Confasi
DEDALOMULTIMEDIA
21-02-19

Non basta comunicare e informare, spesso è necessario essere propositivi, in ossequio al compito istituzionale del sindacato.prevenzione

Non siamo per niente ripetitivi, abbiamo a cuore la salute dei cittadini, e di essa ci vogliamo occupare segnalando la necessità di un’azione forte a sostegno della prevenzione di tutte quelle malattie di tipo sociale, che incidono negativamente sulla salute dei cittadini e sui costi della sanità pubblica.

La nostra idea di “Prevenzione”, è quella di prevedere un team di professionisti dipendenti dell’ASP, con l’integrazione di risorse umane arruolate all’esterno, in quanto le attuali professionalità a disposizione non sono numericamente sufficienti.

Stante il fatto che, ad una delibera di recente emanazione non è stato dato corso, e visto che si registra un preoccupante ritardo nell’aggiornamento e nell‘avviamento delle linee della prevenzione, sentiamo il dovere di contribuire con una proposta.

Secondo i contenuti della delibera n. 917 del 6/12/2018, oggetto di un precedente articolo, l’ASP di Enna, dispone di somme importanti per avviare le linee della prevenzione, tanto è vero che si riteneva necessario assumere un Esperto in Progettazione in ambito sanitario: già in quella sede avevamo indicato l’opportunità di prevedere l’assunzione di più figure professionali per dare corpo alle attività.

Secondo il principio di efficienza ed efficacia, che deve sempre contraddistinguere un’azione volta al benessere psico-fisico delle persone, riteniamo che la costituzione di un team dedicato esclusivamente alla Promozione della salute, dovrebbe riscontrare positivamente il favore del management aziendale, anche perché trattasi di obiettivi aziendali.

Noi pensiamo che:

  1. Bisogna emettere un avviso interno per l’arruolamento di Psicologi, Infermieri, Assistenti Sanitari, Tecnici della Prevenzione, personale amministrativo, già in possesso di competenze specifiche in tema di prevenzione, e in caso di assenza di tali professionalità, procedere con incarichi esterni.

  2. Se non si vuole procedere con incarichi, noi pensiamo che la soluzione potrebbe essere quella di individuare personale, anche con atto dispositivo interno, ed avviare un percorso formativo urgente.

  3. Collocare il team per la prevenzione alle dirette dipendenze del Direttore Sanitario Aziendale, in ossequio al D.A. n. 3002/2012.

  4. Individuare appositi locali, per esempio, presso il vecchio Ospedale.

  5. Affiancare personale al Servizio di Educazione e Promozione alla Salute e al Servizio Formazione.

  6. Attingere dai fondi dedicati del Piano Regionale della prevenzione, per assumere personale, per formare, e per l’acquisto di quanto necessario nelle postazioni di lavoro.

Infine, da notizie di stampa, parrebbero in aumento le malattie sessualmente trasmissibili. Se ciò risultasse vero, allora bisognerebbe chiedersi se e come si sta intervenendo per monitorare un così delicato problema, anche perchè se non debitamente affrontato, potrebbe innescarsi una bomba sociale.

Se il SSN, e a cascata il SSR, hanno impegnato ingenti somme per i Piani della Prevenzione, evidentemente il motivo alla base di un tale corposo investimento sulla salute pubblica, deve ritenersi obiettivo prioritario per chi governa la sanità nazionale, regionale e locale.

Il Segretario Provinciale Confasi Sanità

Filippo D’Amico