DEDALOMULTIMEDIA
21-09-20

polizia di stato

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    Nel pomeriggio di ieri, gli uomini della Squadra Mobile della Questura di Enna hanno dato seguito all’ordine di GVENETADZE Ivane classe 1982esecuzione per espiazione di pena detentiva in regime di carcerazione, emesso dall’Ufficio Esecuzioni Penali della Procura della Repubblica presso il Tribunale Ordinario di Milano, nei confronti di GVENETADZE Ivane, georgiano, classe 1983, riconosciuto responsabile ai sensi dell’Art. 187 co. 8 del Codice della strada (guida in stato di alterazione psico-fisica per uso di sostanze stupefacenti), concernenti fatti del 2016, e per questo condannato alla pena di mesi 10 di reclusione e alla ammenda di 2000 euro, mentre, contestualmente, gli uomini dell’Ufficio Immigrazione della medesima Questura hanno proceduto all’espulsione di un altro georgiano, classe 1997 ai sensi dell’art. 13 del D.lgs. 286/98 per essersi trattenuto nel territorio dello Stato in violazione della normativa in materia di immigrazione.

    In particolare, lo GVENETADZE e il connazionale, si aggiravano a piedi, con fare sospetto, nei pressi del parcheggio di un noto supermercato di Enna Bassa.

    Così, i poliziotti della Squadra Mobile, Sezione contro la Criminalità diffusa, in servizio di pattugliamento, si avvicinavano ai due uomini per identificarli. Il primo esibiva subito un passaporto mentre l’altro risultava sprovvisto di qualsiasi documento identificativo.

    Ulteriormente insospettiti, i poliziotti procedevano ad una rapida perquisizione sul posto nei loro confronti e subito venivano colpiti dalla presenza, addosso a uno dei due, di uno strano arnese da lavoro, anche noto come “chiave a bussola”.

    Alla domanda degli investigatori sulle ragioni per cui i due uomini si trovassero in quel parcheggio del supermercato, questi rispondevano «per raccogliere le olive», sostenendo di svolgere tale attività nelle campagne circostanti.

    A quel punto i due georgiani venivano accompagnati in Questura, al fine di verificare l’identità dell’uomo sprovvisto di documenti tramite i rilievi dattiloscopici che, per scrupolo, venivano effettuati su entrambi.

    Mentre veniva accertata l’identità del più giovane, e riscontrata la sua irregolarità rispetto alle leggi riguardanti l’immigrazione, circa il georgiano più anziano, lo GVENETADZE, i poliziotti della Squadra Mobile, con la collaborazione della Polizia Scientifica si ritrovavano davanti a una serie di risultanze diverse, in quante le sue impronte digitali risultavano riconducibili a più individui con nomi diversi ma con date di nascita simili, nonostante l’esibizione di un passaporto apparentemente regolare.

    Solo così i poliziotti si rendevano conto che sul soggetto, avente diversi precedenti di polizia, pendeva un ordine di esecuzione, per pena definitiva, emesso dal Tribunale di Milano nell’ottobre di questo anno, e pertanto procedevano all’immediato arresto.

    Così, ultimati gli adempimenti di rito, i poliziotti lo accompagnavano presso la casa circondariale di Enna per la pena definitiva di 10 mesi di reclusione.

    Invece, il connazionale veniva espulso con provvedimento del Prefetto di Enna.

  • denaroAgenti della Squadra Mobile della Questura di Enna e del Commissariato di P.S. di Piazza Armerina hanno tratto in arresto due persone - P.D. di Barrafranca di anni 50 e P.G. di origine ennese di anni 75 - per ricettazione, detenzione e porto di arma clandestina e possesso di banconote false.

    Nel pomeriggio di martedì 3 marzo 2020, gli investigatori hanno effettuato un servizio di controllo alla stazione degli autobus in partenza dalla provincia ennese. I poliziotti, riconoscevano il pluripregiudicato barrese e, fingendosi passeggeri, decidevano di seguirlo a bordo dello stesso autobus diretto a Catania. L’uomo non si accorgeva del pedinamento; appena sceso dal pullman, si avvicinava a un’altra persona che gli consegnava una busta. Gli Agenti, a quel punto, intervenivano immediatamente al fine di verificarne il contenuto, trovando all’interno un revolver e delle munizioni.

    Nessuno dei due soggetti giustificava lo scambio e il possesso illegale dell’arma, anzi negavano decisamente l’evidenza e cosa ci fosse dentro l’involucro. Tale atteggiamento, però, confermava la piena responsabilità di entrambi, stante che non sapevano di essere stati costantemente seguiti e monitorati in ogni momento dagli inquirenti.

    Dopo le formalità di rito, gli Agenti della Squadra Mobile di Enna e del Commissariato di P.S. di Piazza Armerina, con il supporto della Squadra Mobile di Catania, dichiaravano in stato di arresto i due soggetti per ricettazione, detenzione e porto di arma clandestina completa di relativo munizionamento. Nel corso della relativa perquisizione, i due venivano trovati in possesso di banconote false, tutte con lo stesso numero seriale.

