DEDALOMULTIMEDIA
21-10-20

M5S

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    Ebbene, adesso avremo la fine del populismo sovranista tanto discusso e tanto temuto. Finalmente questo sarà il trionfo della europaclasse globalista e neoliberista. E’ stato bravo Giorgetti (rappresentante dell’ala estrema della Lega da sempre contro il connubio con il M5S). Alcuni mesi or sono, in Lombardia, si svolse un convegno in cui Salvini citò inopportunamente la Thatcher. Quello fu il segnale del suo avvicinamento al mondo del capitale. Lì getto la maschera del suo finto sovranismo. E dire che la lega era partita bene: basta euro, l’Europa dei popoli, la sovranità, l’opposizione al globalismo.

    Alla fine del governo giallo verde, tutte queste “utopie” si sono liquefatte. Adesso, anche la Lega si è trasformata in porta bandiera del liberismo: di un liberismo tatcheriano. Con l’episodio TAV quest’ ultima ha dimostrato di tendere la mano al capolavoro delle oligarchie europee in cui lo scambio delle merci, con a seguito il mero profitto, ha preso il sopravvento sui diritti della comunità della Val di Susa: i signori del capitale hanno tirato un sospiro di sollievo. Sui “Cinque Stelle” bisogna dire che, con il reddito di cittadinanza, sono stati un elemento politico socialisteggiante; ma anche loro fallaci e stritolati dall’intransigenza del grido: onestà! Si può dire che il MCS ha fatto, fino ad oggi, la parte di un partito comunista populista inesistente nel panorama politico nazionale. Poi abbiamo le sinistre liberal, protagoniste di un cretinismo politico senza precedenti.

    Queste propongono un cosmopolitismo snob (radical chic) dei diritti civili individuali del consumatore, dimenticando di tutelare il ruolo del lavoratore. In questo scenario “destranistra”, resta vuoto il ruolo di un sovranismo populista, socialista e democratico che si occupi seriamente del bene lavoro. Ruolo che per attuarsi necessita di un nuovo progetto politico nazional-popolare. E’ palese che una vera democrazia non può che intendersi come sovranità del popolo nello stato, che, appunto per esistere, necessita della sovranità dello stato. Gli oligarchi tecnocrati europei stanno ultimando di distruggere l’idea di uno stato sovrano, disegnandolo come uno stato fascista, regressivo e nazionalista: azione ben riuscita di svuotamento della democrazia che esso incarna.

    In definitiva, la caduta del governo giallo verde, decreterà, ancora una volta, il trionfo delle “classi dominanti” (di cui sopra) le quali sosterranno ciò che il popolo ha chiesto a gran voce di combattere: sistema eurocentrico e sistema bancocentrico. Due impianti perversi e diabolici che, senza alcun argine politico, non esiteranno ad aggredirci con più violenza, adesso, anche con il beneplacito della Lega, incoronata, neotutrice del tanto vituperato neoliberismo. La conseguenza di ciò sarà una nuova pantomima, intitolata “ destranistra”. E noi?…

    Tony La Rocca

     

    La Sezione “Parliamone Insieme” è riservata a quanti hanno da dire qualcosa apponendo la propria firma agli scritti inviati alla Redazione. La Redazione controlla soltanto che non vi sia un linguaggio scurrile e offensivo. Chi si firma è responsabile del suo operato e solleva la Redazione da ogni responsabilità.

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    "Abbiamo appreso con favore dal Sindaco Dipietro l'intenzione di destinare le somme risparmiate dalle manifestazioni, amato e solfatoche a causa dell'emergenza Coronavirus saranno inevitabilmente cancellate, per supportare le attività commerciali e artigianali. Chiediamo, però, che l'Amministrazione abbia un occhio di riguardo anche nei confronti dei cittadini in profonda e innegabile difficoltà economica, resa ancora più grave da questa estenuante emergenza, che non sono ricompresi da altre forme di contribuzione sociale, anche tramite l'attivazione di un fondo a loro dedicato". È questa la richiesta dei consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle, Cinzia Amato e Davide Solfato, che inoltre propongono di utilizzare le somme dell'avanzo libero in bilancio, dopo l'approvazione del rendiconto. 

    "Il nostro gruppo consiliare - continuano i due portavoce - è pronto a collaborare attivamente al fine di concretizzare in tempi celeri la destinazione dei fondi in bilancio a queste categorie in difficoltà, anche attraverso la celebrazione di un Consiglio comunale online, per l'eventuale approvazione del bilancio d'esercizio. Sono, infatti, diverse le piattaforme che offrono gratuitamente tale possibilità (che è prevista dall'art. 73 comma 1 del decreto legge del 17 marzo 2020 n. 18, recante "Misure di potenziamento del Servizio sanitario nazionale e di sostegno economico per famiglie, lavoratori e imprese connesse all'emergenza epidemiologica da COVID-19"), tra cui la Digital Store di Tim". 

