DEDALOMULTIMEDIA
25-09-20

Regione Sicilia

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    Come ogni anno, con l'avvicinarsi delle ferie natalizie, Federconsumatori riceve decine e decine di segnalazioni da parte di lavoratori e studenti del sud Italia checaro viaggi vivono al nord. Il problema è sempre lo stesso: l'enorme aumento del costo dei viaggi, oltre il 365% riferisce il Presidente La Rosa, dai principali aeroporti e stazioni ferroviarie italiane a quelle del sud, in particolare della Sicilia, Calabria e Puglia.


    Federconsumatori monitora ogni anno l'aumento del costo dei biglietti terni, aerei e anche autobus sui quali questi consumatori tornano a casa e, quest'anno, ha scoperto aumenti che arrivano anche al 188%. La comparazione di prezzo è stata fatta tra un viaggio prenotato per venerdì 8 novembre e la stessa tratta prenotata per lunedì 23 dicembre.

    Federconsumatori Sicilia ha monitorato i costi di viaggio, nelle stesse date, dalle due principali città italiane (Roma e Milano) alle due principali città siciliane (Palermo e Catania). Purtroppo i viaggiatori siciliani non sono affatto più fortunati degli altri. Anzi, per viaggiare verso la Sicilia in periodo natalizio gli aumenti di prezzo sono anche maggiori.


    Il volo più economico da Milano Malpensa a Palermo Falcone e Borsellino è l'easyJet delle ore 07:05. Questo volo l'8 novembre costa appena 57 euro, che salgono a 179 euro il 23 dicembre. Un aumento pari al 314%. Il volo più economico da Roma Fiumicino a Palermo l'8 novembre è il Ryanair delle 08:30 che costa 86 euro. Lo stesso volo costa 126 euro il 23 dicembre, con un aumento del 146%.


    Il volo più economico da Milano Malpensa a Catania Fontanarossa è l'easyJet delle ore 07:15, che l'8 novembre costa 55 euro mentre il 23 dicembre costa 201 euro, con un aumento del 365%. Il volo più economico da Roma Fiumicino a Catania Fontanarossa è Ryanair delle ore 09:00, che l'8 novembre costa 150 euro mentre il 23 dicembre costa 167 euro. In questo caso l'aumento è contenuto solo perché già il volo a novembre è incredibilmente caro.


    Aumenti di prezzo paragonabili a quelli citati si riscontrano anche con le altre compagnie aeree, nessuna esclusa, e i viaggiatori sono costretti a scegliere voli con orari scomodissimi per evitare di pagare cifre esorbitanti. Ma non tutti quelli che atterrano a Palermo o Catania hanno terminato il proprio viaggio: molti devono proseguire, con altri mezzi, fino ad altri Comuni lontani anche oltre 200 chilometri dall'aeroporto. Così, facendo due conti sull'orario al quale si arriverà a casa, il viaggiatore non potrà fare altro che comprare il biglietto più caro per non arrivare a casa in piena notte.


    "Ci rendiamo perfettamente conto che i viaggi siano un servizio e, come tutti i servizi, il loro prezzo dipende dall'offerta e dalla domanda - commenta il presidente di Federconsumatori Sicilia, Alfio La Rosa - ma onestamente siamo di fronte ad incrementi di prezzo inaccettabili. Come Federconsumatori, a livello nazionale, stiamo già sollecitando l'Antitrust e l'Autorità dei Trasporti ad avviare approfonditi controlli su tali condotte commerciali. A chi deve viaggiare nel periodo natalizio - conclude La Rosa - consigliamo di affrettarsi a prenotare perché più si avvicina Natale e più costeranno i biglietti".

     

    Federconsumatori Sicilia

     

     

     

    La Sezione “Parliamone Insieme” è riservata a quanti hanno da dire qualcosa apponendo la propria firma agli scritti inviati alla Redazione. La Redazione controlla soltanto che non vi sia un linguaggio scurrile e offensivo. Chi si firma è responsabile del suo operato e solleva la Redazione da ogni responsabilità.

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    Esprimiamo soddisfazione - dichiara il segretario provinciale di #DiventeràBellissima, Lorena Pignato - per l'azione concreta posta in diventeràbellissimaessere dal Governo della regione in materia di edilizia sanitaria. Con recente decreto l'assessore Razza ha dato il via al trasferimento delle risorse destinate ad interventi in materia di edilizia sanitaria per la complessiva somma di 224 milioni di euro di cui 20,2 milioni proprio per la provincia di Enna. I fondi saranno destinati a finanziare l'adeguamento del presidio ospedaliero Basilotta, l'adeguamento del PTA di Piazza Armerina, del PTA di Leonforte e la ristrutturazione del centro di riabilitazione di Pergusa. Un risultato importante che testimonia, con i fatti, l'attenzione e l'efficienza del governo Musumeci e dell'assessore Razza nei confronti della provincia di Enna. Un attenzione già dimostrata con importante misure adottate nei confronti della nostra provincia.”

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    La Regione ha definito nei giorni scorsi il piano per garantire il corretto ciclo dei rifiuti nell'Isola in questa fase transitoria. È stata così umido rifiutitrovata una soluzione immediata alla chiusura per manutenzione di un grosso impianto di compostaggio fino al 10 agosto. Nelle more che vengano definiti i progetti dei nuovi impianti pubblici già finanziati e che vengano riaperti quelli esistenti, la Regione ha individuato e definito temporaneamente i quantitativi da trattare in altri impianti. È un risultato a cui sono pervenuti i proficui tavoli tecnici del dipartimento Acque e rifiuti con il gabinetto dell'assessorato Energia e servizi di pubblica utilità, attraverso un procedimento innovativo basato su un confronto serrato tra gli organi di controllo, il dipartimento e i gestori.