    Al termine delle verifiche effettuate dalla Polizia Scientifica sull’identità degli arrestati e sulla caratteristica dell’arma, su disposizione dell’Autorità Giudiziaria etnea, i due uomini venivano associati presso la Casa Circondariale di piazza Lanza di Catania.

    La Polizia di Stato ennese, grazie al continuo e costante controllo del territorio e alla conoscenza dei pregiudicati, ha assicurato alla giustizia due pericolosi criminali, scongiurando altri fatti di reato potenzialmente più gravi, considerata la compra-vendita di un’arma dalle spiccate potenzialità offensive.

    Sono in corso verifiche per acclarare la provenienza dell’arma e sui motivi della cessione, oltre che per appurare ulteriori responsabilità penali da parte di terzi.

  • Nella nottata di ieri, la Polizia di Stato ha provveduto a dare esecuzione di Ordinanza Applicativa della Custodia Cautelare emessa Gaglianodal G.I.P. del Tribunale di Enna, giusta richiesta della Procura della Repubblica di Enna - coordinata brillantemente dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Enna - nelle persone del Sig. Procuratore dott. Massimo Palmeri e del Sost. Proc. dott. Orazio Longo – ed ad arrestare un altro soggetto coinvolto nell’Operazione “Retiarius” GAGLIANO Massimo, classe ‘98, indagato anch’egli per reati inerenti la detenzione e lo spaccio di sostanze stupefacenti.

    In particolare, si rammenta che l’attività investigativa svolta dai poliziotti della Squadra Mobile di Enna e dal Commissariato di P.S. di Piazza Armerina consentiva di accertare una ramificata ed attiva rete di soggetti, che, tra la fine del 2016 ed il primo semestre del 2017, operava tra Piazza Armerina, i centri limitrofi e la provincia di Catania, dedicandosi all’acquisto, al trasporto, alla detenzione ed alla commercializzazione di ingenti quantitativi di sostanze stupefacenti del tipo marijuana, hascisc e cocaina. L’indagine si è protratta per circa 9 mesi, periodo in cui sono stati effettuati numerosi arresti per tentare di disarticolare i vari gruppi di spacciatori e “interrompere” i canali di approvvigionamento dello stupefacente che giungeva nel “florido mercato illecito” di Piazza Armerina, acquisendo per alcuni indagati, peraltro, ulteriori riscontri della prosecuzione della loro attività illecita fino alla scorsa primavera.

    L’indagine in argomento traeva origine da una preliminare attività di controllo condotta sul territorio, durante la quale si aveva modo registrare un incremento della diffusione di sostanze stupefacenti nel centro armerino ed in quello di Valguarnera Caropepe, ove venivano individuati e controllati diversi giovani, anche minorenni trovati in possesso di droghe di vario tipo.

    La consequenziale attività info – investigativa, consentiva, quindi, di individuare i principali “spacciatori” di dette sostanze fra i soggetti oggi destinatari della misura cautelare ed altri già noti poiché più volte arrestati, anche in flagranza di reato, per delitti connessi al traffico di stupefacenti. Veniva pertanto avviata una articolata attività di indagine – con intercettazioni telefoniche e tra presenti nonché attività di osservazione anche con video sorveglianza - attraverso i quali si faceva luce sullo spaccio di sostanze stupefacenti nella città armerina. Dalle indagini emergeva come gli indagati pianificassero logisticamente le operazioni di approvvigionamento dello stupefacente; ne curassero dettagliatamente il trasporto; ne destinassero l’utilizzo attraverso l’attività di spaccio al dettaglio; il volume d’affari ragguardevole era tale da consentire ai vari indagati di sostenersi e di mantenere un buon tenore di vita.

    Il P.M. titolare delle indagini, in particolare il Pubblico Ministero presso il Tribunale di Enna, valutati gli esiti dell’attività investigativa – esplicata, si ripete, anche con operazioni tecniche di video sorveglianza e di intercettazione, che hanno portato a numerosi arresti in flagranza, sequestri di sostanza stupefacente del tipo marijuana, hascisc e cocaina e a contestazioni agli acquirenti per uso personale di stupefacenti, avanzava al G.I.P. richiesta di Ordinanza Applicativa della Custodia Cautelare, che veniva accolta, con conseguente emissione di misure cautelari custodiali a carico dei vari indagati1, fra cui il soggetto stanotte catturato:

    1. Arresti Domiciliari:

    1. GAGLIANO Massimo, nato a Piazza Armerina, classe 1998; indagato per vari episodi di detenzione ai fini di spaccio;

    Indagato a vario titolo,

    in ordine al delitto previsto e punito dall’art. 81 cpv. c.p. e 73 c. 4 D.P.R. 9 ottobre 1990 nr. 309 (nella formulazione ante L. 49/06 per effetto della sentenza Corte Costituzionale 32/2014), perché, con più azioni esecutive del medesimo disegno criminoso, senza l’autorizzazione di cui all’art. 17 e fuori dalle ipotesi previste dall'art. 75 della stessa legge, deteneva ai fini di spaccio grammi 4,00 (quattro) di sostanza stupefacente tipo marijuana e un quantitativo non meglio individuato.

