Confasi
DEDALOMULTIMEDIA
23-03-19

Il sapere è potere, pertanto, quando si vuole commentare un documento è bene studiare, informarsi, ripercorrendo anni di storia umberto Isanitaria che alla fine determinano le scelte aziendali.

Ci assumiamo l’onere di elencare i provvedimenti che nel tempo hanno indicato la strada maestra per la Riorganizzazione della Rete Ospedaliera in Sicilia.

Si parte con il documento rilasciato dal Comitato LEA ( livelli essenziali di assistenza) del 3/12/2009, passando per il Decreto Ministeriale n. 70/2015, per arrivare, infine, al Decreto Assessoriale n. 46/2015, Decreto Assessoriale n. 1380/2015 ( linee guida per la dotazione organica ), il Patto per la Salute 2014/2016, e il Decreto Assessoriale n. 629/2017.

In sintesi, secondo un documento metodologico di “Riorganizzazione della Rete dell’emergenza-urgenza, giusto protocollo n. 25831/2017, si prevede:

  • L’adozione del D.M. n. 70/2015

  • Tre livelli di complessità crescente e dimensionata secondo bacini di popolazione, caratteristiche orografiche, viabilità.

  • Articolazione con il sistema Hub e Spoke ( DEA di I livello ), a cui appartiene lo Stabilimento Ospedaliero Umberto I di Enna, Pronto Soccorso di Base e Pronto Soccorso di Area Disagiata.

  • Valutazione del profilo epidemiologico locale.

  • Articolazione dell’offerta specialistica ad elevata complessità

  • Articolazione della Rete dell’Emergenza

  • Articolazione della Rete Ictus, Trauma e Cardiologia, ecc.

Fatta questa necessaria premessa, è d’obbligo passare alla comparazione della proposta della Rete Ospedaliera del 2017, con quella attuale.

Quello che si nota subito è che, i parametri previsti nei documenti di cui sopra, sono stati rispettati, ad eccezione di una riduzione del numero delle Strutture Complesse, ma con un aumento delle Strutture Semplici; evidentemente, al fine di ottenere l’approvazione della nuova proposta da parte dell’Assessorato alla Salute, non è stato più possibile nascondere la cenere sotto il tappeto

E’ inutile e anacronistico continuare a reclamare unità operative senza il supporto del numero delle prestazioni erogate in misura sufficiente per ottenere la previsione delle stesse; la legge n. 502/92 e smi, dovrebbe far riflettere.

Al cittadino-utente non serve il Direttore di Struttura Complessa, nel proprio paese, servono invece specialisti di alto spessore in seno all’Azienda, per cominciare a ridurre i famosi viaggi della speranza, che non solo rappresentano un danno alla persona in termini sociali ed economici, ma anche un danno economico all’Azienda: basta dedicare un po' di tempo alla lettura del bilancio dell’ASP per comprenderne la portata.

Bisognerebbe riflettere sul dato che, il 30% degli italiani per potersi curare affronta notevoli difficoltà; per non parlare di quella percentuale, scandalosa per un paese civile, di italiani che alle cure mediche proprio non possono accedere.

Nel caso in specie, sarebbe da approfondire il fatto che, nell’attuale proposta di Rete Ospedaliera, per la stessa specialità sono previste ben tre Strutture Complesse.

Sarebbe da chiarire il metodo di valutazione strategica utilizzato per la previsione dell’Unità Complessa di Dermatologia, così come per l’Unità Operativa Complessa di Ortopedia.

E secondo i dettami della legge n. 502/92 e smi, perché non è prevista l’Unità Operativa Complessa di Geriatria?

In tutta umiltà diciamo che, se errori abbiamo commesso nell’esposizione dei fatti, chiediamo scusa.

Riflessione finale: come canta Enzo Avitabile, “il comando lo comando io”, ovvero, le leggi ci sono, i contratti di lavoro pure, ma i poteri sono sfuggiti di mano, hai voglia ad abbaiare alla luna, ormai è troppo tardi.

Filippo D'Amico

Segretario Provinciale Confasi Sanità