    "Siamo consapevoli della straordinarietà di lavoro che devono affrontare a tal fine gli uffici dell'Ente e delle difficoltà legate alla gestione della liquidità e delle previsioni di cassa, ma come forza politica faremo ogni sforzo necessario al fine di dare un aiuto concreto alle categorie di lavoratori, che rischiano il collasso e alle famiglie più bisognose", concludono i due consiglieri.

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    Mentre i diversi gruppi politici in queste settimane si stanno preparando nel solito modo, ovvero pensando solo a come vincere blog5stellequesta tornata elettorale, noi abbiamo deciso di scardinare questa ‘antica tradizione’ fatta solo di nomi, parentele e conta di probabili voti, pensando innanzitutto ai problemi reali di Nicosia. Per questo motivo organizzeremo nelle prossime settimane e nei prossimi mesi, fino a ridosso delle elezioni amministrative, una serie di incontri con la presenza di ministri, sottosegretari, componenti di commissioni e parlamentari regionali, nazionali ed europei che possano aiutarci a risolvere o dare soluzioni ai tanti problemi che affliggono la nostra città.

    Vogliamo sfruttare al massimo la presenza dei nostri rappresentanti istituzionali al governo del paese e dentro tutte le istituzioni regionali, nazionali ed europee ed insieme ai cittadini nicosiani far conoscere la nostra realtà in questo momento difficile.

    Siamo consapevoli che è una battaglia persa in partenza, gli altri gruppi politici forti sul territorio negli anni hanno costruito una rete forte clientelare, con parenti e uomini distribuiti in tutti i punti chiave del potere nicosiano. Smontare una macchina da voto così collaudata è un’impresa difficile. Si stanno preparando le ennesime liste folte di volti tristemente conosciuti, in cui non esiste destra, sinistra, ideologie o programmi, ma solo somme di voti, tra i soliti portatori di pacchetti elettorali, il tutto a discapito della popolazione che inerme o consapevole come al solito accetterà queste situazioni, salvo poi lamentarsi 24 ore dopo che le elezioni sono terminate.

    Nel nostro piccolo vogliamo dare una speranza ai cittadini nicosiani, quelli onesti, quelli scartati da ogni giro che conta, quelli che non hanno ottenuto favori e probabilmente pure quelli che i favori li hanno ottenuti, ma ora vedono una città nel degrado più totale con un’emigrazione che ha svuotato le strade, con tanti giovani costretti ad andare via, con le imprese che chiudono e contribuiscono alla desertificazione del territorio, con le tasse e le bollette di acqua e rifiuti in aumento e con servizi scadenti. Con strade di collegamento ridotte a trazzere, senza infrastrutture degne di un paese civile. Vogliamo dare un pizzico di speranza e tentare di invertire la rotta verso il baratro e questo dobbiamo e vogliamo farlo insieme ai cittadini nicosiani.

    Gli attivisti nicosiani del Movimento 5 Stelle

     

     

    La Sezione “Parliamone Insieme” è riservata a quanti hanno da dire qualcosa apponendo la propria firma agli scritti inviati alla Redazione. La Redazione controlla soltanto che non vi sia un linguaggio scurrile e offensivo. Chi si firma è responsabile del suo operato e solleva la Redazione da ogni responsabilità.

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    Le manovre elettorali sono iniziate e con esse arrivano i primi colpi bassi della Giunta Dipietro che, ancora una volta, si è esibita m5s mato e solfatonella parte in cui più di tutte eccelle, quella di rigirare la frittata per scaricare le proprie responsabilità sugli altri.

    Le tante azioni bloccate, a loro dire, dai gruppi di opposizione dipendono semmai dal fatto che, come chiediamo da 4 anni, il bilancio consuntivo dovrebbe essere approvato  prima del preventivo e non due mesi dopo. È per questo motivo, e quindi per l’inefficienza di quest’Amministrazione, che siamo senza un Ingegnere Capo da un mese e mezzo. L’Ufficio Tecnico è, infatti, rimasto scoperto da questa carica anche tutto il mese di luglio, mese altrettanto importante per il completamento dei lavori pubblici, ma di tutto ciò l’Amministrazione si è guardata bene dal dare notizia alla cittadinanza. E sempre dalla mancanza del Consuntivo dipende il mancato sostegno alle attività commerciali, che avrebbe una sua utilità se arrivasse all’inizio e non alla fine della bella stagione, che da noi dura meno che nelle altre città siciliane. 

    Ma il colpo più basso e spregevole è stato raggiunto con l’accusa di voler bloccare le stabilizzazioni ASU, attese da circa un ventennio e che, tuttavia, ancora sono destinate ad attendere la ripresa dei lavori dell’ARS. 