    Fatti commessi in Piazza Armerina (EN) tra Febbraio 2017 e Aprile 2017.

    La notte del 23 luglio si dava corso all’esecuzione delle misure cautelari a carico di venticinque soggetti2, mentre il GAGLIANO, parimenti destinatario di provvedimento restrittivo, non veniva rintracciato presso la sua abitazione, sita in Piazza Armerina.

    La scorsa notte, il GAGLIANO veniva rintracciato ed arrestato dalla Polizia di Stato – ed in particolare dagli uomini della Squadra Mobile e del Commissariato di P.S. di Piazza Armerina, con la collaborazione della Polizia di Frontiera presso lo Scalo Aeroportuale di Palermo - presso l’Aeroporto di Palermo Falcone e Borsellino, dove faceva rientro in Italia con un volo proveniente dalla Grecia, Stato estero dove si era recato in precedenza.

    L’arrestato, dopo gli adempimenti di rito, veniva collocato agli arresti domiciliari, come disposto dall’Ordinanza emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari di Enna.

     

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    La ricorrenza del 25 maggio, giornata internazionale per i bambini scomparsi è l’occasione per informare e sensibilizzare Minori scomparsiulteriormente l’opinione pubblica sul tragico fenomeno, garantire che nessun minore scomparso venga dimenticato e far sì che non vengano mai interrotte le ricerche. Per questo la Direzione Centrale Anticrimine della Polizia di Stato ha sposato una campagna di sensibilizzazione sul fenomeno dei minori scomparsi volta a promuovere, sensibilizzare, e incentivare una fattiva collaborazione dei soggetti direttamente interessati al fenomeno e a sollecitare tutte le persone alla “cittadinanza attiva e a comportamenti virtuosi”, per dare un messaggio di speranza a tutte le famiglie che vivono il dramma della scomparsa di un proprio caro. In Italia già dal 2007 è stata istituita la figura del Commissario straordinario del Governo per le persone scomparse con compiti di coordinamento strategico e di monitoraggio del fenomeno, di raccordo con gli organismi internazionali, di analisi dei dati che riguardano le informazioni sulle persone scomparse, dei i rapporti con i familiari e con le associazioni più rappresentative a livello nazionale che, sotto diversi profili, sono impegnate in tale ambito.

    Presso le Questure esistono degli Uffici specialistici dedicati ai minori: gli Uffici Minori delle Divisioni Anticrimine, che ha funzioni essenzialmente preventive e di pronto soccorso per il nucleo familiare in difficoltà e le Sezioni specializzate nelle indagini concernenti lo sfruttamento deiminori presso le Squadre Mobili.

    A livello centrale, dal 15 marzo 2000, la Polizia di Stato collabora con l’Icmec (International Center for Missing and Exploited Children) e gestisce il sito italiano per i bambini scomparsi.

    C’è un’app, Youpol, attiva per ricevere segnalazioni di bullismo, spaccio di droga e reati di violenza domestica. Attraverso l’App è possibile chiamare direttamente il 112 oppure trasmettere in tempo reale messaggi (anche multimediali) agli operatori della Polizia di Stato. Le segnalazioni, automaticamente georeferenziate, vengono ricevute dalle Sale Operative delle Questure. Per chi non volesse fornire i propri dati, è prevista la possibilità di fare segnalazioni in forma anonima.

    Quando scompare un minore le situazioni da affrontare sono diverse: fughe da casa di adolescenti, sottrazioni di bambini da parte di un genitore, minori stranieri che si allontanano dagli istituti di accoglienza e casi più gravi di pericolo. Tutte queste criticità, qualunque siano le circostanze, devono essere gestite senza ritardo e senza tralasciare nessuna possibilità di ricerca.

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    La Direzione Centrale delle Risorse Umane del Dipartimento della Pubblica Sicurezza ha assegnato alla Questura di Enna, a rinforzoagenti polstato dell’organico,12 agenti della Polizia di Stato provenienti da altre sedi, che vantano variegate esperienze operative.

    Si tratta dell’Assistente Capo Ragusa Dario, dell’Assistente Sanalitro Paolo e degli agenti scelti Gnoffo Salvatore, Volpe Gianmarco, Pidone Francesco, Genco Simone, Pirrone Roberto,Bruno Francesco, Bannò Mario, La Marca Massimo, Riggio Francesco, La Paglia Davide e Mulè Andrea.