    "La Regione - spiega l'assessore Alberto Pierobon - segue questi processi e vuole garantire la qualità e i controlli sul rispetto delle autorizzazioni e della normativa da parte di tutti i soggetti coinvolti, a cominciare dagli impianti e dal prodotto finale. In tal senso saremo sempre vigili sul settore. Bisogna avere il rispetto massimo dei cittadini che fanno la raccolta differenziata".

    L'intervento regionale si è reso necessario a seguito della chiusura dell'impianto Raco che ridurrà di 350 tonnellate al giorno la quantità di umido che si potrà trattare in Sicilia. Una parte sarà lavorata all'impianto Sicilfert di Marsala, che ha aperto lunedì scorso, dove torneranno i Comuni del Trapanese, anche se resta da capire ancora la reale quantità che si potrà conferire. Sarà inoltre potenziato l'impianto pubblico di Cava dei Modicani mentre circa 90 tonnellate giornaliere saranno lavorate in diversi impianti riceveranno il via libera della Regione per aumentare di piccole quantità l'organico autorizzato. 

    A partire dall'11 agosto l'impianto di Catania riaprirà aumentando progressivamente le quantità e garantendo il 18 agosto il ritorno a regime. Tutto questo, con l'entrata in funzione di nuovi impianti pubblici che sono attualmente in itinere, dovrebbe evitare future crisi e disagi nella raccolta e porterà la gestione dei rifiuti nell'Isola a una situazione di normalità.

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    Buone notizie per il trattamento dell’umido in Sicilia. L’impianto Sicilfert di Marsala, che era stato sequestrato e poi restituito alla sicilfert marsalaproprietà, è pronto a tornare in funzione, con riflessi positivi su tutto il sistema regionale. Il Libero Consorzio di Trapani ha emesso un'ordinanza che consentirà di conferire ai sindaci del territorio 5 mila tonnellate per i prossimi 30 giorni. Una buona notizia per i Comuni che si aggiunge allo sblocco da parte del governo Musumeci di 103 milioni per impianti pubblici, mentre si continua a lavorare per riattivare le strutture ferme come quelle di Castelvetrano e Bisacquino.

    “Da mesi – dice l’assessore regionale all’Energia e servizi di pubblica utilità, Alberto Pierobon –portiamo avanti dei tavoli tecnici in assessorato per riunire tutti i soggetti interessati, dall’Arpa alle Asp, per trovare soluzioni ai problemi che emergono. Un grazie particolare voglio rivolgerlo al prefetto di Trapani per l’impegno e la fattiva collaborazione che stanno contribuendo alla normalizzazione della gestione dei rifiuti a Trapani e, di riflesso, nel resto dell’Isola”.

    Nel frattempo un altro impianto pubblico, quello del Polo di Castelvetrano, chiuso per il fallimento dell’Ato, potrebbe a breve tornare nelle disponibilità dei Comuni. Si susseguono i tavoli tecnici per definire gli adempimenti necessari per il ripristino. Lavori in corso anche per l’impianto di Bisacquino, coinvolto nel fallimento di un altro Ato e per il quale, d’intesa con la Srr, si sta cercando di sbloccare un finanziamento per favorire la riapertura.

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    Questi i casi di Coronavirus riscontrati nelle varie province dell’Isola, aggiornati alle ore 17 di oggi (mercoledì 8 aprile), così come foto regio0ne provincesegnalati dalla Regione Siciliana all'Unità di crisi nazionale.

    Questa la divisione degli attuali positivi nelle varie province: Agrigento, 110 (0 ricoverati, 2 guariti e 1 deceduto); Caltanissetta, 94 (22, 5, 8); Catania, 560 (148, 32, 54); Enna, 279 (171, 1, 16); Messina, 330 (144, 20, 26); Palermo, 286 (70, 31, 12); Ragusa, 49 (9, 4, 3); Siracusa, 84 (44, 29, 9); Trapani, 101 (20, 9, 4).

  • L'associazione Genitori balestratesi, che ha ideato e promosso la raccolta fondi per realizzare a Balestrate il primo parco giochi al parco vistamondo vietato a smartphone e social, esprime soddisfazione sull'annuncio della posa della prima pietra in programma a settembre. La Regione siciliana ha infatti approvato il progetto del cantiere di lavoro del Comune che consentirà di realizzare le prime opere murarie. 

    Al momento le somme disponibili sono state tutte raccolte dall'associazione che rendiconta tutto sul sito genitoribalestratesi.blogspot.com e sulla pagina balestratesi.it. Circa 2.800 euro provengono da raccolta fondi pubblica, mentre 6 mila euro dalla democrazia partecipata, strumento che obbliga i Comuni a donare una patte del bilancio lasciando decidere ai cittadini per quali scopi.

    È in corso una raccolta per definire gli arredi urbani all'indirizzohttps://www.facebook.com/donate/669792800132333  Per altre informazioni è disponibile il numero +393331552350. È stato avviato anche un dialogo con la comunità di emigrati negli Usa per organizzare altre raccolte all'estero. In tutto si stima che servano ancora circa 35 mila euro per la piena operatività del parco. 

    Oltre al cantiere serviranno infatti altri interventi e bisogna raccogliere ancora le somme per arredi e verde oltre alla videosorveglianza e all'illuminazione. Nel parco sarà vietato usare telefoni, tablet e pc che andranno riposti in una cassetta di sicurezza. "Chi violerà la regola - spiega l'associazione - sarà multato e i soldi andranno in beneficenza. Un programma conterà i minuti in cui i telefoni sono stati depositati e pubblicherà on line il tempo di socialità vera restituita alle persone".