    A tutto ciò si aggiunge il fatto che non è stato tenuto in alcun conto quanto da noi proposto da tempo, e cioè di portare il Consuntivo in aula entro il 10 agosto, data in cui sarebbe stato possibile garantire la nostra presenza. Al contrario a mezzo stampa si anticipava la data del 12, prima ancora di avere convocato la Commissione dei Capigruppo. 
    Altrettanto ignobile è stato il rifiuto da parte dei capigruppo di maggioranza di calendarizzare in Consiglio il Bilancio per la prima data utile dopo la  ripresa dei lavori, e cioè per il 28 agosto, lasciando così il consuntivo nel limbo.

    In sintesi, l’Amministrazione Dipietro mente sapendo di mentire, per poter addossare ad altri la responsabilità delle proprie omissioni. È già successo con la questione dei dipendenti della Ecoennaservizi, con il Bando Periferie e addirittura con la minaccia di non poter svolgere le festività della Patrona a seguito dei nostri tagli alla tassazione locale, ma si è trattato dei soliti ricatti psicologici a cui spesso ricorre questa Amministrazione. L’unica consolazione è che siamo certi che i cittadini liberi sappiano riconoscere i vecchi metodi da campagna elettorale, tipici della Giunta Dipietro, che si sta solo riscaldando. Non abbiamo dubbi che nei prossimi mesi assisteremo ad altri colpi bassi, perché questa è l’unica cosa che sanno fare, attaccano per difendersi, tra l'altro sulla pelle dei lavoratori e delle loro famiglie.

    Cinzia Amato e Davide Solfato

    Consiglieri Comunali M5S

     

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    La carenza di medici nei pronto soccorso della provincia di Trapani sbarca all'Arscon una interpellanza della deputata Valentina valentina palmeriPalmeri (M5S) diretta al presidente della Regione Musumeci e all'assessore alla Salute Razza per sapere "se siano stati effettuati trasferimenti di personale, anche per mobilità, negli ultimi 5 anni dall'Asp di Trapani presso le Asp delle altre province, e se non ritengano opportuno adottare ogni utile ed urgente provvedimento finalizzato a garantire la necessaria dotazione organica presso i pronto soccorso dei presidi ospedalieri della provincia di Trapani".

    "La situazione - afferma la deputata – è veramente al tracollo. Le carenze del personale medico sono ormai insostenibili. Nei giorni scorsi abbiamo appreso di un trasferimento di un medico dall'Asp di Trapani all'ospedale Cervello di Palermo. E' un po' la goccia che rischia di far traboccare un vaso già abbondantemente colmo: le carenze di medici di pronto soccorso all'Asp di Trapani sono enormi: a fronte dei 68 medici sulla carta, solo 39 sono in servizio, un numero che certamente non può garantire la necessaria assistenza, e il diritto alla salute costituzionalmente garantito, ai cittadini".

    "Ho avuto modo di toccare nei giorni scorsi con mano – conclude Palmeri – le carenze di personale nel corso di una visita all'ospedale di Alcamo, dove si è costretti a far fronte ad un'utenza di circa 90 mila persone, se consideriamo anche i turisti residenti in estate a Castellammare del Golfo. E le criticità là non si limitano solo al personale medico, ma anche agli autisti, alla chiusura di alcuni reparti e alla carenza di apparecchiature. Solo per fare un esempio, a causa della mancanza di una sterilizzatrice funzionante gli strumenti di lavoro vengono sterilizzati a Trapani".

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    “Niente videocitofono e sistemi di videosorveglianza, manca la porta blindata in sala visite e i medici non sono dotati di braccialettotrappola topi per allertare le forze dell’ordine in caso di aggressione: tradotto, alla guardia medica di Riesi la  sicurezza è inesistente”.

    È la denuncia dei deputati M5S all’Ars Francesco Cappello e Nuccio Di Paola, che hanno scritto un’interrogazione all’assessore regionale della Salute, Ruggero Razza, per capire qual è lo stato dell’arte della sicurezza nelle guardie mediche siciliane e cosa si voglia fare per dotare Riesi e le altre guardie mediche dell’isola dei sistemi previsti dalle norme di sicurezza sul lavoro, divenuti fondamentali dopo le ripetute aggressioni che si sono verificate in varie parti della Sicilia.

    “Ci risulta – dicono i due deputati – che i sistemi di sicurezza in numerose presìdi dell’isola sono estremamente carenti o, addirittura, inesistenti . Cosa che, in effetti, abbiamo constatato a Riesi nel corso di una nostra ispezione. Là niente di quanto previsto dalla legge è stato messo in atto. In aggiunta abbiamo rilevato anche un grave problema di igiene. Ci chiediamo, infatti, quale tipo di asepsi può essere garantita durante le medicazioni che vengono effettuate se ci sono topi liberi di scorrazzare per le stanze, come dimostrano inequivocabilmente diverse trappole piazzate nella struttura?”.

