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DEDALOMULTIMEDIA
26-01-20

Si presenteranno al pubblico martedì 14 gennaio alle ore 21 nel corso dell' Official opening concert al Centro Zo di Orchestra Nu Folk Global ConnectionsCatania, la stessa città da cui tutto ha avuto origine: un'idea un po' folle e un po' bizzarra che in poco tempo è diventata realtà. E' la prima Orchestra folk europea e multiculturale nata a Catania grazie al progetto “Nu-folk Global Connections” ideato dalla catanese Associazione Darshan che ha superato a pieni voti la rigida selezione del Programma Cultura di Europa Creativa, lo strumento principale della cooperazione culturale dell’Unione Europea, e che coinvolge 12 musicisti professionisti provenienti dai sei paesi che aderiscono al progetto: Lettonia, Spagna, Belgio, Ungheria, Danimarca e Italia.
I dodici musicisti, che rappresentano oltre all'Italia capofila i 5 partner europei (il management ungherese MediaEvent, il festival belga Dranouter, il collettivo spagnolo di musicisti Miramundo, il festival danese Halkær e il management culturale lettone Lauska), sono reduci dall'ultima residenza artistica etnea durante la quale hanno perfezionato il repertorio dell'Orchestra, rielaborando le tradizioni musicali dei paesi partner attraverso arrangiamenti moderni e attuali, che da aprile porteranno in tour nei principali festival folk europei: il Babel Night di Barcelona (Spagna) il 25 aprile; l'Halkaer Festival in Danimarca il 7 giugno; lo Sviests Festival in Lettonia l'11 giugno; il Babel Sound in Ungheria il 25 luglio; l'Alkantara fest in Sicilia il 3 agosto e il Festival Dranouter, in Belgio, il 9 agosto.
Dai live dell'Orchestra “Nu-folk Global Connections” sarà prodotto un esclusivo CD - pubblicato e distribuito dall’etichetta discografica di uno dei Paesi partner - che sarà distribuito gratuitamente al Womex 2020, l'esposizione internazionale di world music organizzata ogni anno in Paese diverso d' Europa, che nel 2020 sarà ospitato dall'Ungheria.

Fanno parte dell'ensemble Nufolk Global Connections i lettoni Katrīna Dimanta (voce e violino) e Ilze Fārte (voce, mandola e kokle), gli spagnoli Luiz Murà (chitarra e voce) ed Ernesto Vargas (voce e contrabbasso), i belgi Guus Herremans (fisarmonica diatonica) e Marieke Van Ransbeek (cornamusa), gli ungheresi Inci Fekete (voce e violino) e Krisztian Almasi (tapan e percussioni), i danesi Signe Schmidt (violino) e Benjamin Bech (clarinetto), gli italiani Deborah Perri (violoncello) e il catanese Carmelo Siciliano (bouzouki greco, laùto e oud).
Il progetto “Nu-folk Global Connections” si completerà con la presentazione dei risultati della ricerca bilingue (italiano e inglese) commissionata all'Università di Catania e coordinata dall'esperto di Audience development Francesco Mannino, con la quale si cercherà di dare una o più risposte a diversi quesiti legati all’importanza e all’impatto della musica tradizionale in Europa. Alla domanda “La musica popolare ha un valore nel mercato della musica attuale?” si tenterà di dare risposte plausibili in merito all’audience development, alla formazione di nuovo pubblico e alle possibili ricadute economiche sul tessuto sociale e sui flussi turistici dei paesi partner. I risultati dello studio, che sarà condotto sul piano sociale, musicale e della fruizione da parte del pubblico, sarà reso disponibile per i professionisti del settore e per le ricerche universitarie correlate ai fenomeni culturali e turistici.

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