    L'associazione fa un appello alle imprese del settore infanzia e giochi e a tutti i soggetti interessati per un aiuto. E chiede all'amministrazione comunale di accelerare sul fronte della gestione: "Ringraziamo l'amministrazione e il sindaco Vito Rizzo per la collaborazione e la disponibilità, ringraziamo anche tutti i cittadini, i professionisti, gli esperti che si sono messi a disposizione a titolo gratuito  – spiegano i genitori – ora il Comune deve necessariamente dire come intende gestire il parco che comunque sarà pubblico. In base alle esperienze del territorio, la soluzione migliore a nostro avviso è quella dell'affidamento a un soggetto esterno per garantire la manutenzione e la cura del parco. Sia chiaro che il nostro unico interesse è che il parco venga realizzato, non certo quello di gestirlo. Il Comune deve individuare una modalità prima possibile prevedendo però che vengano eseguiti lavori, opere e migliore concrete che possano agevolare e far avanzare la realizzazione della struttura. Cioè chi gestirà il parco dovrà in cambio realizzare lavori che auspichiamo vengano concordati con la nostra associazione che ha curato il progetto, nel solo interesse del preservare la bellezza e l'idea originaria".

    Nel frattempo l'associazione sta definendo la proposta di testimonial con alcuni personaggi del mondo dello spettacolo: "Ci hanno sorpreso le diverse resistenze incontrate – spiegano i promotori del progetto – l'idea di un parco vietato ai social forse spaventa ancora molti, ma diversi artisti hanno dato la loro disponibilità e questo ci rincuora. Crediamo che il messaggio lanciato sia positivo e non più rinviabile e avrà benefici molto importanti sui più giovani e sulle famiglie".

  • "Il tempo delle prese in giro è finito: o il Governo Musumeci cambia musica sui dipendenti dei Centri per l'impiego della Sicilia o il centro per limpiegoSiad-Cisal, con o senza gli altri sindacati, è pronto allo sciopero generale". Lo dicono Angelo Lo Curto e Giuseppe Badagliacca dopo l'incontro tra le organizzazioni sindacali e l'amministrazione regionale che, a senso unico, ha approvato il Piano del fabbisogno del Dipartimento Lavoro.

    "Un incontro assolutamente inutile, come era prevedibile – dicono Lo Curto e Badagliacca – O almeno utile solo a certificare la volontà del Governo di ignorare le legittime richieste dei lavoratori. Il Siad-Cisal da tempo chiede di definire la dotazione organica dei Centri per l'impiego e degli Ispettorati del Lavoro, di riqualificare i profili professionali per migliorarne l'efficienza e di riconoscere finalmente le mansioni superiori svolte. Ma l'Esecutivo ha preferito limitarsi a reclutare i Navigator e, lo scorso 10 ottobre, a prevedere anche l'assunzione di nuovo personale, dimenticando quello in servizio che, con enormi sacrifici e svolgendo mansioni superiori non retribuite, garantisce il funzionamento degli uffici".

    "La misura adesso è colma – avverte il Siad-Cisal – Siamo pronti, anche da soli, a proclamare lo sciopero generale e a bloccare l'attività degli uffici: se qualche burocrate pensa di raggiungere gli obiettivi sulla pelle dei lavoratori, si sbaglia di grosso".

  • Spetta ai Comuni il compito di regolamentare le figure degli ispettori ambientali volontari per potenziare i controlli contro pierobonl’abbandono dei rifiuti e per segnalare illeciti alla polizia municipale. L’assessorato regionale all’Energia e servizi di pubblica utilità ha inviato un atto di indirizzo agli enti locali per incentivarli alla nomina degli ispettori ambientali volontari, figure già  richiamate dall’Ordinanza del presidente della Regione, Nello Musumeci, dell'11 dicembre 2018, e prima ancora in quelle del 28 febbraio 2018 e del 7 giugno 2018.

    “Con questo atto di indirizzo – spiega l’assessore Pierobon – vogliamo incentivare i Comuni a dotarsi di queste figure. Il governo regionale sta lavorando per favorire maggiore controllo del territorio e per tutelare il decoro urbano contro l’abbandono selvaggio dei rifiuti. Abbiamo chiesto un parere all’Ufficio legislativo e legale che di fatto ci ha fornito chiarimenti utili a supportare le amministrazioni. In sostanza spetta direttamente ai Comuni regolamentare l’attività di questi volontari che potranno affiancare la polizia municipale, ad esempio nelle attività di controllo ambientale e di verifica di violazioni inerenti la raccolta e il conferimento dei rifiuti. Potranno anche segnalare il rispetto dei regolamenti comunali e delle ordinanze sindacali sul deposito e gestione dei rifiuti, partecipare ad attività formative ed educative in favore dei cittadini, ma anche prevenire i danni al decoro urbano e all’ambiente”.

    Come ha chiarito l'Ufficio legislativo e legale, richiamando anche un parere del ministero dell'Interno, spetta ai Comuni, con apposito regolamento comunale, stabilire le funzioni, la modalità di nomina, i criteri di scelta e di svolgimento della necessaria formazione degli ispettori. Viene inoltre ribadito che l’espletamento del servizio è a carattere volontario e gratuito, senza che possa sorgere un rapporto di lavoro o diritti di altra natura.

    L'ispettore ambientale volontario, istituito a livello comunale, potrà essere destinato solo a segnalare alla polizia municipale le eventuali irregolarità riscontrate, mentre spetterà sempre agli addetti al servizio o alla polizia municipale l’autorità di accertare gli illeciti e le violazioni, dunque di fare le multe. “Gli ispettori ambientali – spiega l’assessore Pierobon – consentiranno di valorizzare il mondo del volontariato molto attivo su tutto il territorio regionale e di regolamentare e incrementare i controlli contro una delle piaghe più difficile da contrastare, affiancando l’attività ispettiva dei volontari al lavoro della polizia municipale e agli strumenti più diffusi come le telecamere piazzate nei punti strategici”.

