DEDALOMULTIMEDIA
02-07-20

dunarea de jos 2020

susanna petronio

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    In questi giorni di costrizione forzata a casa fatta di interminabili ore di quarantena, Susanna Petronio trae ispirazione il quadro di sabbiaper simboleggiare quel senso fisico di smarrimento attraverso l’arte e lo fa al suo tavolo luminoso con un quadro di sabbia. L’essenzialità dell’immagine che rappresenta racchiude il senso di ciò che viviamo sotto la minaccia del virus. Tutto si compendia nella sola figura del bimbo smarrito che porta la benda sul viso come fosse una bandiera, con la parola “hope” ossia speranza. “Tutto è effimero come la sabbia- dice Susanna- e se vivessimo con la consapevolezza di ciò, avremmo la fortuna di incontrare la vita, una vita più intensa”. E poi continua “In questo caos di cui nessuno di noi conosce le reali proporzioni, c’è voglia di arte creativa. Lo vedo nel gradimento del mio piccolo pubblico ogni settimana su Dedalo dove svelo l’esecuzione di curiosi lavori di bricolage. Non è vero che questa epidemia sta tirando fuori il peggio di noi e neanche il meglio. Stare da soli a casa ci costringe, semplicemente, ad essere noi stessi e a metterci alla prova, non è trascorrere le giornate in una dimensione ristretta ma avere l’opportunità di creare. Questa situazione è difficile ma per fortuna lo sconforto dura molto poco, perché la creatività, ne sono convinta, salverà il mondo”!

    E allora via libera alla fantasia!

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    Questa è la storia di una di noi…che come noi non è nata in via Gluck..petronio susanna

    Una cresciuta in una famiglia dove l'arte di saper fare tutto l’ha stimolata fin da piccola e così il 90% delle cose che fa sono tentativi di creare.

    L'attività di cui si occupa da 25 anni è la confezione e la vendita del tendaggio con cui può esprimere il suo gusto estetico, ma da sempre fa arte. Susanna Petronio si racconta così e ci racconta che, in effetti, la sua vocazione è nella pittura in particolare la ritrattistica eseguita con le tecniche più diffuse (tempera, affresco, olio su tela e acrilico). 

    “E siccome non sto mai ferma l'arte mi ha riservato qualche sorpresa e, di recente, l'esecuzione in acrilico dei volti delle già conosciute "Teste di Moro" (icona siciliana emblematica) è diventata la grafica di una collezione completa di borse e accessori in vendita non solo nei negozi ma anche con la formula on line.

    Lo spunto offerto dalla mia committente – continua - unito alla mia composizione del quadro hanno creato il giusto lavoro di squadra che ha portato al " piccolo successo" in una vetrina prestigiosa come il festival del cinema di Roma e la presentazione della borsa con la bella miss Italia Lucrezia Massari. Dunque, una visibilità inaspettata che porta ovunque ciò che simboleggia la nostra terra. Sicché "CREARE E FAR CREARE" mi consente oggi di sfoggiare quella che, artisticamente parlando, è la mia borsa”. 

    Susanna, non è certamente nata in via Gluck, ma la sua storia di affermazione e autorealizzazione attraverso la sua passione e la sua manualità, sono un messaggio per chi non ha, o crede di non avere speranze nel futuro: “Creare e far creare” è un mantra possibile.

  • Hai mai visto una caffettiera tutta matta? Quando l’ho ricevuta in dono non potevo credere ai miei occhi! Ancora una caffettieravolta la mia amica Sonia, mi stupiva con effetti speciali.

    La caffettiera, comunemente chiamata moka, fu progettata nel 1933 da Alfonso Bialetti, che creò un oggetto magico, l’unico che mette insieme termodinamica e passione. Un capolavoro di ingegneria che è entrato nel nostro quotidiano accendendo tutti i nostri sensi. Il tatto nella preparazione, l’udito nell’attesa del sibilo del vapore, l’olfatto dell’aroma, il gusto nell’assaggio e poi la vista, la caffettiera la guarderesti sempre, perché mette pace.

