Il Taccuino
DEDALOMULTIMEDIA
24-03-19

 

Un fiume in piena e, come al solito, non le manda a dire: parola del sen. Vladimiro Crisafulli che vuole dire la sua sul quarto rinvio crisafulli faraonedei congressi provinciali e di circolo del Pd in Sicilia e tra questi Enna che viene da oltre tre anni di commissariamento e che aspettava come tutti di celebrare il congresso per ridare gli organismi statutari al partito.

Stalvolta la motivazione dello spostamento delle date del congresso sarebbero da addebitare ad una indicazione fatta a suo tempo dal presidente del Partito Matteo Orfini.

“L’indicazione data dall’on. Matteo Orfini, nella qualità di presidente del partito il quale ritiene che non devono esserci ostacoli allo svolgimento corretto delle primarie, per cui si ritiene di dover rinviare. Ma questa delibera è vecchia, non si capisce perchè hanno convocato i congressi visto che c’era la determinazione. Ma la verità è tutt’altra: che i congressi, secondo qualcuno, si fanno se si è sicuri di poterli vincere, per cui bisogna costruire tutte le condizioni per vincere un congresso, in barba alle regole, ai regolamenti.”

- Si riferisce a chi?

“Mi riferisco a chi ha indetto questi congressi per volontà del sen, Faraone.”

- Vuole dire il segretario regionale Davide Faraone?

“Si è autoproclamato segretario e si è convinto che si può fare. Visto che si è fatto in Venezuela, si può fare anche qui, solo che lui è dalla parte di Maduro. Perché pensa, senza il consenso popolare di potere guidare un partito che, già Zingaretti ha ritenuto abbondantemente di mettere in discussione, ad elezioni avvenute. Però questi sono dettagli che al senatore Faraone non interessano.”

- Zingaretti, nella sua recente visita a Palermo e Catania, ha detto sostanzialmente che all’indomani della sua possibile elezione, metterà mano al caso Sicilia e al PD siciliano perché ha trovato anomalo questo modo di fare il congresso.

“Un segretario eletto da nessuno, cosi lo definisce il candidato Zingaretti e credo che sia così. E’ un segretario eletto da nessuno, che ritiene di potere operare senza il dovuto consenso. Tra l’altro con organismi inventati, fatti sulla base di un elenco e non sulla base di elezioni normali che debbono essere realizzate. Però oramai questi sono dettagli perchè in Sicilia non vince più la regola del rispetto, di ciò che è sancito dallo statuto.”

- Lei pensa che con la possibile vittoria di Zingaretti si possano ripristinare alcune regole fondamentali?

“Intanto la vittoria di Zingaretti non è possibile, è pressoché certa; le regole saranno ristabilite e il tentativo, come lei ha visto in questa delibera, è quello di tentare di forzare la mano per fare trovare al segretario nazionale del partito di fronte a fatti già consumati. Per cui le candidature da presentare giorno 2 marzo, come se non avessimo nulla da fare nei territoti visto che ci sono le primarie: la predisposizione di atti in modo tale da creare le condizioni per potere aggirare tutte le difficolta, ivi compreso il fatto che si vuole rabberciare una sorta di anagrafe inventata.”

- Già, parliamo di anagrafe degli iscritti. Dovrebbero votare quelli certificati al 2016 e invece...

“ Circola in questi giorni in provincia di Enna un modello che noi non abbiamo mai visto, di iscrizione per il 2018, come se fosse sufficiente avere questa disponibilità per il 2018 per potere compensare l’eventualità dell’elezione del segretario provinciale del partito. E’ una vicenda scandalosa, io sono amareggiato, ma nello stesso tempo anche indignato perché questo modo di operare è tipico di chi tenta di fare di tutto pur di non perdere la posizione privilegiata che si è conquistata con atto unilaterale di un congresso che non è mai stato celebrato in Sicilia.”