     

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    Saranno avviati a breve i cantieri di lavoro per la realizzazione di 4 opere pubbliche all’interno del centro abitato, che consentiranno Troina palazzo municipalecomplessivamente l’impiego, tra allievi, tecnici e muratori, di ben 80 persone disoccupate. I quattro cantieri, finanziati dall’Assessorato Regionale della Famiglia, delle Politiche sociali e del Lavoro, nell’ambito dei contributi previsti in favore dei comuni con popolazione inferiore a 150 mila abitanti, riguarderanno: il rifacimento dei marciapiedi di via San Pietro; la riqualificazione dell’area compresa tra via Piersanti Mattarella e il campetto polivalente del centro sportivo “Nelson Mandela”; la realizzazione della pavimentazione della scalinata di accesso al sagrato del complesso parrocchiale “Santa Famiglia di Nazareth”; la sistemazione funzionale del campetto polivalente e degli spogliatoi annessi del Convento dei Padri Cappuccini.

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    Una raffica di incontri con le Srr per verificare il rispetto della normativa in tema di personale, di gestione del servizio e di impianti. rifiuti pierobonL'assessore regionale all'Energia e servizi di pubblica utilità, Alberto Pierobon, accelera e stringe il cerchio intorno alle società di regolamentazione per superare le criticità che ancora si registrano sul territorio. Grande attenzione da parte del governo Musumeci è rivolta al tema del personale: il 3 ottobre è previsto un altro incontro appositamente convocato in assessorato, che vedrà seduti allo stesso tavolo ancora le Srr, la Regione e i sindacati. L'obiettivo è appurare la situazione dei dipendenti, il loro passaggio alle nuove società ed eventuali violazioni di legge. In team con sindacati e Srr l'assessorato vuole mettere ordine e legalità sul personale accendendo i riflettori sugli appalti.

    Il dirigente generale dei Rifiuti, Salvatore Cocina, su input dell'assessorato, ha quindi convocato tutte le Srr dell'Isola predisponendo un fitto calendario.

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    Il dipartimento regionale Acque e rifiuti, su input del presidente Musumeci, ha prorogato al 30 ottobre la scadenza del bando per centro raccoltarealizzare o ampliare i centri comunali di raccolta dei rifiuti. Il termine ultimo era fissato per il 15 ottobre. Il provvedimento, a firma del dirigente generale Salvatore Cocina, è stato pubblicato sul sito del dipartimento e nei prossimi giorni andrà in Gazzetta ufficiale. La proroga consentirà agli enti locali che avevano chiesto più tempo di poter completare l'istanza di partecipazione. Per garantire supporto ai Comuni il dipartimento ricorda che il dirigente del competente servizio 6 è Renato Saverino mentre il funzionario responsabile Domenico Grillo. Il bando mette a disposizione 21 milioni per la realizzazione o l'ampliamento di centri di raccolta dei rifiuti urbani per migliorare la raccolta differenziata e ridurre i costi di trasporto. In particolare 16 milioni sono destinati alla costruzione dei nuovi impianti e 5 milioni al miglioramento di quelli già esistenti. I Comuni, in forma singola o associata come Aro, potranno ottenere fino a ottocentomila euro per nuovi impianti e trecentomila per ampliare quelli esistenti.

    Nel frattempo è scaduto lo scorso 7 ottobre il bando dell'assessorato guidato da Alberto Pierobon per le agevolazioni ai Comuni che promuovono il compostaggio di prossimità dei rifiuti organici. A disposizione ci sono 16 milioni. Dopo aver presentato la domanda di partecipazione, i Comuni dovranno comunicare anche i progetti. Al momento sono una cinquantina quelli pervenuti. L'avviso finanzia l'acquisto di compostiere e attività di informazione. Sono previsti contributi fino a 350 mila euro per Comuni con meno di 5 mila abitanti e fino a un milione e mezzo per i Comuni più grandi con oltre 100 mila abitanti. Queste pratiche consentiranno di smaltire l'organico a livello locale con piccoli impianti domestici, producendo allo stesso tempo compost per uso agricolo e ottenendo sconti sulla Tari.