    Come farà la caffettiera a restare sospesa sulla tazza? Vi svelo subito il procedimento.

    Procuratevi una caffettiera mono-tazza (diversamente andrà bene anche quella più grande, purchè il suo peso specifico non superi quello della tazza), tazza con piattino, silicone di colore marrone, fil di ferro robusto e sassolini.

    Taglia circa 40 cm di fil di ferro. Ad una estremità fai un uncino e affonda l’altra estremità nella tazza, attorcigliandola un poco tra i sassolini che avrai impastato con il silicone affinchè si appiccichino tra di loro e, così facendo, riempi la tazza dando un movimento circolare al silicone che avrà l’aspetto , verosimile, del caffè. Intanto sigilla il piattino alla tazza con un cerchio di silicone e lascia asciugare il tutto per 24 ore.

    Hai già svolto quasi tutto il lavoro, a questo punto non ti resta che unire la moka alla tazza ma dovrai essere molto abile nel maneggiare il silicone, alquanto appiccicoso, che ricoprirà il fil di ferro che esce fuori dalla caffettiera. Infatti, dopo aver agganciato l’uncino al tubicino da dove esce il caffè, spalma un po' di silicone per sigillare l’appiglio e poi stendilo sulla lunghezza del fil di ferro cercando di dare un aspetto liscio (ti consiglio di usare un bastoncino per spiedino bagnato con acqua e sapone liquido per lisciare il silicone). Nel frattempo, cerca di bilanciare la moka con la tazza affinchè trovino il giusto equilibrio e lascia asciugare altre 24 ore.

    La magia è fatta! La caffettiera, l’unica vera statua della nostra quotidianità, sembra una scultura. Non ci rimane che soddisfare l’ultimo senso, ossia, la vista!

    Susanna Petronio

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    Voglia di rinnovare la vostra vecchia poltrona per riutilizzarla ed espandere al massimo la sua vita utile?poltrona

    Le possibilità offerte dalle stoffe per tappezzare e per coprire i mobili sono sorprendenti ed io ho voluto giocare con una tipologia inusuale di tessuto, ossia, il prato sintetico.

    Alto tre centimetri e mezzo, con una gomma spessa e resistente all’usura, il prato sintetico è la soluzione ideale per un ambiente esterno, ma starebbe benissimo anche in un arredamento moderno, facendo bella mostra di sé in un angolo della casa.

    Se la poltrona è molto vecchia, come nel mio caso, ripristinate la spugna dello schienale e della seduta, utilizzando quella alta 2 cm, che andrete a sagomare col cutter e fissare con la pistola ad aria compressa. Questa operazione è necessaria per evitare che si sprofondi sedendosi.

    Per prima cosa, tenete a portata di mano il materiale necessario: il prato sintetico, il cutter per tagliare, una pistola ad aria compressa spara graffette, fogli di carta velina.

    Bisogna prendere le misure delle diverse parti della poltrona che si vogliono rivestire: schienale, seduta e circonferenza. Con la carta tagliare le sagome calcolando circa 3 cm per gli orli e montarli sulla poltrona fissandoli con gli spilli per assicurarsi che il rivestimento si adatti alla struttura in modo esatto.

    Per far sì che la tela sia fissata senza “tirare”, fate dei piccoli tagli sul bordo e affidandovi a un poco di intuito e un po' di maestria, assicurate il prato sintetico con graffette lunghe che possano tenere bene sul legno. A lavoro ultimato bisognerà dare quel tocco naturalistico alla poltrona aggiungendo qua e là alcuni fiori sintetici che la renderanno ancora più chic!

    Io ho deciso di collocare la mia poltrona dentro casa ma all’ occorrenza la porterò fuori in giardino.

    E voi, cosa preferite? A voi la scelta!

    Susanna Petronio

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