    Tale personale, giunto in questa sede in giorni differenziati per osservare le misure governative volte al rispetto del distanziamento sociale e per il generale contenimento dell’epidemia, è stato accolto dal Questore di Enna, dr. Corrado Basile, che ha dato loro il benvenutonella nuova sede di servizio. Il Questore ha voluto soffermarsi sull’importanza delle attività che i nuovi Agenti si apprestano a fornire alla collettività confidando nel rinnovato entusiasmo che accompagna una nuova esperienza professionale.

    L’auspicio più sentito per i nuovi poliziotti è quello di intraprendere l’incariconella provincia di Enna nel solco della consolidata esperienza di collaborazione con i cittadini.

    I nuovi Agenti sono stati assegnati presso le diverse articolazioni interne della Questura e dei Commissariati, potenziando particolarmente il servizio di controllo del territorio.

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    Si tratta di 20 tute classificate "Dispositivi di Protezione Individuale di III categoria",  di progettazione complessa  per  salvaguardare poliziastato logogli operatori da rischi per la sicurezza e la salute. Le tute sono state consegnate al Dipartimento di Prevenzione.

    Sono state donate anche 200 mascherine e 200 guanti per gli operatori del Centro Trasfusionale, 200 mascherine e 200 guanti per il Pronto Soccorso, 200 mascherine e 200 guanti agli operatori del 118 di Enna e, inoltre, pigiami per i pazienti, donati con il contributo personale dei poliziotti della Polizia di Stato dell'intera provincia di Enna, con la partecipazione della ditta Safety e Protection, Work Wear, di Giuseppe Palmisano, con sede a Gagliano Castelferrato. 
    La Direzione dell'ASP ringrazia la Polizia di Stato, in tutte le sue articolazioni, e la ditta di Giuseppe Palmisano per la generosità mostrata verso pazienti e operatori, impegnati strenuamente nell'emergenza sanitaria legata alla diffusione del COVID19.

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    L’attività di indagine ha permesso di far luce sull’esistenza di collegamenti tra la formazione criminale “Cosa Nostra” poliziadella famiglia di Enna e le organizzazioni mafiose riconducibili ai clan “Cappello-Bonaccorsi” e “Santapaola-Ercolano” attive nel catanese e nei paesi etnei.

    Dal complesso delle attività investigative, svolte dalla Sezione Criminalità Organizzata e Straniera della Squadra Mobile di Enna, finalizzate a reperire elementi di riscontro in ordine all’attività di ricostituzione degli assetti delle “famiglie” mafiose attive nel territorio provinciale, emergeva come il prevalente interesse di “cosa nostra” ennese era rivolto alle attività estorsive ai danni di imprenditori. Le indagini esperite permettevano quindi di appurare come le “tecniche” estorsive utilizzate dall’organizzazione mafiosa permanevano quelle di un tempo: la c.d. “messa a posto” perpetrata ai danni di imprenditori tramite la corresponsione di ingenti somme di denaro.

    Le attività investigative, disposte e dirette dalla Procura della Repubblica – Direzione Distrettuale Antimafia – presso il Tribunale di Caltanissetta, sin dalle prime battute confermavano gli esiti di precedenti indagini circa i rapporti tra le associazioni criminali di Enna e le organizzazioni criminali del catanese.

    Specificatamente, le attività venivano avviate, monitorando l’ennese LA DELIA Salvatore. Fin da subito venivano registrati, tra l’altro, significativi suoi contatti telefonici ed un imprenditore ennese, Amministratore Unico della ditta, assegnataria di lavori in subappalto, per lo scavo e la messa in opera della fibra ottica, tra l’altro nei Comuni di Noto (SR), Palazzolo Acreide (SR), Augusta (SR), in alcuni vasti quartieri di Catania e, di recente, a Santa Maria di Licodia (CT).

    Risultava, pertanto, come la presenza del LA DELIA Salvatore assicurava all’imprenditore la “necessaria copertura” per potere eseguire in “tutta tranquillità” i lavori in quei territori laddove gli appaltatori sono storicamente soggetti a richieste estorsive da parte delle “famiglie” mafiose sia locali sia da quelle della limitrofa provincia di Catania.

    Il LA DELIA, pertanto, a partire dal mese di ottobre del 2016 esercitava il ruolo di tramite con i referenti delle organizzazioni criminali mafiose del catanese.

    In un’altra fase dell’indagine, veniva individuato nel MAZZA Eduardo, uno dei referenti di “cosa nostra” nel comune di Enna, protagonista nella riscossione delle tangenti.

    Successivamente, a partire dall’estate 2017, la messa a posto e la protezione venivano concordate dal LA DELIA con MEDDA Antonio Salvatore, personaggio che opera per conto del sodalizio criminale “Santapaola-Ercolano”, gruppo attivo a Catania nella zona del Villaggio Sant’Agata.

    Poiché l’imprenditore tardava ancora a corrispondere la tangente, gli indagati prospettavano imminenti azioni violente nei confronti dello stesso.

    L’estorsione ai danni dell’imprenditore veniva bloccata soltanto grazie all’arresto degli indagati.