    “Le norme sulla sicurezza e sull’igiene– concludono i due deputati – vanno applicate uniformemente in tutta la Sicilia, sia nelle grandi città come nei paesini di provincia. Tutti i medici hanno diritto alla sicurezza, ovunque essi operino”.

  • "Appena conclusa l'iniziativa Alberi per il Futuro, a Enna". A darne notizia è il senatore del Movimento 5 Stelle Fabrizio alberi 2Trentacoste. "Insieme ai portavoce al consiglio comunale Davide Solfato e Cinzia Amato e agli attivisti Cinquestelle, - continua Trentacoste - questa, mattina, in via Spirito Santo, abbiamo piantato 20 alberi tipici della macchia mediterranea: come il carrubo e la roverella.”

    "Ricordiamo che ogni albero - dicono Solfato e Amato - soddisfa il fabbisogno di ossigeno di 10 persone ed è in grado di assorbire da 20 a 50 chili di anidride carbonica, a seconda della specie. I boschi e le aree verdi in città non solo migliorano la qualità dell'aria che respiriamo, ma attraverso i suoli permeabili sono una garanzia per il mantenimento dell'equilibrio idrogeologico. Chi pensa che il verde urbano sia mera decorazione, sbaglia: è un bisogno che migliora la qualità della nostra vita. Con questo gesto simbolico, abbiamo voluto sensibilizzare i cittadini al rispetto della natura".

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    “A seguito del tavolo tecnico organizzato dalla Federazione dei Verdi della Provincia di Enna tenutosi a Floristella lo floristellascorso venerdì 15 novembre”, dichiarano i due consiglieri, “tutte le parti intervenute hanno riconosciuto la  necessità e l’urgenza di nominare il Presidente e il Direttore del Parco Minerario Floristella, al fine di superare la fase di stasi in cui lo stesso si trova ormai da anni.”

    “Anche la II Commissione di cui sono componente – spiega Davide Solfato - si è più volte occupata del problema della precarietà della gestione del Parco, ascoltando in audizione i commissari che negli anni si sono succeduti, senza tuttavia ricevere alcuna proposta concreta, capace di riprendere le sorti di questa risorsa del nostro territorio, la cui tutela e conservazione riveste una fondamentale importanza per la cultura locale e la sua valorizzazione non può che essere fonte di crescita e di sviluppo turistico. Abbiamo, inoltre, sollecitato l’Amministrazione a cercare un canale d’interlocuzione con la Giunta Regionale dei governi Crocetta prima e Musumeci poi, affinché si avviasse un’ordinaria gestione del Parco e un serio piano di sviluppo, tenuto conto che il Comune di Enna partecipa ogni anno con un considerevole esborso alla quota di compartecipazione dello stesso, senza però avere un minimo ritorno in termini di conservazione e sviluppo del sito”.

     

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    "L'emergenza sanitaria in atto richiede misure specifiche anche da parte degli Enti locali per agevolare le attività economiche e amato e solfatoartigianali che, per il necessario blocco, stanno subendo un inevitabile danno economico". Così i consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle, Cinzia Amato e Davide Solfato, che annunciano la proposta di sospensione dei tributi locali avanzata all'Amministrazione comunale. 

    "Alcuni comuni hanno già provveduto in autonomia alla sospensione del pagamento dei tributi locali, rimandandone il termine di versamento -aggiungono Amato e Solfato. Pertanto chiediamo che anche ad Enna venga verificata la possibilità di eliminare, decurtare, ridurre in misura significativa il peso di tasse e tributi comunali per i titolari e gli esercenti di imprese, arti e professioni soggetti ad oneri impositivi propri del Comune, per alleviare lo stato di disagio economico conseguente alla sospensione o significativa riduzione della propria attività, tenendo conto, in particolare, delle attività che hanno spazi e tavolini all'aperto, attualmente non utilizzati, per le quali si propone di cancellare, per tutto il 2020, la riscossione del canone di occupazione di suolo pubblico".

  • Disciplinare gli "home restaurant", ovvero i ristoranti allestiti in casa propria e che si stanno sempre più diffondendo anche in Sicilia: home restaurantquesto l'obiettivo del disegno di legge che la deputata regionale del Movimento 5 Stelle, Angela Foti, ha presentato all'Ars. 