- Nelle candidature provinciali, oltre a quella di Di Gangi, appariva ormai certa anche quella di Rosalinda Campanile, che chiamava a raccolta tutti gli amici per una lotta definita “impari” tra Davide e Golia.

“Io non so qual è la cosa che spinge la Signora Campanile a candidarsi. So semplicemente che non può candidarsi perché non iscritta nell’anagrafe che fa testo, che è quella del 2016; il resto sono tutte invenzione del nostro amico Faraone, il quale pur di potere continuare a esercitare una funzione si inventa nuove regole a prescindere dalla possibilità che le renda operative o meno. Ma non è questo l’elemento del contendere, noi faremo la nostra parte, andremo al congresso, vedremo se poi sarà possibile una cosa di questo genere. Ma la cosa che più mi amareggia è il fatto che il partito consente una disgregazione così. Queste sono scelte e atteggiamenti tipici di chi scommette tutto su un possibile risultato che se non dovesse esserci sono pronti a fare le valige così come hanno fatto in altre occasioni. Se si afferma la loro volontà tanto piacere, se la loro volontà non si afferma allora sono pronti a cambiare di schieramento, coalizione, gente che non aderisce neanche al gruppo consiliare, che sostiene un’amministrazione di centro destra con presenze del tipo Forza Italia, dell’MPA, di SaràBellisssima. C’è un tentativo di provare, fare una specie di Opa nei confronti del PD, vedere chi è disponibile e dopo di che, se funziona bene, se non funziona arrivederci e grazie, non succede niente. Questo è un modo strano di stare in un partito come il nostro.”

- Lei cosa prevede all’indomani della ipotetica elezione di Zingaretti?

“Io prevedo che Zingaretti metta ordine nel Partito, lo ha già annunziato, sarà necessario farlo subito in Sicilia perché non è più una situazione sostenibile e che saranno messi in moto tutti i meccanismi per il rispetto delle regole e dei regolamenti, peraltro, regolamenti votati da loro sia a livello nazionale che regionale. Io non capisco perché votano i regolamenti e poi, siccome non gli vanno bene li cambiano. L’anagrafe del 2016 è una scelta, fatta a livello regionale da loro: neanche c’ero ai lavori dell’assemblea regionale o della direzione regionale che ha determinato questa scelta. Peraltro credo che sia davanti agli occhi di tutti il fatto che oggi è necessario che si cambi completamente. E’ tipico di chi non vuole rassegnarsi all’idea che oramai la pagina si è chiusa.”

- Per intenderci: i renziani andranno via?

“Questi non sono i renziani, questi sono i disperati che sono rimasti senza capo, ora per esempio la Boschi ha fatto l’appello per Giachetti, c’è un problema in più che sta sorgendo, che non si capisce più se i renziani sono con Martina o con Giachetti, la verità è che Renzi ha fatto un’altra scelta, debbo dire che io apprezzo, che è quella di non immischiarsi nella vicenda congressuale, tenuto conto che c’è un clima pesante derivante dalla sconfitta elettorale che lui ha contribuito a determinare. Sono i disperati, quelli che non hanno più un punto d’appoggio e che avvertono che gli sta crollando il terreno sotto ai piedi e si abbarbicano a qualunque cosa violentando regole e regolamenti pur di non perdere una posizione di comando. Io credo che sia veramente scandaloso quello che sta succedendo, credo che gli organismi nazionali di garanzia e non quelli del partito, dove si opera con una logica assolutamente incredibile, debbano pronunziarsi al più presto per mettere una parola seria e definitiva di tutta questa vicenda. Noi avanzeremo ricorso, però non affidiamo al ricorso un grande compito, pensiamo che il congresso debba svolgersi poi vedremo se e come sarà resa esecutiva la eventuale candidatura di una non iscritta, vedremo come dovrà essere gestita la vicenda.”

“Quello che è stato fatto in Sicilia – conclude Crisafulli – è un Papocchio e con la elezione di Zingaretti si porrà fine a questa vicenda indecorosa”.

Massimo Castagna 

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