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    “In Sicilia le aspettative create dagli annunci del governo nazionale sugli aiuti previsti dal decreto ‘Cura Italia’ per affrontare i gravi consulenti del lavoro Palermo 400x372disagi economici provocati dalla pandemia di Covid-19, stanno acuendo le tensioni sociali perché le promesse non corrispondono ai risultati. I ritardi sui pagamenti, e gli errori nelle norme che rischiano addirittura di trasformare imprese e lavoratori in debitori, in questo degradato contesto hanno già alimentato reazioni che si riversano come boomerang in primo luogo sulle nostre attività professionali coinvolgendo le nostre case trasformate in centrali operative. In diversi casi in provincia di Palermo nostri colleghi hanno dovuto richiedere l’intervento delle forze dell’ordine per sedare animati assedi alle loro abitazioni, con le famiglie coinvolte in momenti di paura. I consulenti del lavoro dall’inizio dell’emergenza stanno facendo miracoli per la protezione economica di clienti e dipendenti sacrificando famiglie e salute, lavorando da casa h24, con molte nostre colleghe mamme che devono conciliare eroicamente anche i doveri verso i figli. Ci attendiamo da politica e istituzioni altrettanto impegno per mitigare gli effetti di norme pensate e scritte in fretta”. Lo ha denunciato Antonino Alessi, presidente dell’Ordine dei Consulenti del lavoro di Palermo, intervenendo agli Stati generali della categoria per chiedere “immediate modifiche al decreto in fase di conversione in legge”. I tanti problemi evidenziati da Alessi riguardano soprattutto la cassa integrazione in deroga a gestione regionale, che in Sicilia già sta partendo in ritardo rispetto alle altre misure e anche rispetto ad altre Regioni dove la misura è stata avviata e le risorse si sono esaurite: “La procedura adottata in Sicilia – spiega Alessi – rispecchia quella ordinaria, con il quadruplo canale della consultazione sindacale, della doppia istanza ai centri per l’impiego e all’Inps e del decreto di spesa da parte del Dipartimento regionale lavoro. L’assessore regionale, Antonio Scavone, ha promesso di inserire semplificazioni nella procedura, ma ad oggi appare impossibile, per la Cig in deroga e per i fondi bilaterali degli artigiani (ma anche per quella ordinaria e per il Fondo integrazione salariale gestiti da Stato e Inps), che i soldi possano arrivare nelle tasche dei lavoratori entro il 15 aprile come annunciato”. “In più – evidenzia Alessi - , l’accordo con l’Abi per ottenere l’anticipo in banca della Cig ordinaria e in deroga è stato aperto alle banche, ma non a Poste Italiane, circuito utilizzato dalla gran parte dei lavoratori, e già si sa che molte banche in Sicilia non intendono aderire alla convenzione”. “Ciò significa che – segnala Alessi - , in base ai presupposti operativi, per incassare i 1.400 euro molti lavoratori potrebbero essere costretti ad aprire un nuovo conto corrente presso una banca diversa dalla propria, con la garanzia del datore di lavoro e con il potenziale obbligo di canalizzare lo stipendio per almeno i sette mesi successivi. Sempre in base alla convenzione, la banca potrà riservarsi di valutare il merito creditizio del lavoratore e di respingerne la richiesta. I criteri bancari tengono spesso conto anche di fattori di minore importanza come, ad esempio, ritardi nelle rate di finanziamenti per l’auto o la palestra”. E qui, secondo Antonino Alessi, scatta il rischio “anche per il datore di lavoro, che in questo caso è coobbligato a rispondere del credito”: “La norma sulla Cig in deroga – analizza il presidente dei consulenti del lavoro palermitani - prevede che il lavoratore ha diritto a percepire l’indennità ma solo fino ad esaurimento delle risorse. Ciò significa che, essendo lo stanziamento insufficiente rispetto alla prevedibile mole di domande, c’è ragione di temere che molti lavoratori che avranno già incassato l’anticipo, non ricevendo poi l’erogazione della Cig, saranno chiamati dalla banca a restituirlo e senza potere chiudere quel conto prima di sette mesi, con l’aggravante che se non potranno ridare i soldi dovranno farlo al loro posto i rispettivi datori di lavoro”. Infine, i consulenti del lavoro di Palermo sono fortemente impegnati sulla vertenza di “25mila artigiani siciliani che, da non iscritti agli enti bilaterali, non possono richiedere la Cig in deroga per sé e per i propri collaboratori, essendo l’adesione ai fondi bilaterali un requisito obbligatorio per accedere all’ammortizzatore sociale”. “La beffa – sottolinea Alessi – è che in questo momento di grave mancanza di liquidità, per usufruire dell’ammortizzatore sociale per sole 9 settimane, l’artigiano ha l’obbligo di iscriversi all’ente e di versare 36 mesi di contribuzioni retroattive che danno diritto a 20 settimane di Cig. Solo che i piccolissimi imprenditori non hanno materialmente come pagare queste ingenti somme, pari in media a 700 euro a lavoratore, neanche in 20 rate mensili come proposto ora dagli enti. Noi chiediamo – conclude Antonino Alessi – un intervento normativo che consenta solo in questa fase di rendere subito disponibili le somme ai lavoratori al di fuori del meccanismo della Cig in deroga, limitando il ruolo dei fondi bilaterali a meri ufficiali pagatori senza l’obbligo per questi artigiani di restare iscritti dopo l’emergenza”. 

     

    Ordine Consulenti del lavoro di Palermo

     

     

    La Sezione “Parliamone Insieme” è riservata a quanti hanno da dire qualcosa apponendo la propria firma agli scritti inviati alla Redazione. La Redazione controlla soltanto che non vi sia un linguaggio scurrile e offensivo. Chi si firma è responsabile del suo operato e solleva la Redazione da ogni responsabilità.

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    "Non aver applicato in Sicilia il nostro Statuto speciale è causa, tutt'oggi, di insormontabili difficoltà economiche e mancate occasioni statutosiciliadi sviluppo per la nostra terra. Il riconoscimento delle accise dei prodotti petroliferi e la piena attuazione degli articoli 36, 37 e 38 assicurerebbe la permanenza nelle casse della Regione di somme fino a 5 miliardi di euro l'anno". A sostenerlo è la deputazione regionale del Movimento 5 Stelle, secondo cui "è questo il momento di riprendere e portare avanti lo schema di norme di attuazione dello Statuto predisposto dagli uffici regionali (delibera di Giunta 197/2018), perché non c'è dubbio che questo stato di emergenza pandemico comporterà inevitabilmente un maggiore deficit finanziario per la Regione e prolungherà il disavanzo nel tempo, pregiudicando in maniera definitiva ed irrimediabile le future generazioni". Sulle questioni economico-finanziarie sono state presentate due mozioni all'Ars. “La vera e fondamentale partita per la sopravvivenza della Sicilia è quella che si gioca a Roma negli accordi da stipulare con lo Stato per l'attuazione dello Statuto regionale, poiché assicurerebbe la permanenza nelle nostre casse di somme fino a 5 miliardi di euro l'anno. Il  premier Conte e il presidente Musumeci pianifichino un'attività con tempi contingentati che diano al parlamento la possibilità di approvare bilancio e finanziaria per poter salvare la Sicilia da una situazione che oggi appare veramente critica", conclude la deputazione M5S.

