Il Taccuino
DEDALOMULTIMEDIA
21-10-20

 

Trattare con ironia certi argomenti non è facile, soprattutto quando si parla della vita di persone, di giovani e giovanissimi che nello musumecihanno problemi esistenziali seri e dei loro genitori che vivono questi problemi con sofferenza e disagio almeno paragonabili se non superiori, per esserne coscienti e lacerati nell’anima, prima che nel corpo.

Ciononostante ci proveremo, con l’aiuto di De Gregori e di una delle sue canzoni più amate. Perché siamo in guerra, con un’immagine un po’ retorica ma molto vicina alla realtà, e anche se questa guerra pensiamo stia per terminare, ugualmente lascerà delle tracce di desolazione nel corpo e nell’anima.

“Dietro la collina non c'è più nessuno, solo aghi di pino e silenzio e funghi…”

Questa la premessa necessaria, altrimenti tutto quello che seguirà non avrà senso compiuto.

*

Qualche settimana fa il governatore della Sicilia, Musumeci, ha invocato, a settantaquattro anni dall’approvazione dello Statuto speciale della Regione Siciliana, l’applicazione dell’art.31 che prevede in capo al Presidente della Regione il mantenimento dell'ordine pubblico.

Per sintetizzare alla maniera di qualche testata nazionale, Musumeci ha invocato poteri speciali per comandare polizia ed esercito in Sicilia.

Alla buon’ora! Ci voleva la pandemia e una certa propensione ideologica per convincere un presidente della Regione a ricordarsi dello Statuto. Parlo di propensione ideologica a ben vedere, visto che appena alcuni mesi fa anche l’allora vicepresidente del Consiglio Salvini invocava pieni poteri.

Il nostro Presidente (ché “governatore” è titolo riduttivo che non gli si addice per statuto), il nostro Presidente - dicevo - non vedeva l’ora di sentirsi generale e comandante, come fa fede l’aver richiesto da subito l’intervento dell’Esercito, preceduto forse di qualche ora dal governatore dello Stretto, che forse più di lui ha bisogno di sentirsi condottiero o comandante militare (dal verbo ducere, cioè guidare, la parola dux che non usiamo per non deviare dalla retta via). Se volete, col medesimo significato esiste la parola capotribù.

Ora, sia chiaro, non siamo contrari per principio a pretendere l’applicazione dello Statuto, anzi… Ma richiederlo in questo momento ci è sembrato piuttosto un gesto simbolico, considerati anche i tempi che una procedura simile richiede (almeno sei mesi, se tutto va bene, solo per avviarla correttamente) e soprattutto in un momento in cui il Governo italiano può invece revocare ogni attribuzione locale per motivi di sicurezza nazionale!

Per la verità il nostro Statuto prevede anche tante altre cose belle, quali ad esempio quelle che riguardano la completa autonomia finanziaria e fiscale, che sono state dimenticate e talvolta svendute, ma ne parleremo un’altra volta.

*

Ma torniamo al nostro argomento principale: insieme a tante iniziative necessarie e addirittura meritorie (Presidente, ci perdoni qualche mancanza di riguardo che ci è scappata prima, ma ci piace scherzare…), Musumeci ha adottato un provvedimento assolutamente inutile e dannoso, cancellare il provvedimento nazionale che consentiva l’uscita, l’ora d’aria per i disabili, dichiarando interdetta la fruizione delle aree a verde pubblico e dei parchi-gioco. La Regione Lombardia e l’Emilia e Romagna, certo più drammaticamente colpite dal virus si erano subito accodate alla interpretazione del Viminale, spiegando che consentire delle uscite accompagnate, è una indispensabile azione di prevenzione e gestione delle crisi comportamentali.

Nemmeno il Comune ha pensato di porre rimedio a questa situazione, rendendo accessibile ad esempio la villa Farina o l’autodromo di Pergusa per questa finalità, ma chiedere qualcosa a livello locale è pura utopia! Lasciamo perdere.

A nulla è valso nemmeno scrivere una “lettera aperta” accorata e rispettosa al presidente.

“La vostra miserabile vita non vale un ripensamento del Generale Custer” (ricordate il film “Piccolo grande uomo”?), pare di sentire, e nemmeno un cenno di considerazione o risposta!

Presidente, per i soggetti affetti da disabilità è terapeutico uscire almeno una volta al giorno da casa e stare all’aria aperta, e nessuno come i loro genitori e assistenti sanno quanto importante sia la prudenza per difenderli dal contagio!

“Generale, queste cinque stelle, queste cinque lacrime sulla mia pelle, che senso hanno…”

Peppino Margiotta

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