Il Taccuino
DEDALOMULTIMEDIA
28-11-20

Di pari passo al diffondersi della pandemia si registra un crescendo di iniziative che ambiscono ad incoraggiare ed a fornire articolo melliasuggerimenti su come reagire in questi giorni di sofferenza. Come coriandoli lanciati da una finestra spalancata e sospinti in ogni direzione dal vento. Così sui social tentiamo di essere utili, spiritosi, ironici, ma anche, cerchiamo di dispensare consigli su come gestire la vita. Indubbiamente, questo fenomeno, già conosciuto in proporzioni decisamente ridotte, ci propone, tutto sommato, modalità nuove di socializzazione e di comunicazione interpersonale. Tanti i fermenti, espressione di vivacità e creatività che ci rappresentano una realtà in frenetica ricerca di certezze e rassicurazioni. Ma soprattutto, vi è in atto una difesa delle reti di relazione con parenti, amici vicini e lontani e con sconosciuti con cui si condividono interessi ed obiettivi comuni che questa esperienza ha reso fragili e sul piano fisico inesistenti.

Tutti ci troviamo costretti, come innanzi allo specchio, a scoprirci nudi, spogliati dalle nostre sicurezze e convinzioni, costruite in lunghi anni, in un contesto di relazioni che si presentavano forti ed incrollabili e, in apparenza consolidate. L’essenza di persone costantemente in relazione, in una interdipendenza costitutiva della società, è posta sotto i riflettori, perché minacciata e ferita gravemente, almeno nella quotidianità, intensamente vissuta. Ma ciò che spaventa, pur nell’inconsapevolezza, è l’incapacità a ripristinare la qualità della vita già conosciuta. Difatti, in questa fase di passaggio epocale, quanta elettricità nell’aria e quante emozioni nel tentativo di recuperare e difendere i rapporti affettivi preesistenti inclinati dal si salvi chi può. Non solo telefonate, ma anche, video tra figli e genitori, tra nipoti e nonni, tra bambini abituati ad un gioco reale che si cercano con l’ansia di rivedersi…. Ma anche quanta energia ed entusiasmo e crescente positività si diffonde in modo creativo e simpatico con i flashmob sin dalle terrazze con canti, musica ed applausi ai protagonisti di un esercito di appassionati difensori della vita che come gladiatori lottano nell’arena sino allo stremo delle proprie energie. Non potevamo immaginare di vivere un momento storico con un tale abbraccio di unità nazionale che ci dispone a rinascere più forti come uomini e cittadini.

Difatti, anche noi siamo protagonisti, pur al chiuso delle nostre case. Anche noi abbiamo capito di dovere essere rispettosi dei provvedimenti che la nostra classe dirigente ha dovuto adottare per garantire il bene comune e la salute pubblica. Anche noi stiamo facendo la nostra parte nel difendere le libertà costituzionali che, interiorizzate come valori da compiere, rappresentano i capisaldi della nostra democrazia liberale. Difatti tutti, pur non sentendoci costretti, rispettiamo le decisioni assunte come collaboratori interessati e rispettosi della comune strategia.

Non di meno possiamo tacere la coesistenza del pericolo insidioso rappresentato da un altro virus anch’esso invisibile: Il fascino del totalitarismo che riesce in modo radicale a risolvere con successo emergenze come quella della pandemia. Indubbiamente i cinesi sono divenuti un riferimento sino ad essere considerati come modello risolutivo dell’emergenza. Ma nonostante questo riconoscimento sino a che punto siamo disponibili a cedere e, quindi a cancellare, le nostre libertà seppur sottoposte a dura prova? L’efficienza delle azioni di governo può prescindere dall’apporto attivo e partecipativo della popolazione? Tutte queste domande potranno essere considerate esagerate per l’ovvia risposta che tutti tenderemmo a dare. Ma non è così. La semplificazione dilagante che viaggia velocemente sui social mortifica una realtà complessa e rappresenta una scorciatoia proprio quando siamo sottoposti a dura prova. Una cosa è il riconoscimento di un comune obiettivo di difesa della vita umana e di una collaborazione tra stati con buone relazioni diplomatiche che interagiscono sul piano economico e culturale. Una cosa è ridicolizzare le imperfezioni della democrazia liberale sperando di imitare altri differenti sistemi di governo.

Certamente ci troviamo ad un bivio con contraddizioni che dovranno essere affrontate. Con sorpresa la Gran Bretagna e l’Italia, entrambe democrazie liberali, si trovano su posizioni diametralmente opposte. La Gran Bretagna intende sviluppare l’immunità di gregge con il contagio del 60% della popolazione, prevedendo di perdere prematuramente molte persone care e, invece, l’Italia ha stabilito, senza ma e senza sé, di difendere la vita dei propri cittadini, scegliendo di non rassegnarsi al sacrificio delle persone più vulnerabili.

In contro tendenza, dobbiamo registrare positivamente che l’Italia e la Cina riescono a convergere sull’obiettivo di difesa della vita, dimostrando che tale obiettivo è condivisibile a prescindere da come è esercitata la libertà nei rispettivi sistemi di governo.

In un prossimo futuro, non appena avremo superato la fase di emergenza, dovremo fronteggiare queste contradizioni con la pretesa di fare chiarezza su come rifondare la nostra vita di relazione sociale e politica, badando bene, però, a salvare i valori di democrazia e libertà, già sperimentati e sopravvissuti alle intemperie.

Gaetano Mellia

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