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    “I voli da e per la Sicilia costano troppo? La soluzione c’è ed è a portata di mano. Anziché chiedere l’elemosina a Roma, il presidentevoli sicilia 299x166 Musumeci dovrebbe pretendere l’applicazione dell’articolo 22 dello statuto siciliano e partecipare così con un proprio rappresentante alla ‘formazione delle tariffe ferroviarie dello Stato ed alla istituzione e regolamentazione dei servizi nazionali di comunicazioni e trasporti, terrestri, marittimi ed aerei, che possano comunque interessare la Regione’. Ecco cosa prevede la norma, mai applicata”. A ricordarlo i deputati regionali del Movimento 5 Stelle, intervenendo su un tema, quello dei rincari aerei per i cittadini siciliani, che si ripropone ad ogni festività e che ha effetti non solo sui passeggeri ma pure sulle merci. “Invece – proseguono - all’interno dell'Enac, che già non dovrebbe avere competenze sulla Sicilia, non c’è neanche un rappresentante che tuteli e faccia sentire la voce della nostra Regione. Il risultato è sotto gli occhi di tutti, con numeri, dati e tariffe da vergogna. Forse è più facile fare la passerella a Pontida e inneggiare al regionalismo differenziato, anziché applicare il nostro statuto. La norma richiamata, tra l’altro, si concilia perfettamente con il Trattato sul funzionamento dell'Unione Europea, che riconosce i diritti dell'insularità, e con la conseguente risoluzione del Parlamento europeo che, però, non ha avuto sinora alcun seguito. Leggere i post di Armao o le dichiarazioni di Falcone o notare l’atteggiamento supino di Musumeci nei confronti del governo centrale ci convince sempre di più che se non si cambia registro per la Sicilia le possibilità di uscita da questo tunnel è molto lontana”.

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    La giunta di governo ha approvato su proposta dell’assessorato regionale della Salute la stipula della nuova convenzione con Immagine Oasi 6l'IRCCS “Oasi Maria SS.” di Troina. Una rinnovata fiducia da parte della Regione Siciliana nei confronti dell’Irccs “Oasi di Troina, Ospedale classificato specializzato con una lunga esperienza nel campo della disabilità intellettiva.  Il rinnovo dell’accordo coprirà per la prima volta un arco temporale di dieci anni. La nuova convenzione di fatto supera i pregressi accordi di durata triennale, e si pone come scadenza il 31 dicembre del 2029 con un stanziamento  complessivo di 38 milioni e 275 mila euro all’anno. Diversi gli elementi di novità che vanno dall’aumento delle risorse finanziarie all’aspetto tecnico-gestionale. Il budget complessivo su base annua è stato infatti incrementato rispetto agli accordi convenzionali antecedenti. L’assessorato della Salute ha aumentato il contributo annuale di circa 5 milioni e 275 mila euro rispetto a prima per effetto sia delle cosiddette Funzioni non Tariffabili per prestazioni socio-sanitarie, sia perché l’Oasi ha avviato dallo scorso anno un percorso di didattica universitaria, grazie alla collaborazione con l’Università degli Studi di Catania, che ha portato all’attivazione di una sede accademica nell’istituto di ricerca di Troina con un corso di laurea triennale in Terapia Occupazionale. Per quanto riguarda l’aspetto tecnico-gestionale, il nuovo accordo convenzionale prevede la nomina di un Direttore Generale in conformità a quanto previsto dallo Statuto aziendale dell’Oasi e d’intesa con l’assessorato regionale della Salute. Inoltre, l’Istituto Oasi, sulla base di una condivisione della propria “Mission” e finalità aziendale, dovrà avviare forme di collaborazione con gli altri due Irccs dell’isola.  Adesso, si attende un ultimo tassello, ovvero il riconoscimento delle Funzioni Assistenziali da parte dell’Assessorato Regionale alla Famiglia e per le quali si attende il passaggio nell’aula dell’Assemblea Regionale con relativo stanziamento di ulteriori risorse. Con questo provvedimento si esprime chiaro riconoscimento e apprezzamento  per l’attività svolta dall' IRCCS “Oasi Maria SS.” di Troina sul piano diagnostico, terapeutico, riabilitativo ed educativo a favore dei disabili e traccia un nuovo percorso per un istituto che genera più di 5000 ricoveri l’anno su 352 posti letto, 100 mila  giornate di  degenza, impegnando  oltre  700   persone  che  prestano  quotidianamente  la  propria  professionalità. 

    Don Silvio Rotondo, presidente dell’Irccs Oasi di Troina esprime soddisfazione e gioia per l’approvazione della nuova Convenzione. “Ringraziamo il Signore per i benefici nuovi e grandi che sono in questa Convenzione. Ringrazio di cuore chi ha curato, dal nostro interno, la stesura della Convenzione, quanti ci  hanno sostenuto a Palermo e quanti, in  maniera nascosta con la preghiera e con la parola adatta, hanno fatto si che questo segno arrivasse in questi giorni particolari per noi, essendo vicino il 2° anniversario della morte di padre Ferlauto, fondatore dell’Oasi. È stata approvata la Convenzione senza la parte riguardante le funzioni assistenziali, per le quali, speriamo in questi giorni, l’Assemblea Regionale deliberi a nostro favore quanto convenuto grazie agli impegni già espressi a parole nei nostri confronti. Ci auguriamo che l’Assessorato alla Famiglia sostenga in pienezza il concretizzarsi di questa parte della Convenzione ancora necessaria allo sviluppo della nostra Opera.

    Per tutti coloro che hanno in cuor loro o pubblicamente espresso ironia o attacco alla nostra proposta annunziata alla fine dell’anno scorso, i fatti ci hanno dato ragione; chiedo a tutti una maggiore fiducia nei confronti della Dirigenza di questo Istituto”.