    "Per 'home restaurant' o 'home food' - spiega Foti - si intendono quelle attività di ristorazione saltuarie che si svolgono nelle proprie abitazioni di residenza, dove i pasti vengono preparati, somministrati e consumati sul posto dal pubblico, su prenotazione. Sono forme di convivialità sociale e rappresentano un modo originale per offrire piatti della cucina tipica regionale, utilizzare le migliori produzioni agroalimentari locali, in una dimensione casalinga molto gradita dai  quei turisti che sono sempre più alla ricerca di esperienze che si addentrano nel vissuto del luogo. Negli home restaurant si può infatti mangiare come se si fosse a casa propria, in famiglia, si apprezzano i prodotti del luogo e ci si arricchisce di informazioni utili alla visita in corso. Si tratta di un settore nel quale si stanno sviluppando nuove opportunità e di conseguenza è necessario che la Regione prenda consapevolezza del fenomeno e introduca opportune regole a garanzia dei consumatori". 

    "Il disegno di legge prevede che l'attività - precisa Foti - venga considerata saltuaria e quindi si applica il relativo regime fiscale, con dei limiti di otto aperture mensili e 50 in un anno. Inoltre, perché si tratti di un 'home restaurant' ci si deve avvalere esclusivamente della propria organizzazione familiare. Una volta che la legge entrerà in vigore e l'assessorato regionale alle Attività produttive avrà messo in atto le dovute procedure, per avviare l'attività sarà sufficiente presentare una Scia (Segnalazione certificata di inizio attività) al Suap (Sportello unico attività produttive) del proprio Comune, su una modulistica predisposta dalla Regione. Ogni struttura avrà poi un segno identificativo da apporre nei locali per rendere immediatamente riconoscibile che si tratta di un 'home restaurant'".

  • "Toh,  c'era un segretario regionale del Pd?  Se non fosse stato per il benservito del Nazareno non ce ne saremmo neanche accorti e m5slogocon noi probabilmente la stragrande maggioranza dei siciliani, tesserati e simpatizzanti del Partito democratico compresi. Ora scopriamo che parla pure, pretendendo di indossare i panni dello statista che in tanti anni al servizio di Renzi nessuno gli ha mai intravisto. Su una cosa siamo d'accordo, noi e lui non potremmo mai avere gli stessi valori, anche perché per averne di uguali dovremmo supporre che qualcuno lui lo abbia mai avuto".

    Lo affermano deputati del M5S all'Ars, in risposta alle dichiarazioni rilasciate da Davide Faraone, ex segretario Pd, ex scudiero di Renzi e ora anche ex tesserato del Partito democratico.

    "Abbiamo pensato parecchio – dicono i parlamentari 5 Stelle - se rispondergli o meno, regalandogli quell'attestato  di esistenza in vita che disperatamente va cercando con improbabili scarpinate o con gite tra i ruderi di Sicilia. C'è da riconoscere che Faraone è pure sfortunato, ora che non è più al governo nazionale ha trovato le soluzioni a tutti i problemi del Paese. Chissà che non trovi anche tutte quelle per il Pd, ora che è stato sbattuto fuori dalla cabina di regia del partito in Sicilia".

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    "La Regione Siciliana attivi tutte le procedure per richiedere lo stato di calamità naturale per gli eventi alluvionali che le scorse ore maltempo leonfortehanno flagellato i territori dell'Ennese". A chiederlo è la deputata regionale del Movimento 5 Stelle Elena Pagana che ha depositato atto formale con la richiesta di dichiarazione dello stato di Calamità naturale al presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci. 

    "Quanto avvenuto nelle scorse ore - spiega Pagana - è un avvenimento straordinario e imprevedibile che ha creato danni e disagi ma che per fortuna non ha creato danni a persone o peggio, fatto vittime. In alcune zone come ad esempio Leonforte, la pioggia ha allagato il paese, trasformando tratti di alcune delle vie cittadine in veri e propri fiumi in piena. Le zone rurali sono irraggiungibili e le forti precipitazioni hanno vanificato, di fatto, l'intera produzione di moltissimi agricoltori, aggravando la già pesante situazione di crisi che il comparto agricolo ennese attraversa già da tempo. L'esposizione degli agricoltori ai rischi naturali dovuti a fattori ambientali avversi ed a condizioni climatiche sempre meno prevedibili, si aggrava di giorno in giorno ed è ulteriormente accentuata dall'ingiustificabile incuria e dalla mancata manutenzione del territorio che, di fatto, mette in pericolo la sostenibilità economica e la sopravvivenza delle aziende agricole e delle attività produttive in generale. Per tali ragioni, ho chiesto al presidente della Regione di attivare l'iter - conclude Pagana - per chiedere al governo nazionale lo stato di calamità naturale". 