    Le indagini svolte dalla Squadra Mobile di Enna, attraverso le attività tecniche, compendiate da numerose e puntuali attività di riscontro, quali i servizi di osservazione sul territorio, hanno pertanto permesso all’A.G. competente, la Procura Distrettuale della Repubblica presso il Tribunale di Caltanissetta, di avanzare la misura cautelare a carico dei soggetti sopra indicati per i reati loro ascritti, richiesta accolta dal G.I.P. che emetteva ordinanza di custodia cautelare per tutti gli indagati.

    Attraverso l’organizzazione di una complessa operazione di polizia condotta dalla Squadra Mobile di Enna in perfetta sinergia con la Squadra Mobile di Catania, alle prime luci dell’alba del 9.03.2018 decine di poliziotti facevano irruzione nelle abitazioni dei destinatari del provvedimento di cattura emesso dalla Procura della Repubblica Distrettuale Antimafia di Caltanissetta. Dopo le perquisizioni delle abitazioni degli indagati, gli arrestati venivano condotti negli uffici della Squadra Mobile di Enna e, al termine degli adempimenti di rito, associati in diverse Case Circondariali dell’Isola, come disposto dall’A.G. procedente.

    Le catture erano state portate a termine nonostante le oggettive difficoltà - per parte di esse - di operare in un territorio diverso da quello di competenza degli investigatori della Squadra Mobile di Enna, grazie alla piena sinergia con i colleghi della Squadra Mobile di Catania.

    Poi, in data 22.05.2018, in seguito all’Ordinanza di Custodia Cautelare eseguita in data 9 marzo 2018 nell’ambito dell’operazione denominata “Capolinea” e successivamente alle dichiarazioni rese al P.M. dall’imprenditore, la Squadra Mobile di Enna identificava un ulteriore soggetto responsabile dell’estorsione in un noto boss catanese: SCALOGNA Filippo.

    In particolare, quando l’imprenditore ennese, sempre più “strozzato” dalle spese, fra i lavori e le precedenti estorsioni, risultava inadempiente al pagamento del “pizzo”, veniva pressato dagli uomini d’onore facenti capo a SCALOGNA, come monito per la vittima affinché capisse di non poter rimandare i pagamenti, perché di fronte al boss catanese non avrebbe potuto più tergiversare con i ulteriori ritardi.

    Fra l’altro, Scalogna si trovava già in carcere in quanto colpito da un ordine di carcerazione definitivo nel marzo 2018, essendo stato condannato ancora una volta per associazione mafiosa.

    Ieri, 06.02.2020, il Tribunale di Enna, in composizione collegiale, con rito abbreviato, ha condannato, ai sensi dell’ art. 416 bis e dell’art 629 c.p.:

    LA DELIA Salvatore a 15 anni e quattro mesi di reclusione;

    MAZZA Eduardo a 6 anni e otto mesi di reclusione;

    MEDDA Antonio Salvatore a 6 anni di reclusione;

    SCALOGNA Filippo a 8 anni di reclusione.

    Il Tribunale ha, inoltre, condannato in solido gli imputati al risarcimento del danno in favore della parte civile costituita, per la cui determinazione rimette le parti alla competenza del Giudice civile.

  • "Governo del cambiamento? Sulla sicurezza cambia poco o niente. Molti slogan, molte promesse ma i problemi della sicurezza, silpanche nella nostra città, sono e restano stessi rispetto a 14 mesi fa, quando si è insediato l'esecutivo Conte. Siamo senza contratto di lavoro da oltre 200 giorni e non ci sono risorse adeguate per correggere il riordino interno delle carriere. Una doppia penalizzazione per chi veste una divisa, destinato ad avere nei prossimi anni stipendi peggiori rispetto al passato. Per questo anche noi saremo a Roma il 25 luglio, davanti a Montecitorio, per far sentire la nostra voce". Così Marco Algeri, Segretario Provinciale SILP CGIL di Enna che spiega i motivi della protesta di domani a Roma dove i poliziotti si ritroveranno a manifestare.

    "Per quel che riguarda la riforma dei ruoli e delle qualifiche - dice Algeri - e in relazione all'atteso decreto correttivo, a disposizione ci sono appena 23 milioni di euro per la Polizia di Stato e 10 milioni per la Polizia Penitenziaria. Cifre irrisorie per migliorare un riordino costato 1 miliardo. La legge delega scade tra l'altro a fine settembre. Dal governo nessun segnale anche sul contratto, scaduto da oltre 200 giorni. Peraltro le risorse ad oggi previste garantiscono, a malapena, il tasso di inflazione programmata. Anche sugli organici e sulle assunzioni si è fatta molta propaganda infatti la notizia che è circolata sull’arrivo di 15 nuovi agenti ad Enna, nel mese di Luglio, si è rilevata assolutamente infondata. Le annunciate nuove assunzioni permetteranno l’immissione di nuovi agenti agenti solo nel 2020 e, in ogni caso, si tratta di numeri che, certamente, non compenseranno il numero dei pensionamenti.