    Per il presidente della Regione, On. Nello Musumeci, “anche per l’Oasi Maria Santissima di Troina immaginiamo una capacità progettuale e di azione a lunga scadenza. In particolare, grazie alle collaborazioni con le altre Aziende e con l’Università sarà in grado di esercitare una programmazione ancora più efficace nel territorio della Sicilia centrale, divenendo al tempo stesso più attrattiva anche per altre aree dell’Isola”.

    Per l’assessore alla Salute, Ruggero Razza “l’Oasi è un’eccellenza che va custodita e rafforzata per questo – dice – abbiamo voluto raccogliere l’input del presidente Musumeci che ha chiesto di definire un orizzonte più ampio a partire proprio dalla convenzione. Anche in questo ambito si stanno costruendo le condizioni per raggiungere, nel tempo, una situazione al passo con i tempi”.

    Per Elena Pagana, deputata M5S  all’ARS, “la notizia della convenzione, a pochi giorni dall’anniversario della scomparsa di Padre Ferlauto, emoziona in modo diverso. Bastano le lacrime di gioia e le telefonate con le urla di felicità per raccontare quanto straordinaria sia stata l’approvazione dello schema della Convenzione tra l’Oasi Maria Santissima e l’Assessorato per la Salute nell’ultima giunta regionale. La convenzione mi ha fatto tornare in mente tutte le battaglie dei lavoratori, anima della struttura. La solidarietà e lo sforzo dei troinesi, sempre comprensivi con chi vi presta servizio fino a scendere in piazza qualche anno fa. Le preoccupazioni delle famiglie, tante quante le loro speranze.  Grazie alle istituzioni coinvolte per il lavoro svolto e per la determinazione nell’aver voluto scrivere questa piccola, grande, storia e grazie per la discrezione mantenuta, vero segno di rispetto nei confronti di tutti”.

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    Un evento senza precedenti per l’IRCCS Oasi Maria SS. di Troina che stamani ha controfirmato per mano del rappresentante convenzione Don SilvioRotondolegale dell’Istituto, Don Silvio Rotondo, il nuovo accordo convenzionale con l’Assessorato Regionale alla Salute. La nuova convenzione per la prima volta supera i pregressi accordi di durata triennale, e si pone un nuovo orizzonte temporale di dieci anni. La prima convenzione risale al 1990 e poi di volta in volta proroghe triennali.

    Da quest’anno, invece, per rispondere alle nuove sfide che l’Istituto affronta, definire il suo chiaro riconoscimento per l’attività sanitaria, scientifica e sociale nel campo della Disabilità Intellettiva e dell’Involuzione Cerebrale e soprattutto per consolidare il suo percorso finalizzato a rafforzare e qualificare i servizi e le tecnologie a favore degli utenti, la Regione Siciliana, su proposta dell’Assessorato Regionale alla Salute, ha voluto stipulare il nuovo accordo convenzionale di durata decennale.

    Inoltre, nel nuovo accordo convenzionale, l’aumento del budget per uno stanziamento complessivo annuale di 38 milioni e 275 mila, ciò per effetto sia delle cosiddette Funzioni non Tariffabili per prestazioni socio-sanitarie, sia perché l’Oasi ha avviato un corso di laurea triennale in Terapia Occupazionale in collaborazione con l’Università degli Studi di Catania. L’Irccs Oasi contestualmente si impegna per la nomina di un Direttore Generale e a rafforzare le collaborazioni con altri Istituti e Università.

    Per padre Silvio Rotondo, presidente dell’Irccs Oasi, “il nuovo e storico accordo convenzionale è una chiara testimonianza, un riconoscimento e un apprezzamento per l’attività svolta dal nostro Istituto. Rappresenta un grande traguardo, che ci consente adesso e in maniera più serena di rilanciare il nostro Centro e raggiungere nuove mete, lavorando in sinergia e perseguendo obiettivi nuovi.

    Voglio esprimere la mia gratitudine, unitamente a quella delle volontarie e di tutto il personale dell’Oasi, al presidente della Regione Siciliana, On. Nello Musumeci, all’assessore Regionale alla Salute, On. Ruggero Razza, i quali hanno mantenuto gli impegni presi anche per la sottoscrizione della convenzione entro il mese corrente.

    Voglio anche ringraziare tutto coloro che a vario titolo, dal personale interno al nostro Istituto ai referenti tecnici dell’assessorato alla Salute, hanno contribuito per questo importante risultato. Infine, voglio esprimere un sincero e fattivo ringraziamento all’On. Elena Pagana per il suo costante e silenzioso impegno in questo percorso per noi assolutamente straordinario e che oggi si finalizza. La coincidenza vuole inoltre, che la firma è stata apposta nel giorno di San Giovanni Bosco a cui il nostro fondatore, Padre Luigi Ferlauto, era molto devoto”.