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    "In provincia di Agrigento sempre più Comuni negano ai disabili il diritto allo studio. Una vera e propria vergogna!": a puntare il dito disabilecontro le amministrazioni inadempienti è il deputato regionale del M5S, Giovanni Di Caro. "Incredibile - dice - come sistematicamente, ad inizio dell'anno scolastico, i Comuni e i Liberi consorzi siciliani si trovino impreparati a garantire il servizio di assistenza all'autonomia e alla comunicazione per gli alunni disabili (Asacom). Molti Comuni della provincia di Agrigento infatti, non hanno provveduto in tempo agli iter amministrativi per garantire il servizio."

    "L'Asacom - continua Di Caro - è un servizio essenziale che deve essere garantito dagli enti locali dall'inizio dell'anno scolastico senza alcuna interruzione. L'alunno con disabilità ha diritto ad avere, oltre che un certo numero di ore di sostegno didattico, anche un certo numero di ore di assistenza per l'autonomia e la comunicazione, essendo tale funzione differente da quella del sostegno didattico". 

    "Le inerzie del governo regionale - è l'accusa Di Caro - e la scarsa sensibilità di molte amministrazioni, mascherata dalle solite scuse sulle condizioni economiche precarie, danneggiano ingiustificatamente le famiglie degli alunni disabili. Infatti, oltre alle lungaggini causate dalle inadempienze delle amministrazioni, i genitori devono pure accollarsi le spese legali per veder riconosciuto un diritto che deve essere adempiuto dagli enti preposti".

    "L'anno scolastico è alle porte - conclude Di Caro - e i Comuni non accampino scuse, creando peraltro danni erariali, ma si adoperino con urgenza per assicurare il servizio di assistenza all'autonomia, che peraltro è un diritto costituzionalmente garantito agli alunni disabili".

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    "Sono finiti i soldi e dal 27 ottobre gli studenti con disabilità delle scuole superiori di Caltanissetta sono rimasti privi dei servizi di disabilita nonautosufficienza 1024x490trasporto e di assistenza. La Regione, proprio come avvenuto lo scorso anno, non ha stanziato risorse sufficienti. Un fatto vergognoso e inaccettabile, perché si tratta di servizi essenziali per questi ragazzi, senza dei quali la loro convivenza sociale e il loro diritto all'apprendimento vengono compromessi". Lo denuncia Giorgio Pasqua, deputato regionale del Movimento 5 Stelle, che oggi a Caltanissetta ha accompagnato i genitori dell'associazione "La voce dei disabili" durante un incontro con il prefetto per esporre la grave situazione. "Stavolta non si tratta di un qualsiasi disservizio - dice Pasqua - ma di una carenza di programmazione riconducibile all'inefficienza della Regione, che esattamente come l'anno scorso non ha stanziato le somme necessarie. Nel 2018 le somme stanziate erano di 19,5 mln €. Già allora avevamo detto chiaramente che ne servivano non meno di 32,5. Per il 2019 la Regione ha confermato la stessa somma di 19,5 mln. Mancano i soliti 13 mln € promessi con assestamenti di bilancio che non ci sono mai stati. Ho contattato l'assessore regionale e il dirigente - prosegue Pasqua - che si difendono scaricando la colpa sul fondo Sanità bloccato dallo Stato o lamentando presunte incomprensioni da parte del Libero Consorzio nell'attuazione delle disposizioni regionali sull'utilizzo delle somme. Se così fosse, attribuirebbero a loro stessi la colpa del disastro, visto che i commissari dei Liberi Consorzi sono nominati dalla stessa Regione. Una vergogna nella vergogna. Si pensi piuttosto a risolvere urgentemente il problema trasferendo le somme necessarie affinché il servizio riprenda immediatamente a programmare una volta per tutte le risorse in maniera sistematica, già da adesso, così da arrivare in tempo all'inizio del prossimo anno scolastico. Oggi è successo a Caltanissetta, domani potrebbe succedere in altre province", conclude Pasqua.



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    “Le tempistiche di realizzazione le abbatteremo inserendo l’opera nella lista di opere strategiche di interesse nazionale previste dallorg ct Sblocca-cantieri, da realizzare con un commissariamento straordinario. Questa strada è fondamentale e deve essere consegnata ai siciliani: è il mio impegno, confortato dalle parole del ministro De Micheli e del premier Conte”. A dichiararlo, il vice ministro delle Infrastrutture Giancarlo Cancelleri, concludendo una riunione a Catania, a Palazzo degli Elefanti, finalizzata a fare il punto della situazione rispetto alla Ragusa-Catania, dopo l’insediamento del nuovo governo nazionale. Presenti all’incontro l'assessore regionale delle Infrastrutture e della Mobilità, Marco Falcone, i sindaci di Catania e Ragusa, Salvo Pogliese e Giuseppe Cassì insieme ad altri amministratori del territorio, l’ad di Anas, Massimo Simonini, numerosi parlamentari e altri rappresentanti delle istituzioni. Prossimo incontro già dopo il 30 ottobre, nella riunione del Dipe (Dipartimento per la programmazione e il coordinamento della politica economica) a Ragusa, l’altra città capoluogo che ospiterà la parte finale della strada, dove si esamineranno in dettaglio tutte le circostanze dell’opera che dev’essere realizzata. 

