Il Taccuino
DEDALOMULTIMEDIA
28-05-20

dunarea de jos 2020

Lo so che a tanti può sembrare irriguardoso tutto questo scherzare sui social. Video strampalati soprattutto, poi socialvignette e battute, e chi più ne ha più ne metta (in rete naturalmente).

Noi stessi ci abbiamo messo del nostro a dissacrare il mostro, a tentare di esorcizzare la paura. Prima cercando di minimizzare il tutto, e non eravamo gli unici, provando ad evitare comportamenti isterici; poi castigando “ridendo mores“, che non indica certo una particolare propensione giocosa verso le brune ma il tentativo di mostrare il ridicolo in certi comportamenti irrazionali.

Ma in questo, come dicevo, siamo stati superati di gran lunga dal desidero burlesco e a volte burlesque della rete. La gran parte dei divertissement che ci arrivano via web riguardano le donne e in particolare le mogli, che vengono descritte come fastidiose, ciarliere, insopportabili, bisbetiche, dispotiche. La verità invece è che gli uomini a casa siamo invadenti, petulanti, esigenti. E soprattutto pretendiamo di occupare improvvisamente degli spazi che abbiamo lasciato liberi per anni.

Le chat prevalentemente maschili sono tradizionalmente off-limits per mogli, compagne, fidanzate e sembrano piuttosto retaggi di caserma che non luoghi di scambio culturale, per quanto leggero. Per la verità un sociologo direbbe che si tratta effettivamente di un fenomeno culturale, abbastanza poverello in realtà, ma pur sempre culturale, che colloca i protagonisti in un’epoca imprecisata ma assai remota della evoluzione dell’homo sapiens.

Un po’ più in basso ci sono solo le chat calcistiche, dove – in assenza del calcio giocato - proviamo a liberare il nostro inconscio, affidando alla nostra squadra vincente una forma di rivalsa nei confronti delle pedate che questa triste stagione ci riserva. Allo stesso modo, chi – come me - ha la ventura di tifare per una squadra le cui aspirazioni annuali vengono periodicamente smentite dalla classifica, trova ahimè ristoro additando la sorte bara e maligna e soprattutto inconfessabili tranelli arbitrali (che da parte mia considero prove inconfutabili).

Delle chat femminili so poco o nulla ma sospetto non siano da meno, almeno a giudicare da quelle che ci vengono magnanimamente girate. Forse solo meno inclini alla volgarità a sfondo sessuale ma non a quella verbale liberatoria, complici tante brave massaie catanesi e dell’entroterra campano, la cui comicità spontanea è irresistibile.

Ogni tanto partono le fake news e quello è un tema poco divertente, anche perché non sempre sono stupide nel senso innocente della parola ma imbecilli in senso proprio, come i loro artefici.

Con la scusa degli imbecilli c’è pure chi trova il tempo per rispolverare un antico sport ormai desueto: l’anticlericalismo di strada, che assomiglia all’antipolitica di maniera. Perché il Vaticano non compra ventilatori polmonari anziché comprare la parure per i nuovi cardinali? E fa pure i conti in tasca (presunti): €5730 x 46 cardinali italiani = 263.580 euro , pari a 26 ventilatori.

Scusatemi: ma che razza di ragionamento è?

Ho seguito anch’io la polemica sterile (iniziata da qualche quotidiano progressista o decisamente leghista naturalmente) sulle donazioni del Vaticano in proporzione ad altre confessioni: 10 milioni sarebbero pochi rispetto all’8 per mille, ma cosa c’entrano i presunti nuovi cardinali? Avesse parlato dei vecchi, di quelli da centinaia di mq, avremmo capito…

Le ultime nomine di cardinali risalgono a settembre 2019 (quando di virus non si parlava nemmeno nel Catai) e solo due erano italiani, ma uno è missionario in Angola. Quello italiano è l’arcivescovo di Bologna, Matteo Zuppi, inviso ai leghisti ma storico esponente della Comunità di Sant’Egidio e con questo ho detto tutto.

Intanto chi si dice cristiano come qualche improvvisata editorialista, dovrebbe sapere che per noi credenti “la destra non deve sapere cosa fa la sinistra”, espressione evangelica che non intende una separazione tra categorie politiche ormai desuete, come qualche affrettato lettore potrebbe credere (faccina che ride con le lacrime) ma intende la riservatezza della carità. Vorremmo sapere da lei e da altri illustri opinionisti par suo chi continua a badare in questo momento ad anziani, disabili, senza tetto; quest’ultima una categoria nel dramma più assoluto in un momento in cui la prevenzione primaria è quella di stare a casa! E con quali soldi.

Altro esempio lampante, tra molti che si potrebbero narrare, è quello delle Suore di San Camillo. In tutta Italia gestiscono cinque ospedali a Roma, Trento, Treviso, Brescia e Cremona. Gli ultimi tre in particolare vi dicono qualcosa?

I dieci milioni sono solo un extra rispetto a quanto la Caritas utilizza normalmente.

Quanto ai ventilatori, tanto per difendere un’altra categoria d’appartenenza, diversi ordini degli ingegneri – anche siciliani - hanno donato di queste attrezzature agli ospedali ed hanno speso in media circa 6000 euro (qualcuno oserebbe fare la cresta a Santamadrechiesa?).

E anche la polemica sui tamponi, per cui li può fare solo “chi può” (tradizionalmente la politica e i potenti in senso lato) e gli altri no, è anch’essa polemica sul sentito dire, sul sentimento popolare anti casta. Ne è dolorosissima prova la recente tragica fine del Dirigente regionale del Parco archeologico di Siracusa, il dott. Rizzotto.

Signora editorialista, si informi, si specchi, si convinca!

Peppino Margiotta

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