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    Nell’anno più travagliato del settore turistico italiano la Sicilia riparte da vacanze in sicurezza e riscoperta del territorio. Strade,thumbnail Isola Bella Taormina aeroporti, stazioni, tornano ad essere affollati. E’ un via vai di visi coperti da mascherine tra le più strane. Colorate, disegnate, chirurgiche, personalizzate. Il tutto, nella drammaticità del momento, aggiunge un po’ di coreografia a questa gran voglia di vivere, di tornare alla normalità, abbracciandosi e stringendosi la mano. Il tema più ricorrente, la grande crisi che si prospetta, ma già al primo caldo sole non si può fare a meno di parlare delle prossime vacanze. Dentro le mura, fuori porta, al mare, in montagna e con quali mezzi di trasporto? Ognuno in cuor suo sogna di rilassarsi in una calda spiaggia libera o in un sentiero di montagna, alla ricerca della serenità perduta e per dimenticare pandemia e segregazione. Tra mille difficoltà che si presentano a chi di solito preferisce andare all’estero, si pensa sempre più di restare nel nostro paese. E quale migliore occasione per recarsi la dove le spiagge sono pronte ad accogliere senza limiti, essendo ampie e lunghe, e circondate da città d’arte e di buona cucina. La Sicilia è pronta ad accogliere quanti vorranno visitare l’isola. Con la sua proverbiale accoglienza e con le sue bellezze. In assoluta sicurezza. Un bassissimo tasso di contagio pone la Sicilia tra le regioni meno colpite dal Coronavirus e nonostante ciò gli operatori si sono adeguati, a garanzia dei visitatori, alle normative emanate dal Governo nazionale e regionale. L'estate 2020 sarà dunque stagione in cui riprenderemo confidenza progressivamente con ritmi più abituali tentando ti dimenticare questi mesi di tempo sospeso e lasciandoci trasportare dal piacere della scoperta di luoghi storie e tradizioni. Dalle località balneari ai siti storici delle città d'arte piccoli borghi, c'è voglia di ripartire e soprattutto  voglia di promuovere e valorizzare il territorio siciliano attraverso formule innovative e coinvolgenti come l'iniziativa promossa dalla Pro Loco di Caltanissetta, dalla uno@uno e dal Distretto Turistico Valle dei Templi dal titolo Taste&Win che grazie ad una rete di comuni, alberghi, B&B e Sicily By Car mette in palio 32 soggiorni assolutamente gratuiti frutto della voglia di ricominciare del desiderio di ospitalità di località tra le quali Palermo i magnifici Borghi dell'entroterra fino ad Agrigento una delle capitali del turismo siciliano che quest'anno celebra i 2600 anni dalla fondazione. Oltre alla collaborazione dei Comuni per l'iniziativa di Taste&Win fondamentale si è rivelata finora l'adesione delle numerose strutture ricettive che hanno messo a disposizione i soggiorni premio per i vincitori.

  • In provincia di Agrigento venerdì 31 ottobre in aperta campagna, un ricercatore della squadra del progetto Life ConRaSi ha aquilabonellirecuperato la carcassa di una giovane aquila di Bonelli, uccisa con un’arma da fuoco. Il rapace, trasferito all’Istituto Zooprofilattico di Palermo, è stato sottoposto a radiografia, che ha rivelato la causa del decesso: non meno di 60 pallini di piombo sparati da un fucile (immagine in cartellina multimediale).Il ritrovamento è stato possibile grazie al trasmettitore satellitare GPS/GSM che l’aquila indossava dal giorno del suo involo dal nido, avvenuto nella primavera del 2017. Da allora il rapace, che era stato chiamato Rocco, era costantemente monitorato e i sui tracciati satellitari venivano scaricati ogni giorno. L’operatore incaricato di controllare i dati trasmessi dal satellite delle oltre 20 aquile di Bonelli monitorate in Sicilia dal progetto Life ConRaSi, insospettito dall’anomala immobilità del rapace, ha raggiunto l’area da cui proveniva il segnale GPS, dove ha trovato la carcassa alla base di un gruppo di alberi. L’analisi dei dati del trasmettitore recuperato ha consentito poi di accertare l’esatta data del decesso. L’aquila in circa 3 mesi aveva percorso circa 20.000 chilometri, spostandosi principalmente nella porzione centro settentrionale e meridionale dell’isola, dove ormai si stava stabilendo. Prossima alla maturità sessuale, l’aquila Rocco avrebbe presto fornito dati preziosi per l’approfondimento della biologia ed etologia della popolazione siciliana delle specie, oggi fortemente minacciata.

    Quest’uccisione si aggiunge a quella del settembre 2018 di un’altra aquila di Bonelli di appena 5 mesi in provincia di Trapani, a quella dell’avvoltoio capovaccaio abbattuto nell’estate 2018 sempre a Trapani e infine l’Aquila di Bonelli abbattuta nel 2017 presso Licata (AG). È degno di nota che queste informazioni sono relative soltanto ad animali monitorati attraverso telemetria satellitare, e questo fa sospettare che il bilancio reale (ossia relativo ad animali non marcati e quindi non rilevabili) possa essere ben più grave. Infine risale ad appena un mese fa l’uccisione in provincia di Nuoro in Sardegna, con arma da fuoco, dell’aquila di Bonelli Tepilora, liberata nell’ambito del progetto Life Aquila a-Life. Senza alcun dubbio si tratta di atti dolosi, perché questi rapaci sono inconfondibili e quindi non confondibili con specie cacciabili. Data la rarità in Italia di queste specie (aquila di Bonelli e capovaccaio), la perdita di giovani individui dovuta al bracconaggio è un fatto gravissimo, che rischia di vanificare gli sforzi che si stanno mettendo in atto per conservare le popolazioni italiane di questi rapaci. Sia in Sicilia che in Sardegna diversi soggetti pubblici e privati, con un consistente supporto finanziario della UE per l’attuazione delle sue politiche in materia ambientale, stanno lavorando incessantemente a questo scopo, e la morte non accidentale di ogni individuo rappresenta non solo un problema di conservazione ma anche un danno economico a carico delle finanze pubbliche. Il WWF, capofila del progetto Life ConRaSi, in queste ore sta predisponendo un esposto, mettendo a disposizione degli investigatori i dati registrati nelle ultime ore di vita dell’aquila e provenienti dal suo trasmettitore, al fine di assicurare alla giustizia chi si è reso autore di un reato così grave. Inoltre, se possibile, rafforzerà i suoi servizi di sorveglianza mirati alla tutela delle specie minacciate e garantiti sul territorio dalle proprie guardie volontarie.

    Il WWF SICILIA

     

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