    “Condivido inoltre l’approccio di Anas - ha detto il vice ministro - che propone l’avvio di otto lotti per l’opera. Nel momento in cui la strada sarà interamente finanziata dal Cipe che approverà il progetto, otto lotti, con cantieri che lavoreranno in contemporanea permetteranno di restituire al più presto l’opera ai cittadini. Importante anche l’impegno della Regione Siciliana che con 217 milioni di euro parteciperà alla realizzazione dell’opera, che complessivamente vale circa 800 milioni di euro di cui già 400 stanziati. Entro la fine dell’anno puntiamo a fare finanziare per intero l’intervento”.

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    Sul mancato trasferimento dei mezzi, degli impianti e del relativo personale dalla società EnnaEuno S.p.A. alla SRR, così cometrentacoste e procuratore stabilito dalla legge regionale n.9 del 2010 e dalle successive note dell'Assessorato regionale dell'Energia e dei servizi di pubblica utilità e dalla determina del Commissario straordinario della SRR, intervengono i portavoce del Movimento 5 Stelle che, nel pomeriggio di ieri, hanno depositato, direttamente nelle mani del Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Enna Palmeri, un atto di esposto in cui si chiede che la magistratura avvii le indagini al fine di accertarne le cause e, conseguentemente, gli eventuali responsabili. A firmare l'esposto: il senatore Fabrizio Trentacoste, il deputato all'Ars Giampiero Trizzino e i consiglieri comunali Cinzia Amato e Davide Solfato. 

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    "Ieri pomeriggio, insieme ai sindaci dei Comuni tristemente colpiti dalle alluvioni del 2018, alla Protezione Civile e ad altri portavoce giarrizzo2del Movimento 5 Stelle, abbiamo parlato degli interventi attesi a seguito dell'anomala ondata di maltempo che colpì tantissimi comuni della nostra Isola, l'anno scorso. Tra questi anche Aidone, Cerami, Troina, Agira, Piazza Armerina, Barrafranca e Catenanuova in provincia di Enna". Lo comunica il deputato del Movimento 5 Stelle Andrea Giarrizzo.

    "Non solo gli interventi previsti per le popolazioni, - continua il deputato - ma anche quelli rivolti ai settori agricoli e commerciali, al ripristino delle infrastrutture e dei servizi. Ovviamente, si è discusso di prevenzione e manutenzione, nonché dell'attivazione degli appositi fondi e risorse necessari per fronteggiare la gravità dei danni provocati". 

    E va avanti: "Ci incontreremo nuovamente entro massimo 60 giorni per fare il punto, soprattutto con i rappresentanti dei liberi consorzi. Inoltre, entro il mese di novembre, dovrebbe essere stilata la Graduatoria Unica Regionale che terrà conto di tutti i danni registrati dalle attività non agricole, a seguito delle alluvioni. Aggiungo che sono sorpreso della scarsa partecipazione all'incontro di ieri delle amministrazioni dei comuni dell'Ennese e mi auguro maggiore partecipazione nei prossimi incontri". 

    "Ricordo che grazie al Proteggi Italia, - conclude Giarrizzo - abbiamo messo in piedi il più grande piano contro il dissesto del territorio mai fatto, con ben 11 miliardi di euro per interventi contro il dissesto idrogeologico nel triennio 2019-2021, oltre ai 3 miliardi di euro nel triennio per l'emergenza delle 17 regioni colpite dal maltempo nell'autunno scorso".

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    I consiglieri comunali del Movimenti 5 Stelle esprimono soddisfazione per la notizia riguardante il Piano dei terreni agricoli diterreni proprietà comunale. Con la delibera n. 182 del 18 settembre scorso, infatti, la Giunta ha predisposto la redazione di un Piano dei terreni agricoli di proprietà comunale al fine di utilizzare i terreni a destinazione agricola per la promozione, lo sviluppo e la realizzazione di progetti di agricoltura bio-sociale. L’iniziativa riveste una rilevanza strategica  sia come risorsa ambientale (conservazione del paesaggio e prevenzione del dissesto idrogeologico) sia come risorsa economica per i giovani imprenditori ennesi e se la proposta fosse stata adottata tempestivamente oggi si potevano già cogliere i primi segnali di ripresa dell'attività primaria, considerato che la presenza di un mercato di prossimità per i prodotti agroalimentari costituisce un'opportunità per le aziende agricole del territorio a fronte di un interesse, sempre crescente, dei consumatori per le produzioni tipiche locali di qualità. I consiglieri auspicano che il grande ritardo con cui l'Amministrazione ha dato esecuzione a questo atto di indirizzo del Consiglio comunale non abbia pregiudicato la partecipazione ai contributi previsti dal PSR Sicilia 2014/2020, che avevano indicato nella mozione.