    La nostra mobilitazione non è iniziata oggi e non terminerà certamente il 25 luglio".

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    Questa ,attina la Polizia di Stato di Enna ha offerto la colazione al personale in servizio presso il Pronto Soccorso, la postazione del Colazione118 e i  Reparti COVID dell'Umberto I di Enna, "... in segno di gratitudine per l'impegno profuso nel fronteggiare l'emergenza Coronavirus, cogliendo l'occasione per augurare Buona Pasqua a tutti i sanitari in servizio e alle loro famiglie.”

    "Esprimiamo gratitudine per la vicinanza  mostrata costantemente dalla Polizia di Stato agli operatori  sanitari impegnati nelle postazioni di primo intervento, come il 118 e i Pronto Soccorso, e a quelli che operano quotidianamente nei reparti COVID dell'Ospedale Umberto I." Ha commentato la Direzione dell'ASP.   "La condivisione della sofferenza non può che premiare l'abnegazione e il sacrificio di chi opera i prima linea contro la diffusione del virus". 

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    Nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana è pubblicato il concorso pubblico, per esame, per l’assunzione di 1650 allievi agenti polstaodella Polizia di Stato aperto ai cittadini italiani in possesso dei requisiti prescritti.
    Oltre ai requisiti ordinari per i concorsi pubblici, segnaliamo: 

    diploma di scuola secondaria di secondo grado o equipollente che consente l'iscrizione ai corsi per il conseguimento del diploma universitario;

    aver compiuto il diciottesimo anno di età e non aver compiuto il ventiseiesimo anno di età. Quest'ultimo limite è elevato, fino ad un massimo di tre anni, in relazione all'effettivo servizio militare prestato dai candidati;

    qualità morali e di condotta previste dall'art. 35, comma 6, del decreto legislativo n. 165/2001;

    idoneità fisica, psichica ed attitudinale all'espletamento dei compiti connessi alla qualifica, da accertare in conformità alle disposizioni.

    Le domande di partecipazione potranno essere presentate, utilizzando esclusivamente la procedura informatica  (cliccando sull’icona “Concorso pubblico”).
    Il candidato dovrà inoltre essere in possesso di un indirizzo di posta elettronica certificata (PEC) a lui personalmente intestato, per l’invio e la ricezione delle comunicazioni relative al concorso.

    Copia del bando  e della guida alla compilazione sono scaricabili dalla pagina dedicata del sito ufficiale della Polizia di Stato.

  • Nella decorsa nottata del 08.08.2019, gli uomini del Commissariato di P.S. di Piazza Armerina (EN) hanno denunciato in stato di libertà T.A., classe ’97, per il reato di evasione. carcere
    Fatti
    In data 08.08.2019 giungeva una chiamata sul 112 NUE da parte di T.A. il quale riferiva di voler essere immediatamente arrestato e messo in carcere essendo evaso dagli arresti domiciliari. Giova precisare che lo stesso si trovava agli AA.DD. dal 23.07.2019 a seguito dell’Operazione “Retiarius” condotta in questa Provincia dalla Polizia di Stato.
    Il ragazzo veniva intercettato dagli operatori a Piazza Armerina in via Papa Roncalli, a circa due Km dalla sua abitazione.
    Gli operatori conducevano l’uomo presso gli Uffici del Commissariato, ove provvedevano a denunciarlo in stato di libertà per il reato di evasione e, dopo gli adempimenti di rito, veniva nuovamente posto ai domiciliari presso la sua abitazione.

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    Lo scorso 12 febbraio 2020, nel corso di un servizio di prevenzione e repressione dei reati in genere nel centro storico del Comune di poliziaPiazza Armerina, una pattuglia dell’Ufficio Controllo del Territorio del Commissariato di P.S. di Piazza Armerina notava un’autovettura, marca Alfa Romeo modello 145, di colore grigio, con a bordo due individui sospetti. Gli Agenti della Polizia di Stato, a causa dell’intenso traffico veicolare, in un primo momento, perdevano il contatto visivo con la predetta autovettura, anche a causa delle particolari manovre poste in essere dal conducente. Pochi minuti dopo, però, detto veicolo veniva rintracciato parcheggiato in piazza Marconi e i due venivano notati all’interno di un esercizio commerciale adibito all’acquisto di oro usato. Quindi, i poliziotti procedevano al loro controllo, poiché sorpresi a trattare la vendita di alcuni oggetti in oro dei quali non giustificavano il possesso e la provenienza. Identificati, gli stessi risultavano essere: C.V., cittadino rumeno, classe 1991, residente a Barrafranca, con vari pregiudizi per reati contro il patrimonio. C.C., cittadino rumeno, classe 1980, residente a Barrafranca. Nel corso della perquisizione personale, venivano rinvenuti degli altri oggetti in oro, nonché addosso a C.V. un coltello a serramanico della lunghezza di cm. 15. Nei confronti degli stessi veniva effettuata anche una perquisizione domiciliare, che permetteva il rinvenimento di altri gioielli in oro di vario genere, nonché merce e attrezzature da lavoro. Per quanto sopra gli stessi venivano segnalati alla Procura della Repubblica di Enna per ricettazione in concorso e C.V. anche per porto abusivo di armi.

