Il Taccuino
DEDALOMULTIMEDIA
29-03-20

 

Il dott. Fabrizio Pulvirenti, infettivologo dell'ospedale Umberto I di Enna è conosciuto in Italia per avere contratto la malattia da virus ebola in Africa fabrizio pulvirentimentre lavorava con Emergency. A lui abbiamo rivolto qualche domanda giusto per cercare di controllare il dilagare del panico.

 

- Ma quanto è pericoloso il coronavirus?

“I coronavirus sono agenti virali noti agli specialisti – microbiologi e infettivologi – responsabili generalmente di lievi patologie delle alte vie respiratorie o gastrointestinali.”

 

- Quindi poco più di una normale influenza?

“Gli attuali dati ci dicono che, al di fuori della provincia di Hubei, il tasso di letalità (ovvero il numero di decessi comparati al numero di contagiati) è intorno all’1%. Vale la pena di considerare che l’influenza “stagionale”, patologia molto contagiosa, ha un tasso di letalità, per cause dirette e indirette, di circa lo 0,03%: Se si considera che in atto il numero di contagi supera per l’Italia i 5 milioni comprendiamo come essa sia ben più grave anche se prevenibile con la vaccinazione”

 

- E' giusta la risposta istituzionale in Italia a questa problematica?

La John Hopkins University ha definito le misure adottate dall’Italia come “aggressive”. In realtà tali misure hanno lo scopo di allontanare il più possibile le persone contagiate, ancorché asintomatiche, le une dalle altre in modo da ridurre le occasioni di contagio e quindi la diffusione del virus

 

- Se il contagio dovesse raggiungere la Sicilia, questa sarebbe in grado di affrontare l'emergenza?

“La Sicilia ha una rete infettivologica pronta e gestita da professionisti molto capaci tra i quali emergono alcune eccellenze nazionali. Sono convinto che il sistena regionale sarebbe pronto ad affrontare una eventuale emergenza”

 

- Mascherine, amuchina, prodotti alimentari: la gente colta dal panico fa incetta di tutto per paura. La sua opinione qual'è?

“Non siamo in guerra, per carità! E nemmeno è stata dichiarata l'emergenza sanitaria! Le provviste, arrivano con regolarità dai depositi dei supermercati per cui è inutile accaparrarsi provviste. L'amuchina può tranquillamente essere sostituita dalla comune candeggina con una diluizione uno a dieci. Le mascherine servono soltanto agli operatori sanitari che si prendono cura dei pazienti contagiati; per il resto non servono; soprattutto se utilizzate all'aria aperta.”

Massimo Castagna

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