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    "L'ultimo DPCM del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte anticipa immediatamente quattro miliardi e trecento milioni per contributi per covidincrementare il Fondo di Solidarietà dei Comuni. Sono stati stanziati, inoltre, 400 milioni per far fronte alle situazioni di emergenza sociale. Somme messe a disposizione dei Comuni di tutta Italia, sin da subito, per il sostentamento alimentare dei cittadini in difficoltà economiche, in forma di buoni spesa e generi alimentari di prima necessità". Così, la deputazione del Movimento 5 Stelle che fornisce i dettagli per i comuni dell'Ennese relativamente alla ripartizione dei 400 milioni. 

    "Per la provincia di Enna, - affermano i Cinquestelle - sono previsti per l'esattezza 1.492.577,26 di euro, così ripartiti per ciascun comune: Agira: 80.829,05; Aidone: 46.836,31; Assoro: 48.245,21; Barrafranca: 130.101,96; Calascibetta: 37.748,33; Catenanuova: 46.255,09; Centuripe: 52.538,52; Cerami: 18.736,85; Enna: 189.881,21; Gagliano Castelferrato: 30.552,62; Leonforte: 126.161,86; Nicosia: 121.382,69; Nissoria: 28.576,49; Piazza Armerina: 190.186,66; Pietraperzia: 66.643,80; Regalbuto: 69.414,10; Sperlinga: 6.867,14; Troina: 83.254,31; Valguarnera Caropepe: 74.109,50 e Villarosa: 44.255,56. "Costante contatto e collaborazione con diversi sindaci, - continua il Movimento - le Forze dell'Ordine e tutti i soggetti coinvolti da quando è iniziata l'emergenza Coronavirus, così anche con l'ASP, la Protezione Civile e il Governo nazionale e regionale. Siamo sicuri che le amministrazioni comunali avranno cura di gestire questa boccata d'ossigeno per i cittadini ed io non cesserò di essere presente per nessun motivo. L'emergenza si combatte tutti insieme, istituzioni e cittadini".

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    All'indomani del Consiglio comunale che ha approvato all'unanimità la mozione sull'inquinamento elettromagnetico derivante dalle antenne di Montesalvo, i montesalvoconsiglieri comunali del Movimento 5 Stelle, Cinzia Amato e Davide Solfato, esprimono la loro amarezza sul fatto che il sindaco Dipietro, in questi quattro anni e mezzo, non abbia mai affrontato questa problematica in particolare, così come più in generale quella della tutela della salute pubblica, di cui è tuttavia garante in qualità di primo cittadino. "Lo scorso luglio, su invito della IV Commissione, il senatore Fabrizio Trentacoste, aveva chiesto chiarimenti sulla delocalizzazione delle antenne al Ministero dello Sviluppo Economico, dalla nota dell'Ispettorato Territoriale Sicilia del Mise pervenuta in risposta, emergono due dati fondamentali, il primo è che soltanto il Comune di Enna - e non l'Arpa - poteva fare richiesta di un nuovo studio di delocalizzazione, 'richiesta che a tutt'oggi non è mai arrivata', come si legge nella nota; il secondo è che i numerosi solleciti degli uffici comunali non sono mai pervenuti al MISE, in quanto inviati ad un indirizzo di pec errato. 

    A tutto ciò si aggiunge il fatto che in tutti questi anni non si è provveduto neanche ad installare la centralina necessaria a monitorare il livello di emissioni delle onde elettromagnetiche. Ci saremmo aspettati - aggiungono i due consiglieri - che con lo stesso fervore con cui il sindaco poco prima si era assunto tutta la responsabilità politica delle scelte che hanno portato ad una spesa di 140mila euro per l'emergenza neve, egli si fosse espresso anche su un tema così importante e sentito dalla cittadinanza e che a noi sta molto a cuore. Al contrario, non appena è iniziata la discussione sulla tematica dell'inquinamento ambientale, il primo cittadino ha preferito lasciare l'aula consiliare per trattenersi in una delle sale adiacenti, evitando ogni tipo di confronto.

    "La tutela ambientale e la salute dei cittadini non si possono di certo annoverare tra le azioni di governo di quest'Amministrazione, che si è contraddistinta per avere sempre privilegiato la ricerca di nuovi consensi piuttosto che sostenere delle battaglie che avrebbero inevitabilmente comportato la perdita degli stessi" - concludono Amato e Solfato.