    La Questura di Enna invita tutti i cittadini che abbiano subito furti in abitazione, durante i quali sia stato asportato un oggetto riconducibile all’elenco di cui sopra, a recarsi presso il Commissariato di P.S. di Piazza Armerina, o comunque a contattare personale di quell’Ufficio, per l’eventuale riconoscimento.

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    All’Alba di stamane, la Polizia di Stato, ed in particolare la Squadra Mobile di Enna ed il Commissariato di P.S. di Piazza Armerina, aretiarius conclusione di articolata e complessa attività investigativa – coordinata brillantemente dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Enna – con la collaborazione della Squadra Mobile di Catania, delle altre articolazioni della Questura di Enna, nonché del Reparto Prevenzione Crimine Sicilia Occidentale – Palermo - e delle Unità Cinofile Antidroga della Questura di Palermo – sta eseguendo decine di misure cautelari ed altrettante perquisizioni delegate nei confronti di indagati per reati inerenti la detenzione e lo spaccio di sostanze stupefacenti e, nello specifico, marijuana, hascisc e cocaina, dimoranti a Piazza Armerina, Valguarnera Caropepe, Barrafranca, Catania, Ramacca e San Cono.

    In particolare, l’articolata e complessa attività investigativa svolta dai poliziotti della Squadra Mobile di Enna e del Commissariato di P.S. di Piazza Armerina consentiva di accertare una ramificata ed attiva rete di soggetti, che, tra la fine del 2016 ed il primo semestre del 2017, operava tra Piazza Armerina, i centri limitrofi e la provincia di Catania, dedicandosi all’acquisto, al trasporto, alla detenzione ed alla commercializzazione di ingenti quantitativi di sostanze stupefacenti del tipo marijuana, hascisc e cocaina. L’indagine si è protratta per circa 9 mesi, periodo in cui sono stati effettuati numerosi arresti per tentare di disarticolare i vari gruppi di spacciatori e “interrompere” i canali di approvvigionamento dello stupefacente che giungeva nel “florido mercato illecito” di Piazza Armerina, acquisendo per alcuni indagati, peraltro, ulteriori riscontri oggettivi anche nei mesi successivi e fino alla scorsa primavera. di stato

    Avviate le indagini si faceva luce sullo spaccio di sostanze stupefacenti nella città armerina. Dalle indagini emergeva come gli indagati pianificassero logisticamente le operazioni di approvvigionamento dello stupefacente; ne curassero dettagliatamente il trasporto; ne destinassero l’utilizzo attraverso l’attività di spaccio al dettaglio; il volume d’affari ragguardevole era tale da consentire ai vari indagati di sostenersi e di mantenere un buon tenore di vita.

    Le indagini hanno riguardato anche diversi soggetti all’epoca delle indagini minori, indiziati di varie condotte di spaccio e detenzione di sostanze stupefacenti, anche in concorso con gli indagati maggiorenni, per i quali i poliziotti stanno eseguendo – su disposizione della Procura della Repubblica presso il Tribunale per i minorenni di Caltanissetta - delle perquisizioni e contestuale notifica dell’informazione di garanzia.

    L’operazione, particolarmente complessa, vede il coinvolgimento di circa un centinaio di poliziotti.

  • Treno AndreaTreno AlexTagliarinoSardaNicotraMilazzoLingentiLa Spina 1Ciancio

  • Il P.M. titolare delle indagini, valutati gli esiti dell’attività investigativa (esplicata, si ripete, anche con operazioni tecniche di videoCiancio sorveglianza dell’aree di spaccio, intercettazioni telefoniche ed ambientali, oltreché decine di servizi sul territorio, che hanno portato ad oltre 20 numerosi arresti in flagranza, 31 sequestri di sostanza stupefacente del tipo marijuana, hascisc e cocaina – per circa 6 kg - e decine di contestazioni agli acquirenti per uso personale di stupefacenti) avanzava al G.I.P. presso il Tribunale di Enna richiesta di Ordinanza di Misura Cautelare, che veniva accolta, dal G.I.P., dott.ssa Maria Luisa Bruno, con conseguente emissione di provvedimenti cautelari a carico dei sottonotati soggetti:

    a) Custodia Cautelare in Carcere:

    1) BARBERA Ignazio, classe 1996, residente a Piazza Armerina;

    2) CARTIA Ettore, classe 1976, residente a Valguarnera Caropepe, già detenuto;

    3) CASTORO Filippo, classe 1997, residente a Piazza Armerina;

    4) LA SPINA Felice, classe 1963, residente a Valguarnera Caropepe;

