che per due mesi, ci hanno parlato continuamente di curve, terapie intensive, deceduti, positivi e guariti.

Oggi la situazione è drammatica e questo Comitato di esperti continua a dirci di usare la mascherina e seguire il distanziamento sociale e sopratutto di non uscire di casa. Ma il Presidente del Consiglio si rende conto che un intero Paese è in forte sofferenza?

Siamo guidati da un governo e da un comitato scientifico?

Occorre far ripartire in sicurezza tutte le attività produttive, di rimettere in moto il motore del Paese, di far tornare la gente al lavoro, di consentire alle centinaia di migliaia di piccole e grandi imprese ed attività artigianali, commerciali e agricole, di riprendere a produrre ricchezza.

Troppo facile dire “tutto chiuso se no riparte il contagio”; così non si va da nessuna parte. I virologi probabilmente vivono in un modo a parte dando la sensazione di essere lontani anni luce dalle reali esigenze del Paese.

No, così non va. Il Presidente Conte deve dare un indirizzo politico, deve fare delle scelte. Il Presidente, deve dire ai suoi collaboratori “devo far ripartire il Paese, ditemi quali misure di sicurezza devo adottare, ma devo far tornare le imprese a produrre e a dare lavoro”. Troppo facile dire state tutti a casa sapendo che milioni di persone sono in grande difficoltà economica; in tantissimi hanno perso il lavoro e migliaia di imprese chiudono perché sono uscite fuori dal mercato o perché non ce la fanno a riaprire.

E poi perché il Presidente Conte non ha tenuto conto di tutte le regioni del sud che hanno una situazione di contagio molto diversa dalle regioni del nord? Perchè non ha consentito proprio alle regioni del Sud di ripartire, ovviamente in sicurezza?

E perché il Presidente della Regione Sicilia, Musumeci non adotta delle misure in deroga? Noi viviamo in una regione a statuto speciale e quindi al pari di altre regioni del nord, ma con la certezza di non avere i disastri di Veneto e Lombardia, si potrebbe riaprire questa benedetta isola.

Con il virus bisognerà convivere per parecchi mesi, in attesa che si trovi la cura adatta, e allora che si fa, si continua a stare a casa?

E ancora, bisogna continuare ancora a terrorizzare la gente per il ritorno del contagio? Tutti hanno imparato qualcosa da questa esperienza e bene o male sanno come proteggersi e laddove il cittadino non arriva ecco lo Stato con le sue regole certe.

La cosa importante è attivare un sistema di misure di sicurezza; il bar deve riaprire, magari si entra ad uno ad uno ma bisogna riaprirlo; il ristorante deve riaprire, magari con meno posti a sedere ma deve riaprire. Insomma ad ogni tipologia di attività le misure di sicurezza più idonee. Tenere tutto fermo crea più problemi del Virus.

E poi, caro Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, si ricordi che l'Italia è una repubblica parlamentare e Lei ha il dovere di discutere e decidere assieme al Parlamento. Lei sta calpestando anche la Costituzione e questo non può essere consentito a nessuno, né a lei, né alle centinaia di esperti e task force che la consigliano.

Massimo Castagna

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