    5) LINGENTI Filippo, classe 1996, residente a Piazza Armerina;

    6) NICOTRA Fabio, classe 1984, residente a Piazza Armerina;

    7) SARDA Alessio, classe 1982, residente a Piazza Armerina;

    8) TRENO Alex 1990, classe , residente a Piazza Armerina;

    b) Arresti Domiciliari:

    9) CALA’ PALMARINO Andrea, classe 1994, residente a Piazza Armerina;

    10) CASTORO Dennis, classe 1991, residente a Piazza Armerina;

    11) CIANCIO Santi Giuseppe, classe 1991, residente a Piazza Armerina;

    12) MILAZZO Umberto, classe 1996 residente a Piazza Armerina;

    13) TAGLIARINO Ambrogio, classe 1997, residente a Piazza Armerina;

    14) TRENO Andrea, classe 1980, residente a Piazza Armerina;

    c) Misura dell’obbligo di dimora nel comune di residenza con la prescrizione di rendersi reperibile per i controlli presso le rispettive abitazioni dalle ore 22:00 alle ore 7:00:

    15) A. A., classe 1988, dimorante a Piazza Armerina;

    16) C. D., classe 1988, residente a Ramacca;

    17) C. A., classe 1998, residente a Barrafranca;

    18) D. M., classe 1979, residente a San Cono;

    19) D. F., classe 1982, residente a Catania;

    20) I. G., classe 1968, residente a Catania;

    21) P. M. A., classe 1986, residente a Catania;

    22) S. V., classe 1981, residente a Ramacca;

    d) Misura dell’obbligo di presentazione alla Polizia Giudiziaria:

    23) L. M. M., classe 1998, residente a Piazza Armerina;

    24) C. S., classe 1991, residente a Piazza Armerina;

    Tutti indagati, a vario titolo,

    In ordine al delitto previsto e punito dall’art. 81 cpv. c.p. e 73 D.P.R. 9 ottobre 1990 nr. 309 (nella formulazione ante L. 49/06 per effetto della sentenza Corte Costituzionale 32/2014), perché, anche talvolta in concorso tra loro e con altri indagati in stato di libertà, con più azioni esecutive del medesimo disegno criminoso, senza l’autorizzazione di cui all’art. 17 e fuori dalle ipotesi previste dall'art. 75 della stessa legge, illecitamente detenevano in quantità tali da non apparire destinata ad un uso personale, offrivano, mettevano in vendita, cedevano, distribuivano, commerciavano, trasportavano, procuravano ad altri, consegnavano, vendevano, quantitativi vari di sostanza stupefacente di tipo marijuana, hascisc, cocaina.

    Talvolta anche con l’ l’aggravante ex art. 80 D.P.R. 9 ottobre 1990 nr. 309, offerta e cessione effettuata in favore di minori, o in prossimità di scuole, comunità giovanili, caserme, strutture per cura e riabilitazione dei tossicodipendenti.

    Fatti commessi in varie località, Piazza Armerina (EN), Barrafranca, Aidone, Valguarnera Caropepe, Barrafranca, a partire dal dicembre 2016 al settembre 2017.

    Nel corso delle perquisizioni, si è proceduto al sequestro dei alcuni quantitativi di sostanza stupefacente, di varia pezzatura e che di seguito meglio si descrivono:

    · marijuana del peso complessivo di gr. 3 rinvenuti a carico di SARDA Alessio;

    · marijuana del peso complessivo di gr. 2 rinvenuti a carico del MILAZZO Umberto;

    · marijuana del peso complessivo di gr. 2 rinvenuti a carico del L.M.M.;

    · marijuana del peso complessivo di gr. 2 rinvenuti a carico del S.V.;

    I soggetti trovati in possesso della marijuana, venivano deferiti in stato di libertà all’Autorità Giudiziaria per il così accertato nuovo episodio di detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente. L’operazione, particolarmente complessa, ha visto il coinvolgimento di circa un centinaio di poliziotti, fra cui anche personale della Polizia Scientifica e dei Reparti Speciali dei Cinofili e dei Reparti Prevenzione Crimine, grazie alla Costanza dell’azione investigativa della Polizia di Stato, ha permesso, fra l’altro, di restituire alla collettività gli spazi pubblici della città di Piazza Armerina – alcune piazze, vie del centro storico – che erano diventate degradate piazze di spaccio alla mercé di giovani soggetti, i quali non hanno dimostrato alcuno scrupolo nel condurre una frenetica attività di spaccio anche in favore di giovanissimi o di soggetti già tossicodipendenti in cura: spesso tutto questo dinanzi allo sguardo dei cittadini costretti a subire il deprecabile fenomeno; inoltre sono state smantellate diverse direttrici del traffico di sostanze stupefacenti che univano la città mosaici con altri comuni della Provincia – Barrafranca, Valguarnera Caropepe, Aidone – e delle Province limitrofe – Catania, Ramacca, San Cono.